Restaurati la sala settecentesca e gli apparati decorativi, con il recupero di una pittura ottocentesca nascosta. Oltre 11 milioni di euro per restituire il teatro alla città.
La Danza delle ore, con putti monocromi dipinti su un fondo in oro zecchino, era rimasta nascosta sotto ridipinture novecentesche. Il restauro del Teatro Valle di Roma ha riportato alla luce questa decorazione ottocentesca nell’arco del boccascena, insieme ad altre testimonianze della storia artistica dell’edificio. Dopo sedici anni di chiusura, lo storico teatro settecentesco torna così ad accogliere il pubblico, al termine di un intervento avviato nel marzo 2023 e costato oltre 11 milioni di euro.

I lavori, curati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il Ministero della Cultura, sono stati presentati dal sindaco Roberto Gualtieri, dal sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e dai vertici della Fondazione Teatro di Roma. Il cantiere ha coinvolto restauratori, storici dell’arte, architetti, ingegneri e imprese specializzate, con fino a 80 maestranze al lavoro ogni giorno negli ultimi mesi.


Il restauro della sala e delle decorazioni
L’intervento ha interessato la sala, i palchi, gli scaloni e gli elementi monumentali progettati da Giuseppe Valadier. Le indagini storiche e stratigrafiche, condotte dalla Sovrintendenza Capitolina insieme alla Soprintendenza statale e ai restauratori, hanno guidato il recupero delle decorazioni dei palchi, della tela del soffitto e dell’arco del boccascena.
Tra i risultati più significativi figura proprio la riscoperta della Danza delle ore, testimonianza degli interventi ottocenteschi documentati negli elaborati storici legati a Valadier.


Il restauro ha conservato anche una traccia più recente della storia del teatro: gli slogan contro le discriminazioni dipinti sulle scalinate durante l’occupazione del 2011 da parte di attori e lavoratori dello spettacolo, che diedero poi vita all’Associazione Fondazione Teatro Valle Bene Comune.
Nuovi spazi, impianti e accessibilità
Alla tutela degli apparati storici si sono affiancati importanti lavori strutturali. È stato demolito l’assito nella parte più profonda del palcoscenico e sono stati completati gli scavi nel sottopalco, nel sotto-retropalco e nel cavedio nord, dove trovano posto locali tecnici e depositi. Sono state inoltre realizzate nuove strutture sopra la volta del retropalco, fondazioni per gli impianti di sollevamento e collegamento verticale e nuovi camerini, dotati di scale e ascensore per artisti e tecnici.

Anche la sala è stata ridipinta e arredata con nuove poltrone in platea e sedie per i palchetti. Il progetto ha previsto percorsi accessibili, ascensori e spazi di servizio rinnovati, oltre all’adeguamento degli impianti tecnologici e di prevenzione incendi. Per quest’ultimo è stata adottata la tecnologia water-mist, che utilizza una quantità ridotta d’acqua ed è adatta anche a edifici monumentali. Nuovi impianti scenotecnici gestiscono inoltre luci, audio e segnali video.
Una nuova casa per la drammaturgia contemporanea
La riapertura segna l’inizio di una nuova fase per il Teatro Valle, affidato alla Fondazione Teatro di Roma come Casa della Drammaturgia Contemporanea. Il progetto punta sulla produzione, sulla scrittura teatrale e sul confronto tra le opere del secondo Novecento e le voci della scena attuale.

A inaugurare la nuova stagione è Francesco Piccolo con La sera della prima. Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, spettacolo dedicato alla tumultuosa accoglienza riservata nel 1921 alla prima rappresentazione dell’opera di Luigi Pirandello, andata in scena proprio al Valle.
La restituzione del teatro unisce così il recupero di un edificio storico al ritorno di uno spazio destinato alla produzione culturale contemporanea, dopo una lunga attesa per la città di Roma.
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Data di pubblicazione registrata: 17/10/2026 11:00
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