Per la prima volta nella sua storia, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci arriva a Napoli, in uno dei luoghi più suggestivi della città: il Chiostro maiolicato del Complesso Monumentale di Santa Chiara. L’iniziativa, che apre oggi 6 dicembre, nasce dalla collaborazione tra Pinacoteca Ambrosiana di Milano, Arthemisia, il Complesso di Santa Chiara e la Provincia Napoletana del SS. Cuore di Gesù OFM.

Insegna commemorativa che presenta la mostra "Leonardo da Vinci: Il Codice Atlantico" all'interno del Complesso Monumentale di Santa Chiara, Napoli, con un background di disegni di Leonardo.

Sei preziosi disegni originali del Codice Atlantico saranno presentati al pubblico a rotazione fino al 7 giugno, consentendo di osservare da vicino il laboratorio mentale di Leonardo, tra geometria, scienza naturale, meccanica e sperimentazione grafica. Si tratta di un’occasione rara per avvicinarsi non al mito astratto del genio, ma alla concretezza del suo metodo di lavoro.

Cos’è il Codice Atlantico

Il più vasto corpus di fogli leonardeschi

Conservato alla Pinacoteca Ambrosiana, il Codice Atlantico è la più vasta raccolta di fogli autografi di Leonardo: oltre 1.100 carte, databili tra il 1478 e il 1519. Vi si trovano appunti di ingegneria, architettura, meccanica, ottica, geometria, insieme a studi figurativi e riflessioni teoriche.

A Napoli giungono ora due fogli di eccezionale valore per comprendere la dimensione collettiva e sperimentale della bottega leonardesca: il foglio 239r e il foglio 816r.

Il foglio 239r: geometria, bottega e sperimentazione

Il foglio 239r colpisce innanzitutto per il suo supporto povero, una carta grossolana che assorbe l’inchiostro e lascia trasparire le tracce del verso. Prima dell’intervento di Leonardo, il foglio era stato usato dagli allievi per schizzi a carboncino oggi quasi scomparsi, probabilmente anche di carattere licenzioso: un dettaglio che restituisce la vita quotidiana della bottega, fatta di studio ma anche di esercizio informale.

Leonardo da Vinci (1452-1519)
Codice Atlantico (Codex Atlanticus), foglio 518 verso
Studi sulle superfici; testa di guerriero riferibile a un
combattente della Battaglia di Anghiari
Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana
©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/ Metis e Mida
Informatica/Mondadori Portfolio

Sulla superficie compaiono poi esercizi geometrici, una testa maschile di profilo a sanguigna, attribuibile a un collaboratore, e soprattutto cinque figure di cerchi concentrici legati al “ludo geometrico”, strumento con cui Leonardo indagava rapporti proporzionali e dinamiche di crescita.

Accanto, due intrecci di nastri rimandano alle celebri strutture nodali, mentre una serie di calcoli, tra cui la divisione 365:8, suggerisce riflessioni sulla suddivisione del tempo solare. La frase annotata a sinistra sintetizza il principio studiato: una legge di equilibrio tra numero e grandezza. In questo foglio frammentario si coglie l’essenza del metodo leonardesco: osservare, misurare, sperimentare.

Pannello informativo sulla vita di Leonardo da Vinci, con cronologia delle sue opere e avvenimenti principali, e un ritratto del maestro.

Il foglio 816r: Leonardo, Melzi e la vita del Codice

Il foglio 816r è tra i più complessi e dibattuti dell’intero Codice Atlantico. La carta presenta ritagli e pieghe, segni di un uso prolungato. Tra Otto e Novecento nacque l’ipotesi che alcune scritte fossero una lettera di Leonardo a Cecilia Gallerani, ma gli studi di Carlo Pedretti hanno chiarito che quelle annotazioni sono opera di Francesco Melzi, allievo e segretario del maestro.

Melzi aggiunge una figura femminile e un elogio poetico di Roma e della Campania, definita «opera dell’alegreza della Natura», con espressioni dal tono privato come «Amantissima mia Diva». Si tratta però di una rilettura successiva, non di parole leonardesche.

Leonardo da Vinci (1452-1519)
Codice Atlantico (Codex Atlanticus), foglio 239 recto
Profilo di giovane, cerchi concentrici “de ludo geometrico”
Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana
©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/ Metis e Mida
Informatica/Mondadori Portfolio

Gli appunti autentici di Leonardo riguardano tutt’altro: nella parte superiore analizza il comportamento dei raggi solari tra le nuvole; più in basso studia la proiezione delle ombre; al centro compaiono schemi di bilance, pesi ed equilibrio statico, con riflessioni sul limite del punto matematico privo di corpo. Anche le semplici operazioni aritmetiche rientrano in queste indagini sulle proporzioni fisiche.

Il valore della mostra

L’esposizione napoletana restituisce un’immagine non monumentale ma operativa di Leonardo: un pensatore che lavora su materiali provvisori, rielabora fogli già usati, dialoga con i suoi allievi. Il Codice non appare come un libro “finito”, ma come un organismo vivo, attraversato da mani, idee e progetti.

Una mostra del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, con un disegno esposto su una parete e un altro incorniciato in una teca.

Portare questi fogli a Napoli, secondo gli organizzatori, significa inserire la città in una rete nazionale di valorizzazione del patrimonio leonardesco, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sulla costruzione del sapere rinascimentale.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Moebius (in libreria da gennaio).

Informazioni
LEONARDO DA VINCI. Il Codice Atlantico

Napoli, Chiostro maiolicato di Santa Chiara (Via Santa Chiara, 49/c)

6 dicembre 2025 – 7 giugno 2026

Catalogo Moebius

Info: www.monasterodisantachiara.it

Immagine in apertura: Leonardo da Vinci (1452-1519), Codice Atlantico (Codex Atlanticus), foglio 816 recto. Studio dei pesi; in alto, raggi solari che attraversano le nuvole; in basso, teoria circa le ombre. Copyright Veneranda Biblioteca Ambrosiana ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana/ Metis e Mida
Informatica/Mondadori Portfolio

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