Che cosa può raccontarci una TAC a proposito di un’opera d’arte del Cinquecento? È quello che si cercherà di scoprire studiando L’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo, conservato nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.

Il dipinto è stato sottoposto a una speciale TC a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT) presso Humanitas University. L’esame è stato condotto dal team di Andrea Laghi, professore di Humanitas University e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas.

Una TAC per conoscere meglio il dipinto
La tecnologia utilizzata permette di ottenere immagini molto dettagliate della struttura dell’opera. Nel caso dell’Ortolano, è stato possibile osservare la stratificazione della tavola e della pittura con uno spessore di appena 0,2 millimetri.
Le nuove analisi dovranno chiarire come Arcimboldo abbia costruito il dipinto, quali materiali abbia utilizzato e come sia composta la tavola oggi, compresi gli effetti dei precedenti interventi di conservazione. Sarà inoltre possibile studiare più precisamente la tavolozza del pittore.

La ricerca ha però un obiettivo ancora più interessante: verificare l’ipotesi che L’Ortolano possa essere la prima testa composita realizzata da Arcimboldo, cioè una delle opere nelle quali oggetti e alimenti vengono combinati per creare un volto umano.

La nuova indagine prosegue gli studi avviati nel 2007 da Mario Marubbi e Mario A. Lazzari in occasione della mostra Arcimboldo (1526-1593) al Musée du Luxembourg di Parigi e continuati nel 2008 al Kunsthistorisches Museum di Vienna. La campagna sarà completata dalla collaborazione con l’Università di Pavia, attraverso i Dipartimenti di Scienze della Terra e dell’Ambiente e di Fisica, con un protocollo interamente non invasivo.
L’Ortolano: un volto nascosto tra gli ortaggi
Realizzato tra il 1587 e il 1590, L’Ortolano è un olio su tavola di 35,8 × 24,2 centimetri. A prima vista mostra semplicemente una scodella piena di ortaggi. Quando il dipinto viene ruotato di 180 gradi, però, gli stessi elementi si trasformano nel volto buffo (e un po’ grottesco) di un uomo, soprannominato “l’ortolano” appunto.

Il quadro è una delle celebri teste reversibili di Arcimboldo, un genere di immagini ricordato già alla fine del Cinquecento dallo storiografo milanese Giovan Paolo Lomazzo.
Il dipinto di Cremona è inoltre l’unica testa reversibile di Arcimboldo conservata in un museo italiano. Ora la nuova campagna diagnostica permetterà di guardare oltre l’immagine e di capire meglio come il pittore abbia costruito, strato dopo strato, una delle sue invenzioni più originali.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Museo Civico Ala Ponzone / Humanitas University ✅
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Data di pubblicazione registrata: 15/09/2026 19:29
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