Restituire la policromia all’antico, superando l’immagine stereotipata delle statue e dei templi “in bianco e nero”. È l’obiettivo di “Perceive Isis’ Colours”, la mostra che sarà inaugurata domani, lunedì 8 settembre alle ore 14:30 al Digital Heritage 2025 Expo di Siena.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e il CNR ISPC – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, nell’ambito del programma europeo PERCEIVE – Perceptive Enhanced Realities of Coloured Collections through AI and Virtual Experiences, finanziato da Horizon Europe e avviato nel 2023.

Un gruppo di persone in abiti storici, tra cui un musicista che suona un flauto, cammina davanti a colonne in un ambiente digitale con sfondo verde, utilizzato per la ricostruzione virtuale del Tempio di Iside.
 La processione: reenactors del Gruppo Storico Oplontino durante le riprese a Cinecittà. Credits: Federica Bonifazi CNR-ISPC (sotto)
Attori in costume antico durante una ripresa su uno sfondo verde per una produzione legata alla mostra 'Perceive Isis’ Colours'.

Il Tempio di Iside come non lo abbiamo mai visto

La mostra offre al pubblico un viaggio virtuale nel Tempio di Iside di Pompei, oggi custodito al MANN, riportando alla luce il ruolo culturale e rituale del colore nel culto isiaco. Il percorso si articola in due sezioni:

  • Echoes of Loss, dedicata allo studio della policromia antica e alla fragilità dei pigmenti, con strumenti interattivi che mostrano le tecniche di analisi e ricostruzione digitale.
  • The Gifts of Isis, un’esperienza immersiva e multisensoriale che ricostruisce il tempio prima della sua distruzione, restituendo la vividezza dei colori e il loro valore simbolico.

Grazie a ricostruzioni 3D, intelligenza artificiale, imaging multispettrale, repliche fisiche e installazioni interattive, la mostra sfida la percezione tradizionale dell’antichità e restituisce un mondo antico “a colori”, molto più vicino alla realtà storica.

Un esperto sta lavorando su un computer, analizzando un'immagine del Tempio di Iside con software di ricostruzione digitale, mentre si trovano strumenti e attrezzature in un ambiente di lavoro.
le riprese per i video dell’applicazione (CNR ISPC)

Un progetto di ricerca e comunicazione

Il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, sottolinea come l’iniziativa rappresenti un esempio di nuova comunicazione museale, capace di unire “rigore scientifico e approccio emozionale”. Per la direttrice del CNR ISPC, Costanza Miliani, l’obiettivo è restituire non solo la bellezza cromatica, ma anche la consapevolezza del significato culturale dei colori nel mondo antico.

Ricostruzione digitale del Tempio di Iside a Pompei, mostrando colonne e scale con finiture polichrome.
 Ricostruzione del Tempio di Iside (CNR ISPC) 

Il progetto PERCEIVE ha sviluppato un metodo che integra analisi dei pigmenti, fonti storiche e iconografiche con ricostruzioni digitali ad alta precisione. Tra i risultati più significativi, la restituzione dei colori originari a opere come la Venere Anadiomene, che oggi possiamo rivedere nella sua vividezza cromatica.

Ricostruzione digitale del Tempio di Iside a Pompei, con pareti dai colori vivaci e colonne decorate, mostrando un ambiente antico apparentemente restaurato.
ricostruzione del porticato del Tempio di Iside (CNR ISPC) 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Valtrend Editore, disponibile anche in open access (scaricalo QUI).

Immagine in apertura: Analisi diagnostiche (CNR ISPC)

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