L’estate del 2026 si sta imponendo come la più calda registrata in Veneto dal 1992. Secondo i dati di Arpav, nei mesi di giugno e luglio la temperatura media regionale ha raggiunto 23,1 °C, superando i precedenti record del 2003 e del 2022. La situazione è aggravata da un drastico calo delle precipitazioni, che ha portato la Regione Veneto a dichiarare lo stato di emergenza per deficit idrico, con una riduzione delle piogge del 28%, un deficit di circa 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua e una significativa diminuzione della portata del fiume Adige.

Di fronte a questa emergenza climatica, un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova propone di recuperare una soluzione nata oltre duemila anni fa: il sistema idraulico della centuriazione romana.
La centuriazione romana come modello per il futuro
La centuriazione non rappresentava soltanto la suddivisione geometrica dei terreni agricoli destinati ai coloni romani. Era soprattutto una sofisticata infrastruttura di gestione delle acque, composta da canali, fossi, strade e siepi, progettata per regolare il deflusso, drenare le aree umide e distribuire le risorse idriche seguendo la naturale pendenza della pianura.
Nel territorio compreso tra le attuali province di Padova e Venezia, il cosiddetto Graticolato Romano conserva ancora oggi tracce evidenti di questo straordinario sistema, sebbene decenni di urbanizzazione e agricoltura intensiva abbiano progressivamente cancellato molti elementi originari.
Il progetto europeo WatHer riscopre l’ingegneria idraulica romana
Per valorizzare questo patrimonio nasce WatHer (Water Heritage in European Rural Mediterranean), progetto finanziato dal programma Interreg Euro-MED con circa 3 milioni di euro.
L’iniziativa coinvolge 12 partner di otto Paesi mediterranei, coordinati dal Politecnico di Milano, mentre per l’Università di Padova il progetto è guidato dal geografo Mauro Varotto, insieme alla ricercatrice Tanja Kremenić del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità.


L’obiettivo è affrontare quello che gli studiosi definiscono il “trilemma dell’acqua”: siccità sempre più prolungate, eventi meteorologici estremi con rischio di alluvioni e deterioramento della qualità delle acque superficiali.
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Una “terza centuriazione” contro il cambiamento climatico
Secondo Mauro Varotto, il territorio necessita oggi di una “terza centuriazione”.
Dopo quella romana, nata per organizzare la produzione agricola, e quella contemporanea, caratterizzata dall’espansione urbana e industriale, occorre creare una nuova infrastruttura verde-blu, capace di integrare tutela ambientale, gestione delle acque e resilienza climatica.

Le analisi GIS condotte nel Comune di Borgoricco, uno dei cuori storici della centuriazione, mostrano una perdita media di circa 2,4 chilometri di fossi e 1,8 chilometri di siepi ogni anno tra il 2008 e il 2022. Una trasformazione che ha ridotto sensibilmente la capacità del territorio di trattenere l’acqua, mitigare le piene e contrastare gli effetti della siccità.
Tecnologie moderne per valorizzare un patrimonio antico
Il progetto unisce le conoscenze dell’ingegneria romana alle più avanzate tecnologie di monitoraggio ambientale. Verranno utilizzati rilievi LiDAR, sistemi GIS, sensori sul territorio e analisi cartografiche per pianificare interventi condivisi con le amministrazioni locali, tra cui i Comuni di Borgoricco e Mirano, insieme al Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.
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A partire da settembre 2026 saranno avviati i primi interventi sperimentali di ripristino del sistema integrato fosso-siepe, ampliando alcuni canali storici e ricostituendo le siepi alberate che limitano l’evaporazione, migliorano la qualità delle acque e favoriscono la biodiversità.
L’obiettivo è dimostrare come il recupero di antichi sistemi di gestione idraulica possa offrire benefici concreti anche oggi, contribuendo alla ricarica delle falde, alla riduzione del rischio idraulico e alla conservazione del paesaggio storico. In questo modo, la centuriazione romana non resta soltanto una testimonianza archeologica, ma torna a essere una risorsa concreta per affrontare le sfide ambientali del XXI secolo.
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- 📄 Fonte: Università di Padova ✅
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Data di pubblicazione registrata: 01/08/2026 09:07
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