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Dopo un anno di iniziative dedicate al Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, Brescia chiude le celebrazioni con un’esposizione che guarda non soltanto ai capolavori conservati nei suoi musei, ma anche alle persone che, nell’arco di due secoli, li hanno raccolti, studiati e tramandati. Dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027, il Museo di Santa Giulia ospiterà “Tesori. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826|2026”, mostra curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei.

vittoria alata brescia
La Vittoria Alata nella sua nuova collocazione nel Capitolium. Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Alessandra Chemollo

Cento opere dai depositi raccontano la storia dei Musei Civici

L’esposizione riunisce 100 opere appartenenti alle collezioni civiche bresciane, normalmente custodite nei depositi e raramente visibili al pubblico. Più che una semplice mostra di capolavori, il progetto propone una riflessione sulla nascita dei musei cittadini e sull’evoluzione del collezionismo bresciano dal XIX secolo fino ai giorni nostri.

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Elisabetta Kaehlbrandt, L’aranceto (dettaglio), 1915 circa, olio su tela, Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

I reperti diventano così protagonisti di un racconto in cui si intrecciano vicende personali, grandi eventi storici e trasformazioni culturali. Accanto ai più noti collezionisti trovano spazio figure meno conosciute ma decisive per la costruzione delle raccolte civiche: un orologiaio, una crocerossina, un marinaio, un capitano degli Alpini, un sacerdote, un professore e molti altri protagonisti che hanno contribuito, spesso silenziosamente, alla tutela del patrimonio.

mostra tesori Museo di Santa Giulia
Testa di atleta di età romana, marmo, Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

Ad accompagnare questo percorso saranno anche i 20 ritratti originali realizzati dall’illustratrice Elisa Macellari, dedicati ai personaggi che hanno segnato la storia delle collezioni.

Archeologia, arte, scienza ed etnografia dialogano con il contemporaneo

Il percorso espositivo è articolato in cinque grandi sezioni dedicate ai principali ambiti della museologia ottocentesca: Archeologia, Belle Arti, Scienza e Tecnica, Storia ed Etnografia.

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Francesco Hayez, Madonna in trono con il Bambino e una devota, 1851, olio su tela, Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

La narrazione prende avvio dalla contemporaneità grazie alle opere di artisti come David LaChapelle, Bruce Gilden, Joel Meyerowitz, Fabrizio Plessi, Massimo Sestini, Giulio Paolini, Badiucao e altri protagonisti dell’arte internazionale acquisiti da Fondazione Brescia Musei nell’ultimo decennio. Procedendo a ritroso nel tempo, queste opere dialogano con capolavori delle collezioni storiche firmati, tra gli altri, da Rembrandt, Albrecht Dürer, Francesco Hayez, Romanino, Guido Reni, Giovan Battista Moroni e Angelo Inganni.

Una moderna Camera delle Meraviglie tra mummie, meteoriti e rarità archeologiche

Uno degli aspetti più suggestivi della mostra sarà l’allestimento ispirato alle antiche Camere delle Meraviglie, dove convivranno reperti estremamente diversi tra loro.

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Statua di Osiride, VIII-IV secolo a.C., bronzo, Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

Tra gli oggetti più sorprendenti figurano un raro astrolabio bizantino del 1062, raffinati kakemono orientali, bronzetti egizi, affreschi, incisioni, fotografie, strumenti musicali, vetri, maioliche e opere di videoarte.

Grazie alla collaborazione con il Museo di Scienze Naturali entreranno inoltre nel percorso mummie animali, impronte fossili di dinosauro e frammenti di meteoriti cadute nel territorio bresciano nel corso dell’Ottocento.

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Sergio il Persiano, astrolabio, 1062, ottone e bronzo dorato, Brescia, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi

Particolare attenzione sarà dedicata anche ai materiali provenienti dalle raccolte etnografiche e coloniali, con maschere rituali africane, armi tradizionali e alcuni oggetti appartenuti a Benito Mussolini, sequestrati dopo la caduta della Repubblica Sociale Italiana, che offriranno l’occasione per riflettere sul rapporto tra patrimonio culturale, colonialismo e memoria storica.

La mostra proseguirà anche fuori dal museo

Ispirandosi ai principi della Convenzione di Faro, l’esposizione interpreta il patrimonio culturale come bene condiviso e strumento di partecipazione collettiva. Per questo motivo la visita non si concluderà nelle sale del Museo di Santa Giulia, ma proseguirà attraverso un sistema di itinerari urbani che collegheranno la mostra ai Musei Civici di Brescia e ai principali luoghi storici della città.

Con “Tesori”, Brescia celebra così non solo il proprio patrimonio artistico, ma anche la lunga storia delle persone che lo hanno preservato, trasformando due secoli di collezionismo in un grande racconto corale capace di attraversare archeologia, arte, scienza e memoria. Il catalogo è edito da Skira.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

✅ “Tesori. Il grande romanzo dei Musei bresciani”
📍 Brescia, Museo di Santa Giulia
📅 4 novembre 2026 – 22 agosto 2027
🌐 Info: www.bresciamusei.com

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