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Nel pomeriggio del 4 maggio 1934 a Bad Dürrenberg, cittadina nell’est della Germania bagnata dal fiume Saale, un gruppo di operai impegnato nella posa delle tubature di un complesso termale si imbatté in uno strato di terreno di uno strano color rosso ocra. Incuriositi, fecero venire un insegnante locale, il quale a sua volta mandò subito a chiamare Wilhelm Henning, archeologo del Museo della Preistoria della vicina città di Halle. Quando arrivò sul posto, gli operai avevano già estratto dalla fossa alcune lame di selce, conchiglie, ossa di animali e zanne di cinghiale. Dato che il tempo stingeva – i giardini dovevano riaprire il giorno successivo -, Henning si gettò sullo scavo cercando di estrarre più materiale possibile. E fece una scoperta straordinaria.
Nella fossa c’erano due scheletri: un adulto in posizione seduta con un bimbo in braccio. Insieme a loro un palco di corna di capriolo, forse parte di un copricapo. E poi un’ascia di pietra levigata e altre piccole lame di selce. Henning concluse che si trattava della tomba di un agricoltore del Neolitico (5500-2200 a.C. circa) e la scoperta fu subito accolta con grande entusiasmo: poco meno di un anno e mezzo prima Adolf Hitler era divenuto cancelliere e i nazisti erano alla febbrile ricerca di prove che supportassero quanto andavano sostenendo da tempo, ossia che le genti tedesche discendevano da un’antichissima stirpe di “superuomini” proveniente dal nord Europa. L’individuo di Bad Dürrenberg, ne erano certi, era proprio un agricoltore del Neolitico, biondo e con gli occhi azzurri, un tipico esemplare di quella “razza ariana” di cui i “veri tedeschi” si proclamavano “puri” e orgogliosi eredi.
Una guida spirituale per la comunità
Invece si sbagliavano di grosso. I resti riemersi nel parco termale non appartenevano affatto a un “superuomo ariano” del Neolitico e a dimostrarlo furono i ricercatori che, finita la guerra, riesaminarono scevri dall’ideologia lo scheletro. La forma del bacino e altri parametri antropologici suggerivano che si trattasse di una donna. E non una donna qualunque...
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Immagine d’apertura: Ricostruzione artistica dell’aspetto della sciamana di Bad Dürrenberg sulla base dei reperti © Ufficio statale per la conservazione dei monumenti e l’archeologia della Sassonia-Anhalt, Juraj Lipták.
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