Venezia, dopo oltre due anni di lavori, la Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale è nuovamente accessibile al pubblico. Il restauro degli apparati decorativi del grande soffitto voltato e dei monumentali portali lapidei si è concluso il 30 gennaio 2026, al termine di un cantiere avviato nel novembre 2023 e condotto secondo la formula del cantiere aperto, che ha consentito ai visitatori di seguire da vicino le fasi dell’intervento, presentato oggi (5 febbraio 2026).
La sala costituisce uno degli snodi più significativi del percorso monumentale del Palazzo: luogo di passaggio e di rappresentanza, segnava simbolicamente l’accesso agli ambienti del potere della Serenissima.

Architettura palladiana e decorazione cinquecentesca
La Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale a Venezia fu realizzata nel 1576 su progetto di Andrea Palladio e Giovanni Antonio Rusconi. Lo spazio è caratterizzato da una volta “alla romana” di grandi dimensioni, decorata con dipinti murali eseguiti nel 1577 da Jacopo Tintoretto, e da quattro portali monumentali che danno il nome all’ambiente.
I portali, riccamente policromi, sono coronati da gruppi scultorei realizzati da alcuni dei maggiori protagonisti della scultura veneziana del tardo Cinquecento: Alessandro Vittoria, Girolamo Campagna, Francesco Caselli e Giulio dal Moro.
Palazzo Ducale di Venezia, la Sala delle Quattro Porte: guarda il video del restauro
Le straordinarie immagini del restauro realizzato nella Sala delle Quattro Porte di Palazzo Ducale, a Venezia
Palazzo Ducale a Venezia: un intervento complesso e articolato
Il restauro ha interessato l’intero apparato decorativo della sala. Le operazioni hanno riguardato sia le strutture non visibili della volta, sia le superfici decorate con dipinti murali e stucchi, oltre ai portali lapidei, ai gruppi scultorei, alle finestre in pietra e alle tele dipinte a monocromo.
Prima dell’intervento è stata eseguita una mappatura dettagliata dello stato di conservazione, accompagnata da ispezioni visive e tattili e da una campagna di analisi mirata a ricostruire la stratigrafia delle superfici pittoriche e scultoree.

Una scoperta sulla tecnica pittorica del soffitto
Lo studio ravvicinato del soffitto ha portato a una delle acquisizioni tecniche più rilevanti del progetto. I dipinti non risultano eseguiti ad affresco, come a lungo ipotizzato, ma con colori ad olio applicati su una preparazione a base di gesso e colla, secondo una tecnica affine alla pittura su tela.
Questa modalità esecutiva, unita a interventi successivi non sempre documentati, ha contribuito nel tempo a rendere più problematica la conservazione delle superfici e la loro lettura, rendendo necessario un approccio particolarmente calibrato nelle fasi di pulitura e consolidamento.
Pulitura, consolidamento e integrazione pittorica
La fase di pulitura ha comportato la rimozione di una vernice novecentesca e di diverse ridipinture risalenti a restauri del secolo scorso, individuate grazie a controlli analitici effettuati prima e dopo l’intervento. Sono state inoltre eliminate vecchie stuccature degradate e consolidate le aree con sollevamenti o perdita di adesione della pellicola pittorica.

Le numerose fessurazioni e lacune sono state trattate con interventi puntuali. L’integrazione delle parti mancanti, definita attraverso un confronto iconografico e stilistico con studiosi e storici dell’arte, è stata realizzata con colori ad acquerello e a vernice, al fine di restituire una lettura coerente ed equilibrata delle superfici decorate.
La Sala delle Quattro Porte a Palazzo Ducale di Venezia: guarda la gallery








Un restauro sostenuto dal mecenatismo internazionale
L’intervento è stato reso possibile grazie a un investimento complessivo di 747.000 euro, di cui 662.000 coperti dall’organizzazione statunitense Save Venice, affiancata da ulteriori contributi attivati tramite Art Bonus. Tra i sostenitori figurano, tra gli altri, The Gritti Palace, insieme a investimenti diretti della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Il progetto rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra istituzioni pubbliche, fondazioni private e mecenati internazionali, coordinata nel rispetto delle procedure di tutela e in dialogo costante con la Soprintendenza.
Il cantiere aperto come strumento di conoscenza
Durante i due anni di lavori, l’accesso alla sala non è mai stato completamente interrotto. Un laboratorio di restauro visibile è stato allestito lungo il percorso del Palazzo, consentendo al pubblico di osservare direttamente il lavoro dei restauratori sugli apparati decorativi dei portali.
Una scelta che ha trasformato il cantiere in uno strumento di divulgazione e consapevolezza, rendendo visibile la complessità delle operazioni necessarie alla conservazione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia istituzionale veneziana.
Tutte le foto sono di ©Matteo de Fina



