A Roma il Mausoleo di Sant’Elena e le Catacombe dei santi Marcellino e Pietro potenziano la loro accessibilità grazie a un intervento di restauro e valorizzazione che riapre anche l’antico passaggio sotterraneo tra i due siti. Il progetto, realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra nell’ambito del PNRR Caput Mundi, ha privilegiato sia la tutela strutturale sia la fruizione inclusiva.

«Il Mausoleo di Sant’Elena – sottolinea Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – è un luogo simbolo del V Municipio e del quartiere di Tor Pignattara, oltre a essere meta di pellegrinaggio religioso. Con questo intervento lo rendiamo più fruibile a tutti i romani e ai visitatori italiani e stranieri. Inoltre, sono stati potenziati i sistemi di sicurezza per valutare la stabilità dell’edificio dove venne sepolta la madre dell’imperatore Costantino, probabilmente la vera ispiratrice dell’editto di Milano del 313 che garantiva la libertà di culto ai cristiani».
Nuovo circuito e soluzioni tecniche
Tra gli interventi più significativi spicca la riapertura dell’antico passaggio del 1769, ora ripristinato eliminando il muro divisorio e creando un collegamento verticale in acciaio che compensa il salto di quota tra Antiquarium e catacombe.

La nuova scala è dotata di illuminazione indiretta studiata per permettere un adattamento visivo graduale: un accorgimento fondamentale per preservare gli affreschi e per agevolare l’occhio del visitatore nell’ingresso alle gallerie ipogee.

È stata inoltre installata una passerella in vetro sopraelevata nella cripta attribuita ai 40 Martiri di Sebaste, soluzione che tutela il piano pavimentale e rende leggibile l’articolato sistema di sepolture privilegiate. I consolidamenti strutturali del Mausoleo hanno interessato fondazioni e paramenti murari, mentre è stato implementato un nuovo sistema di valutazione antisismica per monitorare la stabilità di una struttura a pianta circolare (diametro >20 m) e della sua imponente cupola, alleggerita originariamente con pignatte in terracotta.

«Con i suoi oltre 87 ambienti affrescati, la Catacomba dei SS. Marcellino e Pietro – osserva Mons. Pasquale Iacobone, Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra – costituisce uno dei più preziosi depositi di arte paleocristiana. La Pontificia Commissione, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma, da molti anni si è impegnata a fondo per restaurare e valorizzare questo patrimonio archeologico, riuscendo ad attuare nel 2014 l’apertura al pubblico della Catacomba e, successivamente, un polo monumentale che comprende anche il Mausoleo. Un fiore all’occhiello per una realtà periferica quale Tor Pignattara, che con i recenti lavori, è pronto ad accogliere i tanti pellegrini giunti a Roma nell’anno giubilare».

Un sito chiave per la Roma paleocristiana
Il Mausoleo di Sant’Elena sorse nel IV secolo per volontà di Costantino all’interno del fundus Laurentus, area suburbana presso Porta Maggiore già occupata da vaste necropoli lungo la via Labicana. Tra II e III secolo qui si trovava il cimitero degli equites singulares, mentre durante le persecuzioni cristiane furono deposti diversi martiri.

Tra il 315 e il 326 Costantino promosse in quest’area un grande complesso monumentale con la basilica dedicata ai santi Marcellino e Pietro e il mausoleo dinastico destinato alla madre Elena, sepolta intorno al 329: un intervento che avviò la cristianizzazione monumentale del suburbio orientale di Roma.

Il Mausoleo, a pianta circolare di oltre 20 metri di diametro, era coperto da una grande cupola alleggerita da anfore inserite nella muratura, le “pignatte” che daranno il nome alla zona di Torre Pignattara. Sotto la basilica si sviluppa la vasta catacomba dei due martiri, circa 18.000 mq, ricca di affreschi e frequentata da comunità eterogenee, con tombe sia popolari sia di famiglie più agiate.

Tra XI e XII secolo il Mausoleo fu in gran parte distrutto e il sarcofago di porfido trasferito al Laterano. Una piccola chiesa seicentesca sorse poi al suo interno. Dopo secoli di abbandono, un importante restauro avviato nel 1993 ha consolidato la struttura e creato un nuovo polo museale dedicato alla valorizzazione dell’area e delle catacombe.
Valorizzazione tattile e multisensoriale
Le Catacombe, estese su circa 18.000 mq e con oltre 87 ambienti affrescati, conservano scene di agape (il banchetto comunitario che prevedeva la messa e la comunione, a simboleggiare l’amore fraterno che legava i primi cristiani), rilievi epigrafici e testimonianze damasiane (IV secolo).

Il restauro ha permesso una migliore lettura stratigrafica degli apparati pittorici e una razionalizzazione dei flussi di visita: ingressi e uscite distinti, spazi di sosta informativa e vetrine espositive lungo il nuovo collegamento.
La fruizione è stata ripensata per includere persone con disabilità: pannelli tattili per non vedenti, video-guide in LIS, ricostruzioni 3D fruibili con visori e rampe/montascale per i piani superiori. L’antiquarium è stato organizzato per ospitare reperti provenienti da scavi recenti — lapidi di equites singulares Augusti e materiali del cimitero pagano — con allestimenti che rispettano i materiali e le cromie del contesto antico.

Con questo nuovo intervento, il complesso riconferma dunque la sua importanza non solo come sito di pellegrinaggio ma anche come centro di valorizzazione culturale per la periferia romana. Il risultato è un itinerario che coniuga conservazione, innovazione tecnica e inclusività.
Informazioni per la visita
Mausoleo di Sant’Elena e Catacombe SS. Marcellino e Pietro
Roma, via Casilina 641
Apertura tutti i giorni tranne il giovedì.
Orario invernale, dal 1° novembre al 31 marzo: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00
Orario estivo, dal 1° aprile al 31 ottobre: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00
Visite guidate con prenotazione obbligatoria, e-mail: santimarcellinoepietro@gmail.com, 339.6528887 / 06.2419446
www.santimarcellinoepietro.it
www.soprintendenzaspecialeroma.it
www.catacombeditalia.va






