Sabato 1° novembre 2025, dalle ore 9:00 alle 13:00, la Chiesa di San Paolo di Peltuinum tornerà ad accogliere i visitatori dopo un lungo periodo di chiusura dovuto ai danni del terremoto dell’Aquila del 2009.
L’edificio, dichiarato monumento nazionale nel 1902, è protagonista del nuovo appuntamento del progetto di valorizzazione “Radici 2025”, promosso dalla Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo, in collaborazione con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila (USRA).
L’evento prevede visite guidate gratuite (alle ore 9:30, 10:20, 11:10 e 12:00) con partenza dall’ingresso del sito archeologico di Peltuinum, in via Roma 3 a Prata d’Ansidonia (AQ), uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti dell’Abruzzo romano e medievale.

Un restauro che salva la memoria
Dopo il sisma del 2009, la Chiesa di San Paolo versava in condizioni critiche: si erano innescati cinematismi di ribaltamento delle pareti, con crolli localizzati e lesioni diffuse nella compagine muraria.
L’intervento di restauro, curato tecnicamente dalla Soprintendenza e realizzato in convenzione con l’ex Segretariato Regionale dell’Abruzzo, ha avuto come obiettivo la riparazione dei danni strutturali, il consolidamento statico e la messa in sicurezza dell’edificio, rispettandone le caratteristiche originarie.

Sono state eliminate le debolezze intrinseche che ne avevano compromesso la stabilità, attraverso una combinazione di tecniche tradizionali e soluzioni ingegneristiche moderne, volte a preservare la matericità storica del monumento.
Il restauro ha perseguito la conservazione autentica, mantenendo le tracce del tempo nelle murature in opus reticulatum, nei blocchi di spoglio romano e nei frammenti epigrafici inglobati nelle pareti.
Tra storia romana e devozione medievale
Edificata tra il VII e l’VIII secolo, la Chiesa di San Paolo sorge ai margini dell’antica città romana di Peltuinum, lungo il Tratturo Magno, la grande via della transumanza che collegava L’Aquila a Foggia.
Il suo impianto originario ingloba elementi di epoca romana, a testimonianza della continuità tra il sacro pagano e il cristiano. Ricostruita dopo un crollo nel XII secolo, la chiesa fu successivamente sopraelevata e modificata in epoca rinascimentale.

All’interno, la pianta a croce latina con transetto e copertura lignea conserva affreschi del Duecento, tra cui la celebre scena di San Paolo sulla via di Damasco. Vi si trovavano anche elementi decorativi di epoca longobarda e un raffinato pulpito scolpito nel 1240, oggi custodito nella chiesa di San Nicola a Prata d’Ansidonia.
L’esterno, ispirato al linguaggio architettonico benedettino, richiama la sobrietà di San Liberatore a Maiella, con facciata piana, oculi sovrapposti e un elegante timpano triangolare.
“Radici 2025”: la cultura come ricostruzione
La riapertura della Chiesa di San Paolo rientra nel percorso di “Radici 2025”, iniziativa della Soprintendenza ABAP volta a riscoprire e valorizzare i luoghi della memoria storica e artistica d’Abruzzo, con incontri pubblici, restauri e aperture straordinarie.
Un modo per restituire al territorio identità e conoscenza, rafforzando il legame tra archeologia, paesaggio e comunità.
La chiesa, posta su un’altura che domina la piana di Navelli, diventa così simbolo di rinascita culturale e spirituale, che ricollega la città romana di Peltuinum al presente.
📅 Informazioni per la visita alla Chiesa di San Paolo di Peltuinum
Data evento: sabato 1° novembre 2025, ore 9:00 – 13:00
Luogo: Sito Archeologico di Peltuinum, via Roma n. 3, Prata d’Ansidonia (AQ)
🕰 Visite guidate di gruppo (durata circa 40 minuti):
9:30, 10:20, 11:10, 12:00
📍 Punto di ritrovo: ingresso del sito archeologico, 10 minuti prima dell’orario scelto.
🎟 Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
🔹 Evento organizzato da: Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo
🔹 Con la collaborazione di: USRA – Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila
Immagine in apertura: La chiesa di San Paolo di Peltuinum del comune di Prata d’Ansidonia in provincia dell’Aquila – Italia. (Foto: Arch.A.Giordani. CC BY 2.5 it)


