MOSTRE / Eleganti cavalieri e dame raffinate: Mantova celebra un capolavoro “perduto” del Pisanello a 50 anni dalla sua restituzione al pubblico

Nuova mostra e nuovo allestimento nel Palazzo Ducale di Mantova per valorizzare il ciclo decorativo di tema cavalleresco dipinto a tecnica mista intorno al 1430-1433 da Antonio Pisano, detto il Pisanello, tra i protagonisti del gotico internazionale in Italia. L’esposizione celebra i 50 anni della riscoperta del capolavoro, avvenuta nel 1965 ad opera di Giovanni Paccagnini ma presentata al pubblico nel 1972.

A 50 anni dall’esposizione curata da Giovanni Paccagnini, Mantova torna a parlare del Pisanello. E se in quell’occasione fu presentata una delle più importanti acquisizioni nel campo della storia dell’arte nel XX secolo, ossia la scoperta nelle sale di Palazzo Ducale di Mantova del ciclo decorativo di tema cavalleresco dipinto intorno al 1430-1433 dal grande pittore, stavolta la mostra punta a rileggere e ricollocare nel tempo e nello spazio l’opera di uno dei più grandi esponenti del gotico internazionale in Italia.

L’esposizione che apre il 7 ottobre, è intitolata Pisanello. Il tumulto del mondo. Prodotta e promossa da Palazzo Ducale di Mantova, fa parte di un programma di ampia visione e lungo periodo per la valorizzazione dell’opera e della Sala dedicata ad Antonio di Puccio Pisano detto il Pisanello (1395-1455), insieme all’attigua Sala dei Papi. È stato infatti ripensato in maniera permanente l’allestimento dell’intero ambiente (9,50×17,50 m; 3 pareti su 4 hanno svelato anche le sinopie della composizione affrescata; 100 mq tra affreschi e sinopie) per la miglior fruizione di un ritrovamento eccezionale del patrimonio artistico italiano.

Qui sopra e nell’immagine precedente: Antonio di Puccio, detto Pisanello, Paesaggio con cavalieri e dame, 1430-1433. Pittura murale strappata, tecnica mista (ritratti, part.). Mantova, Palazzo Ducale. [Foto di Ghigo Roli per MiC, Palazzo Ducale di Mantova]

Affreschi-emblema del Tardo Gotico

Antonio di Puccio, detto Pisanello, Torneo di Cavalieri, 1430-1433. Pittura murale strappata, tecnica mista. Mantova, Palazzo Ducale [Foto di Ghigo Roli per MiC, Palazzo Ducale di Mantova]

Che Pisanello avesse dipinto in Palazzo Ducale lo si sapeva da quasi un secolo: almeno dal 1888, quando fu pubblicato un documento del 1480 che attestava la presenza nel palazzo di una “salla del Pisanello”, sulla cui ubicazione le stesse fonti tuttavia non offrivano dettagli. Questo ambiente aveva subito una serie di trasformazioni che, ai tempi di Paccagnini, lo rendevano irriconoscibile. Già il 15 dicembre 1480 l’architetto toscano Luca Fancelli avvertiva: “è chaduto una chorda da chiave della sala del Pisanello chon una parte di sofita, perché tute dite chorde sono state azunte per lo pasato perché erano marze nel muro e non ano sostegnio alquno”. Il definitivo abbassamento del pavimento si data però forse al 1579, quando le pareti della sala – allora nota come “sala degli Arcieri” – vennero coperte da una decorazione a finti marmi. Un’ulteriore importante trasformazione risale al 1701, quando le pareti della sala vengono coperte da un nuovo strato d’intonaco, dipinto con un fregio corrente di ritratti dei Gonzaga, da Luigi a Ferdinando Carlo. Anche questo assetto subisce nuove manomissioni nel 1808-1812, quando il fregio con i Principi è in parte “restaurato” in chiave neoclassica.
Era questa la situazione che si presentava agli occhi di Paccagnini nel 1965 circa, quando – guidato da alcune tracce pittoriche presenti nel controsoffitto – ordinò la totale rimozione delle superfici sovrapposte allo strato pittorico quattrocentesco, riportandolo così alla luce.

