Dopo lavori di restauro, è tornato al suo splendore il prezioso Crocifisso romanico del XII secolo, conservato nella Cattedrale di Santa Croce di Forlì. Caratteristica dell’opera è che Gesù sulla croce non è raffigurato sofferente o morto, ma vivo, senza i segni della passione con gli occhi aperti e sul capo non la corona di spine, ma una corona regale.
La croce, semplice e nera, presenta tracce di decorazione policroma ed escrescenze che suggeriscono una cornice gemmata. Sopra il capo del Cristo sono incise due frasi che sembrano appartenere alla stessa mano ed hanno stessa iscrizione latina: “Rex iudeorum” (Re dei giudei). Quella posta più in alto, è di scrittura semplice e potrebbe sembrare goticheggiante. Quella sotto, su due righe, forse la più antica, presenta la stessa iscrizione con caratteri incerti tra il greco e il latino. Il Cristo poggia i piedi, su di un suppedaneo costruito su delle foglie, come a richiamare l’albero della vita. Il corpo è appeso alla croce con tenue realismo; non sformato, non insanguinato (nulla fuoriesce dalla ferita dei chiodi e del costato). Il volto è eretto, solenne, tranquillo e maestoso; la barba, i baffi e i capelli sono ben ordinati, gli occhi sono aperti. Sul capo non vi è la corona di spine, ma una corona regale. Un drappo porpora, punteggiato da piccoli gigli d’oro, gli circonda i fianchi.

“Si tratta di una scultura policroma in legno scolpito, di grandi dimensioni e grande pregio, scolpita, assemblata e quindi dipinta, poggiante su di una pregiata croce, anch’essa lignea, originariamente quadrilobata e dipinta, con tracce di decorazioni policrome e dorate – afferma Claudio Giannelli, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici -. L’intervento di restauro, eseguito dal laboratorio SOS Art di Carlotta Scardovi di Bologna, in memoria di Martino Brunelli, si è concentrato sulla pulitura della superficie ed il consolidamento degli strati costitutivi dell’opera e sul successivo riordino estetico, al fine di ridare una unità di lettura complessiva alla stessa”.
L’opera sarà ricollocata al suo posto sabato 14 settembre, festa della Esaltazione della Croce, titolare della Cattedrale e quinto anniversario della beatificazione di Benedetta Bianchi Porro. Nel frattempo, da lunedì 26 agosto fino a venerdì 6 settembre il Crocifisso sarà visibile al pubblico nel salone d’onore del Vescovado, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.
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