Il re del Belgio Filippo discende da una famiglia normanna della Calabria; il principe Alberto II di Monaco porta un cognome nato nella Genova medievale; nell’albero genealogico del re di Spagna Felipe VI compare un’erede del ducato di Parma vissuta trecento anni fa. Quando si pensa alle monarchie europee, i primi nomi che vengono in mente sono Windsor, Borbone o Orange-Nassau, eppure, dietro molti di questi alberi genealogici si nasconde un’eredità italiana che raramente viene raccontata.
In occasione dell’anniversario della nascita di Umberto II di Savoia, ultimo re d’Italia, la piattaforma di genealogia MyHeritage ha ricostruito la storia di dieci cognomi – Savoia, Ruffo, Torlonia, Este, Farnese, Pallavicini, Grimaldi, Orsini, Medici e Visconti – che dal Medioevo all’età moderna hanno superato i confini della Penisola, intrecciandosi con le dinastie che hanno governato, e in alcuni casi governano ancora, l’Europa.
Le famiglie italiane che siedono ancora su un trono
Tra i casi più diretti c’è quello dei Ruffo di Calabria, famiglia di origine normanna emersa nell’Italia meridionale nell’XI secolo. Nel 1959 Paola Ruffo di Calabria sposò il futuro re Alberto II del Belgio, diventando regina consorte nel 1993: il loro figlio, l’attuale re Filippo del Belgio, discende quindi direttamente da questa casata.
Ancora più antico è il legame che porta il nome Grimaldi fino a Monaco. Originario della Liguria, il cognome si affermò nel XII secolo nell’ambiente politico della Repubblica di Genova. Nel 1297 Francesco “Malizia” Grimaldi conquistò la Rocca di Monaco, dando origine a una sovranità che dura tuttora. Nel 1920 il matrimonio tra la principessa Charlotte Grimaldi e il conte francese Pierre de Polignac rese i sovrani attuali discendenti patrilineari della casata Polignac, pur mantenendo per privilegio dinastico il nome Grimaldi: oltre sette secoli dopo la conquista della Rocca, un Grimaldi – Alberto II – siede ancora su quel trono.

Anche i Savoia, naturalmente, restano il cognome italiano più noto d’Europa. Fondata nel 1003 da Umberto I Biancamano nell’area alpina tra Francia, Italia e Svizzera, la casata guidò l’unificazione italiana e governò il Regno d’Italia fino al 1946. I suoi legami internazionali furono numerosi: nel 1930 Umberto II sposò la principessa Marie José del Belgio, mentre Amedeo I, figlio di Vittorio Emanuele II, fu re di Spagna dal 1870 al 1873.
Dai banchieri romani alle corone di Spagna e Lussemburgo
Il cognome Torlonia racconta una storia di ascesa sociale più recente. Di origine francese, la famiglia si stabilì a Roma nel Settecento, facendo fortuna nel settore bancario fino a entrare nell’élite della nobiltà papale. Nel 1935 Alessandro Torlonia, V principe di Civitella-Cesi, sposò l’infanta Beatrice di Spagna, figlia di Alfonso XIII; decenni dopo, nel 1994, la nipote della coppia, la principessa Sibilla, sposò il principe Guillaume di Lussemburgo, portando il cognome italiano anche nella famiglia granducale lussemburghese.
Un percorso per certi versi analogo riguarda i Pallavicini, famiglia nobiliare dell’Italia settentrionale che nel Medioevo estese la propria influenza fino agli Stati crociati, fondando il Marchesato di Bodonitsa in Grecia. Entrati nella genealogia di importanti casati europei a seguito di matrimoni, più recentemente, nel 2006, la famiglia italiana ha rinnovato il legame con la famiglia reale belga, quando il marchese Alfonso Pallavicini ha sposato la contessa Elisabeth d’Udekem d’Acoz, sorella della regina Mathilde del Belgio.
Anche i Farnese, dinastia dell’Italia centrale, arrivarono a intrecciarsi con una corona europea ancora regnante. La famiglia raggiunse il potere nel 1534 con l’elezione di Alessandro Farnese a papa Paolo III, che creò per il figlio il Ducato di Parma. Il legame con la Spagna arrivò nel 1714, quando Elisabetta Farnese sposò re Filippo V: il loro figlio Carlo III divenne re di Spagna, e attraverso quella discendenza il sangue dei Farnese arriva fino all’attuale Felipe VI.
Este, Orsini, Medici e Visconti: l’eredità più antica
Il cognome Este, legato all’omonima città vicino Padova e in seguito a Ferrara, diede origine a due rami familiari di peso europeo: quello tedesco, noto come Casa di Welf, arrivò sul trono britannico nel 1714 con Giorgio I, dando origine alla Casa di Hannover fino alla regina Vittoria, antenata dell’attuale re Carlo III; quello italiano restò invece legato al Belgio, con il matrimonio del 1984 tra l’arciduca Lorenz d’Austria-Este e la principessa Astrid.
Gli Orsini, potente famiglia baronale romana dal XII secolo, strinsero legami diretti con i Medici attraverso i matrimoni di Clarice Orsini con Lorenzo il Magnifico nel 1469 e di Alfonsina Orsini con Piero il Fortunato nel 1486. Fino al 1958 gli Orsini detennero anche il titolo ereditario di Principi Assistenti al Soglio Pontificio, ceduto – dopo uno scandalo legato a una relazione extraconiugale – proprio alla famiglia Torlonia. I Medici, dal canto loro, dal commercio e dalla finanza fiorentina arrivarono a esprimere quattro papi e a entrare nella corte francese con Caterina de’ Medici, moglie di Enrico II, e Maria de’ Medici, moglie di Enrico IV.
Infine i Visconti, signori di Milano dal 1277 al 1447, usarono anch’essi il matrimonio come strumento diplomatico: nel 1389 Valentina Visconti sposò Luigi d’Orléans, fratello del re di Francia Carlo VI, inserendo il proprio sangue nella famiglia reale francese e ponendo le basi delle successive rivendicazioni francesi sul Ducato di Milano. Dieci storie diverse che raccontano come i confini politici dell’Europa non abbiano mai rappresentato un argine alle trame matrimoniali delle famiglie blasonate.
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Data di pubblicazione registrata: 16/09/2026 16:22
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