L’antica colonia romana di Luna rinasce grazie all’inaugurazione del nuovo Museo Archeologico Nazionale di Luni, frutto di un progetto di valorizzazione curato da Antonella Traverso e Marcella Mancusi, con un allestimento innovativo firmato dallo studio GTRF – Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni Architetti Associati. La nuova sede, ospitata nel suggestivo Casale Benettini Gropallo, ha aperto i battenti stamani alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti del Ministero della Cultura, ente gestore dell’area archeologica e museale, che si trova nel territorio di Ortonovo, a pochi chilometri da La Spezia e dalle Cinque Terre.
La riapertura segna un punto di svolta nella valorizzazione del sito, uno dei più significativi della Liguria per lo studio della romanizzazione e delle trasformazioni storiche e culturali dell’Italia antica.

Luni, dal marmo alla memoria storica
Situata sul confine tra Liguria e Toscana, Luna fu fondata come colonia romana nel 177 a.C. in un’area strategica, tra l’Appennino e il Mar Tirreno, ricca di risorse naturali, in particolare del celebre marmo apuano, oggi da tutti conosciuto come “marmo di Carrara”.
Della città romana parlò anche Dante Alighieri, che nel Paradiso della Divina Commedia fa cenno alle sue rovine:
Aronta è quel ch’al ventre li s’atterga,
che ne’ monti di Luni, dove ronca
lo Carrarese che di sotto alberga, 48
ebbe tra ’ bianchi marmi la spelonca
per sua dimora; onde a guardar le stelle
e ’l mar no li era la veduta tronca.
(Inferno XX, 46-51)
Tuttavia, gli scavi sistematici iniziarono soltanto nel XIX secolo, suscitando da subito l’interesse della comunità scientifica e della casa reale sabauda. Fu Carlo Alberto a dare impulso alle ricerche, incaricando l’architetto Carlo Promis di documentare e indagare il sito.

Nel tempo, le campagne di scavo portarono alla dispersione di molti reperti, confluiti in collezioni pubbliche e private. Solo nel 1964 fu edificata una prima sede museale permanente, che nel 2021 è stata demolita per motivi legati al rischio sismico. La nuova struttura museale trova ora casa nel Casale Benettini Gropallo, ristrutturato con attenzione al contesto paesaggistico e alla sostenibilità.
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Il nuovo museo: due piani di storia e archeologia
Il nuovo percorso espositivo si sviluppa su due piani, ognuno dei quali racconta un diverso aspetto della storia di Luni e del suo territorio.

Piano Terra: il marmo come identità
Il piano terra è dedicato al marmo lunense, protagonista della monumentalità della città romana. Qui si possono ammirare diversi notevoli reperti quali la base con dedica alla dea Luna, proveniente dal suo tempio e il suggestivo mosaico di Oceano e quello con l’iconica immagine di Medusa, divenuto simbolo del museo. Ci sono poi diverse iscrizioni su supporti marmorei, importanti per il loro valore documentale. Chiude il percorso del primo piano una sala video, che proietta documentari originali e materiali dell’Istituto Luce.

L’obiettivo è quello di restituire al visitatore la percezione della città come luogo di produzione, trasformazione e valorizzazione del marmo, materiale che ha plasmato non solo le sue architetture, ma anche la sua economia.
Piano Superiore: il racconto cronologico
Al piano superiore, il racconto si sviluppa cronologicamente, a partire dalla Preistoria, con strumenti in selce, ossidiana e calcare, fino al Medioevo. Di particolare rilievo sono senz’altro i corredi funerari e il bucchero etrusco da Ameglia e i reperti del tempio capitolino e del tempio della dea Luna. Ma non mancano oggetti legati alla vita quotidiana, alle pratiche religiose e funerarie e diverse importanti testimonianze della fase imperiale della città, che videro l’intensificarsi dello sfruttamento delle cave di marmo sotto Augusto. Si passa poi alle tracce del passaggio bizantino e longobardo. Quindi all’esame dei resti della basilica paleocristiana, divenuta in seguito cattedrale e tappa obbligata lungo la via Francigena.
Il museo conclude il racconto con la decadenza della città, causata da mutamenti ambientali e dall’insabbiamento del porto, che portarono allo spostamento della sede vescovile nel XIII secolo.

Un progetto moderno in un casale storico
La scelta di collocare il museo in un casale settecentesco ristrutturato, anziché in una nuova struttura, riflette una visione rispettosa del contesto archeologico e ambientale. Lo sottolinea Alessandra Guerrini, direttrice della Direzione Regionale Musei Nazionali Liguria:
“Abbiamo voluto un museo moderno inserito armonicamente nel paesaggio, capace di raccontare non solo l’antica città romana, ma anche la storia più ampia del territorio”.
Una nuova guida e pannelli accessibili
Il nuovo museo è pensato per essere inclusivo e accessibile: pannelli esplicativi in italiano e inglese, testi semplificati per famiglie, audiopercorsi, esperienze tattili per ipovedenti e una guida cartacea (edita da Sagep) completano l’offerta.

Visite guidate e il Portus Lunae Art Festival
Tra le prime iniziative, ci sono le visite guidate al nuovo Museo, in programma dal 31 maggio al 2 giugno con i seguenti orari:
- sabato 31 maggio | ore 9.30 e 11.30
- domenica 1° giugno | ore 9.30 e 11.30 (ingresso gratuito)
- Lunedì 2 giugno | Festa della Repubblica | ore 9.30, 11.30, 14.30 e 16.30 (ingresso gratuito)
Le visite sono comprese nel biglietto di ingresso al museo, non occorre la prenotazione.
Quindi toccherà, dal 3 luglio al 6 agosto, all’ormai tradizionale Portus Lunae Art Festival, giunto alla decima edizione e “sparso” tra Luni, Portovenere, Lerici e Sarzana.
La rassegna di quest’anno inizia con L’ultimo viaggio di Lord Byron con Massimo Minella alla Villa Romana del Varignano (3 luglio), per proseguire con La palestra di Platone. La filosofia come allenamento con Simone Regazzoni all’anfiteatro ormano di Luni (9 luglio) e Ecuba di Euripide con Arianna Scommegna sempre a Luni (17 luglio).
Quindi con Il Mediterraneo dei mercanti con David Riondino e Dario Vergassola alla Villa Romana del Varignano di Portovenere (22 luglio), Di isole e di città con Giuseppe Cederna, il grecista Giorgio Ieranò e il musicista Edmondo Romano alla Fortezza di Sarzanello (2 agosto).
Il Portus Lunae Art Festival si conclude con Pasolini. La lunga strada di sabbia. Il tour con Massimo Minella al Castello di San Terenzo a Lerici (6 agosto).
Anche a Luni e a Portovenere, Stella Tramontana porta Il greco in tasca live il 9, 17 e 22 luglio (QUI tutte le info su calendario e biglietti).
Un Museo tra storia locale e nazionale
Con questo progetto, il Museo Archeologico Nazionale di Luni non si propone “solo” come un luogo di conservazione, ma diventa un vero centro di mediazione culturale, capace di collegare la storia locale con quella del resto del Paese. Oltre, ovviamente, ad essere un punto di partenza privilegiato per esplorare anche il Parco Archeologico di Luni, tra i più affascinanti del nord Italia. Ma questo si sapeva già.
Per informazioni e orari di visita: luni.cultura.gov.it