Bottega di Antonio di Puccio detto Pisanello, Studi di figure in abiti contemporanei, un cavaliere seduto su una roccia, un drago, 1433 circa. Punta metallica e penna su pergamena, 194 x 175 mm. Milano Biblioteca Ambrosiana © Veneranda Biblioteca Ambrosiana/Mondadori. Portfolio/M.Ranzani.


Da allora i murali di Pisanello si sono imposti come uno dei principali testi figurativi del primo Quattrocento italiano, di quel periodo comunemente noto come “tardo Gotico”. Furono dunque eliminate le ridipinture del 1808-1812, che erano probabilmente a tempera; furono strappati gli affreschi del 1701; strappati poi gli affreschi cinquecenteschi. Riemerse così lo strato pittorico di Pisanello. Ma anche le pitture di Pisanello furono strappate – con dei rulli che si conservano tuttora nei depositi del Palazzo e che torneranno a essere esposti – e dopo di esse anche le sinopie sottostanti. Una vera e propria ricerca “emozionale” delle sinopie, secondo un gusto vagamente
idealista, che inseguiva il primo pensiero, il disegno preparatorio dell’artista. Tutta la decorazione tardo-gotica è infatti oggi applicata su enormi pannelli. Solo nel 1972 la scoperta fu presentata ufficialmente al pubblico e agli studiosi.

Nuova “luce” alle pitture

Il progetto, si legge nella nota diffusa dagli organizzatori – restituisce una leggibilità completa delle pitture, strappate e ricollocate oltre cinquant’anni fa, grazie a un nuovo sistema di illuminazione. Una luce calda e rivolta sui dipinti murari di Pisanello – al posto della precedente luce diffusa naturale – esalta i riflessi degli inserti dorati e i magnifici dettagli del disegno. Inoltre, una pedana sopraelevata consente al visitatore di apprezzare le pitture alla corretta distanza calcolata dall’artista, dato che fino ad oggi il percorso di visita si trovava a una quota più bassa di ben 110 cm a causa delle successive trasformazioni della sala. Un ‘nuovo’ percorso, dunque, arricchito da apparati di approfondimento, che permette al pubblico la riscoperta secondo un punto di vista ‘corretto’ della realtà ricca di particolari e dettagli descritta dal Pisanello, della sua linea sinuosa e della straordinaria minuzia di tocco dell’artista.

Antonio di Puccio, detto Pisanello, Gianfrancesco Gonzaga / Il marchese a cavallo, 1445-1447, bronzo, fusione, diametro 99 mm. Gabinetto Numismatico e Medagliere, Castello Sforzesco – © Comune di Milano
Antonio di Puccio, detto Pisanello, Cecilia Gonzaga / Fanciulla con liocorno, 1447, bronzo, fusione, diametro 87 mm. Gabinetto Numismatico e Medagliere, Castello Sforzesco – © Comune di Milano


L’intervento permanente nella sala del Pisanello si avvale del supporto alla progettazione del Politecnico di Milano, polo territoriale di Mantova, con la supervisione di Eduardo Souto de Moura; la parte temporanea dell’allestimento è progettata da Archiplan Studio che si è occupato anche di fornire tutti gli esecutivi.

Viaggio nella Bellezza

La mostra, curata da Stefano L’Occaso, coinvolge due ampie sale attigue e consecutive del piano nobile, la Sala del Pisanello e l’attigua Sala dei Papi, oltre agli ambienti al piano terreno, allestite per mostrare una panoramica della cultura tardo-gotica a Mantova, esponendo un’eccellente selezione di pitture, sculture e miniature.
La sala del Pisanello è dedicata al ciclo pittorico, in relazione ai disegni preparatori, le pitture murali e le sinopie a vista; la sala dei Papi viene invece allestita in maniera definitiva con le foto storiche, le tracce materiali di uno straordinario intervento di strappo, alcune sinopie attualmente non esposte e tutto ciò che permette di raccontare la tecnica esecutiva delle pitture di Pisanello, la loro scoperta, la citata mostra del 1972 e gli interventi di restauro dagli anni Sessanta a oggi.

