© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

L’autore dell’articolo

Avatar Redazione di Storie & Archeostorie

La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia accoglie nelle proprie collezioni il San Rocco di Bartolomeo Caporali, dipinto intorno al 1487 e riconosciuto come uno dei frammenti della perduta Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago. L’acquisizione consente di recuperare un’opera a lungo considerata dispersa e apre la strada alla prima ricomposizione dei frammenti superstiti della pala commissionata nel Quattrocento per la pieve di Santa Maria Maddalena.

Il dipinto sarà presentato eccezionalmente al pubblico fino a domenica 6 settembre 2026, nella sala 18 della Galleria Nazionale dell’Umbria. Successivamente verrà collocato nei depositi del museo, in attesa della mostra sulle nuove acquisizioni prevista nella primavera 2027, quando il San Rocco sarà esposto insieme agli altri frammenti oggi identificati.

L’opera è stata acquistata per 60.000 euro grazie a un contributo Art Bonus di AgriEuro, azienda e-commerce con sede a Spoleto, che ha scelto di sostenere per la prima volta attraverso questo strumento l’incremento delle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Dal mercato antiquario al ritorno in Umbria

Il recupero del San Rocco è stato possibile grazie all’identificazione del dipinto sul mercato antiquario da parte del professor Emanuele Zappasodi, dell’Università per Stranieri di Siena. Un ruolo importante nelle trattative è stato svolto dalla Moretti Fine Art di Londra, che ha agevolato l’acquisizione e ha sostenuto anche il restauro dell’opera, eseguito a Firenze da Loredana Gallo.

Prima del ritrovamento, il frammento era considerato disperso. Il dipinto era transitato nel mercato antiquario francese, dove era stato presentato con attribuzioni prive di fondamento. La nuova identificazione ha permesso di riconoscerne la provenienza e di riportarlo in Italia.

San Rocco di Bartolomeo Caporali, frammento della Pala dei Cacciatori, Galleria Nazionale dell’Umbria
Foto: Marco Giugliarelli

Il restauro ha restituito leggibilità alla figura del giovane santo pellegrino, caratterizzato da un volto dall’espressione aggrottata ed elegante, incorniciato da una cascata di riccioli biondi che scendono fino alle spalle. Il volto è inoltre evidenziato dal grande cappello scuro a larga falda, elemento che contribuisce alla riconoscibilità iconografica di San Rocco.

La Pala dei Cacciatori e la sua dispersione

Il San Rocco apparteneva originariamente a una tabula quadrata con una Sacra conversazione, commissionata a Bartolomeo Caporali nel 1487 dai cacciatori di Castiglion del Lago per la pieve extra muros di Santa Maria Maddalena.

La composizione prevedeva al centro una Vergine col Bambino in trono, affiancata da quattro santi disposti in due coppie. Sul lato sinistro comparivano Santa Maria Maddalena e San Sebastiano, mentre sul lato destro erano raffigurati Sant’Antonio Abate e San Rocco.

La storia della pala è documentata con particolare precisione grazie a una testimonianza ottocentesca. Nel 1774, a causa dell’irreversibile deterioramento della tavola, il reverendo don Giuseppe Bernardi ne ordinò la suddivisione in più parti. I frammenti furono trasferiti nella casa parrocchiale, dove nel 1864 Giovan Battista Cavalcaselle ebbe modo di osservarli e di disegnarli singolarmente.

La documentazione di Cavalcaselle si è rivelata fondamentale per ricostruire la configurazione originaria della pala e per mettere in relazione i diversi frammenti oggi dispersi in collezioni museali e private.

I frammenti superstiti della pala

Negli anni successivi alla ricognizione di Cavalcaselle, i dipinti entrarono nel circuito della diaspora antiquaria postunitaria. Due frammenti, tuttavia, furono recuperati dalla Prefettura di Venezia e assegnati nel 1870 alla Civica Pinacoteca Vannucci, entrando così nelle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Si tratta della testa di un Angelo e del volto di Maria Maddalena. Altri due frammenti, raffiguranti Sant’Antonio Abate e un altro Angelo, furono invece acquistati dai Musei Civici di Udine dopo un passaggio in una collezione privata. Le opere furono pubblicate nel 1916 da Umberto Gnoli, insieme ai due frammenti conservati a Perugia.