Un particolare dell’allestimento della mostra (ph. Vincenzo Bruno)

Un apparato multimediale interattivo completa l’allestimento: attraverso monitor touch screen è possibile visionare tutti i dettagli del ciclo cavalleresco a un ingrandimento mai visto fin ad ora, e navigare in un’accurata ricostruzione tridimensionale – realizzata dal 3d designer Matteo Morelli – della Sala del Pisanello quando ancora si chiamava “Sala dei Principi”, ovvero a una soglia storica precedente agli interventi che hanno portato alla scoperta del ciclo.
Infine, nelle sale dell’Appartamento di Santa Croce al pian terreno, adeguatamente schermate dalla luce esterna, sono presentate opere che, dal 1400 circa alla metà del XV secolo, mostrano e sintetizzano il panorama della cultura artistica coeva a Mantova, attraverso le statue dei Dalle Masegne già a decoro della cattedrale; attraverso le opere di Stefano da Verona, altro protagonista dell’età di Pisanello; attraverso i codici miniati che raccontano l’evoluzione del gusto della famiglia Gonzaga, evoluzione resa esemplare dal messale di Barbara di Brandeburgo, iniziato da Belbello da Pavia e concluso da Girolamo da Cremona, in chiave oramai pienamente rinascimentale. In questa sala trovano ospitalità anche le opere di Pisanello non strettamente legate al ciclo arturiano.

30 opere in mostra

Antonio di Puccio, detto Pisanello, Testa di donna, 1430-1435. Dipinto murale staccato, 24 x 17 cm. Roma, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia

L’esposizione conta circa 30 opere tra cui prestiti internazionali quali i capolavori del Pisanello la Madonna col Bambino e i santi Antonio e Giorgio della National Gallery di Londra, per la prima volta in Italia dalla sua “partenza” nel 1862, e i disegni del Museo del Louvre di Parigi; ma anche l’Adorazione dei magi di Stefano da Verona dalla Pinacoteca di Brera di Milano e, non da ultimo, la preziosa Madonna della Quaglia, una tavola giovanile di Pisanello, considerata tra le opere simbolo del Museo di Castelvecchio di Verona, disponibile anche in virtù di un accordo di valorizzazione in essere tra i due Musei sui rapporti artistici tra Verona e Mantova.
Tra i contributi a sostegno della mostra, per continuità e impegno, si segnala quello di Fondazione Banca Agricola Mantovana che offre da molti anni il proprio sostegno alle iniziative promosse da Palazzo Ducale, concorrendo alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale e alla diffusione dell’arte e della cultura nella comunità mantovana. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa.


INFORMAZIONI

Pisanello. Il tumulto del mondo.
Mantova, Palazzo Ducale (Piazza Sordello, 40)
Dal 7 ottobre 2022 all’8 gennaio 2023
A cura di Stefano L’Occaso con la collaborazione di Giulia Marocchi e Michela Zurla
Orari: Da martedì a domenica dalle 8.15 alle 19.15 (ultimo ingresso ore 18.20). Giorno di chiusura settimanale lunedì. Chiusura biglietteria ore 18.20
Biglietti: Biglietto Pisanello (e Corte Vecchia) Intero €9, Ridotto €2
Biglietto integrato (mostra+Castello e Corte Vecchia) Intero €15, Ridotto €2
Per informazioni: www.ducalemantova.org

Fonte: Palazzo Ducale Mantova

©STORIE & ARCHEOSTORIE. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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