La dispersione della pala interessò anche il San Sebastiano. Nel 1969 Elizabeth Gardner, curatrice del Metropolitan Museum di New York, identificò nella collezione di Federico Zeri la tavola con la figura del santo. Zeri l’aveva acquistata in precedenza sul mercato antiquario fiorentino.

Il San Rocco è invece rimasto fuori dalla ricostruzione per oltre due secoli, fino alla recente identificazione che ne ha permesso il recupero.

Un tassello per ricostruire la pala di Bartolomeo Caporali

L’acquisizione assume un significato particolare perché il dipinto entra a far parte di un nucleo di opere già legate alla Galleria Nazionale dell’Umbria e consente di avvicinarsi alla ricomposizione della Pala dei Cacciatori, finora mai tentata materialmente.

Nella primavera 2027 il museo presenterà infatti le opere pittoriche acquisite negli ultimi dieci anni, periodo coincidente con il conseguimento dello status di istituto ad autonomia speciale. Il fulcro della mostra sarà il San Rocco, che verrà eccezionalmente affiancato dai frammenti superstiti della pala: i due conservati dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, i due appartenenti ai Musei Civici di Udine e alla Fondazione Federico Zeri.

L’insieme permetterà quindi di proporre al pubblico, attraverso i frammenti ancora esistenti, una lettura complessiva della composizione quattrocentesca e della sua vicenda collezionistica.

Il recupero è importante anche per lo studio di Bartolomeo Caporali (1420-1505), protagonista della pittura umbra del Quattrocento. La Pala dei Cacciatori appartiene infatti alla fase della piena maturità dell’artista e documenta il ruolo svolto da Caporali nel passaggio tra la tradizione bonfigliesca e la nuova cultura figurativa fiorentina introdotta a Perugia dal giovane Pietro Vannucci, il Perugino.

Il ricongiungimento dei frammenti offre dunque agli studiosi la possibilità di analizzare nuovamente la struttura della pala, il rapporto tra le singole figure e la qualità pittorica di Caporali all’interno della cultura figurativa umbra della seconda metà del Quattrocento.

Le nuove acquisizioni della Galleria Nazionale dell’Umbria

Il San Rocco costituisce anche il punto di partenza di un programma più ampio dedicato alle recenti acquisizioni della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Dal 18 settembre al 1° novembre 2026, la Sala Podiani ospiterà la mostra dedicata alla collezione fotografica acquisita attraverso due edizioni del bando Strategia per la Fotografia, promosso annualmente dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’edizione 2024 ha permesso a Luigi Spina di realizzare su commissione dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Nazionali Umbria una vasta campagna fotografica dedicata all’Umbria di San Francesco. Attraverso il bando 2025 sono state invece acquistate le stampe del ciclo realizzato in Umbria da Fulvio Roiter nel 1957, insieme ad alcune fotografie originali di Mario Giacomelli che documentano, con una rara scelta cromatica, la Piana di Castelluccio di Norcia in fiore.

La primavera 2027 sarà invece dedicata alle acquisizioni pittoriche effettuate nell’ultimo decennio. Accanto ai frammenti della Pala dei Cacciatori saranno presentate altre opere di particolare rilievo, selezionate per il loro rapporto con l’identità della Galleria e con la storia artistica del territorio umbro.

🛡️ Articolo Certificato su Blockchain
Questo contenuto è protetto da marcatura temporale decentralizzata. L’impronta digitale del testo è registrata per garantirne l’integrità e la data certa di pubblicazione.
Data di pubblicazione registrata: 05/09/2026 11:39
Verificabile in conformità con i protocolli internazionali di informazione certificata OpenTimestamps.

Condividi

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

Rimani aggiornato con Storie & Archeostorie!

Ricevi le ultime notizie su scavi, scoperte e mostre direttamente sul tuo smartphone attraverso i nostri canali ufficiali:


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!

Scopri di più da Storie & Archeostorie

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere