© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

Importante operazione di tutela del patrimonio culturale in Messico. L’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH), attraverso il proprio Centro regionale del Jalisco, ha recuperato una collezione composta da 334 beni archeologici, consegnata volontariamente dagli eredi di un collezionista privato recentemente scomparso.

Oggetti di arte precolombiana, tra cui statuette e maschere di diverse pietre, disposti su un tavolo con carta e altri materiali in background.
Foto: ©INAH

Con questo recupero salgono a 7.207 i reperti autentici restituiti e reintegrati nel patrimonio nazionale nello Stato di Jalisco dal 2022 a oggi, appartenenti a 13 diverse collezioni.

Reperti provenienti dalle antiche culture del Messico occidentale

La maggior parte dei manufatti appartiene a culture sviluppatesi nell’attuale territorio del Jalisco tra il periodo preclassico e quello postclassico, prima cioè dell’arrivo dei conquistadores.

Tra gli oggetti recuperati figurano numerose statuette riconducibili alla tradizione delle Tombe a Pozzo (Tumbas de Tiro), sviluppatasi tra il 450 a.C. e il 450 d.C., oltre a reperti della cultura di Chapala (900-1200 d.C.) e del periodo Classico mesoamericano.

Testa scolpita in pietra con caratteristiche di un animale, occhi sporgenti e decorazioni intricate.
Foto: ©INAH

Particolarmente significative sono due rare figurine in pietra di stile olmeco, databili tra il 1500 e il 400 a.C., considerate insolite per il contesto archeologico del Jalisco e quindi di grande interesse scientifico.

Ceramiche, ornamenti e strumenti antichi

La collezione comprende una grande varietà di manufatti: recipienti, vasi, ciotole, coperchi e incensieri in ceramica, oltre a pendenti e perline in conchiglia, campanelli e anelli in rame, asce litiche e strumenti in ossidiana.

Gli specialisti dell’INAH stanno completando il processo di autenticazione e catalogazione delle opere, che saranno successivamente registrate nel Sistema Unico di Inventario dell’istituto.

Scatola di antiche statuette e oggetti decorativi, con diverse figure di animali e simboli, alcuni numerati.
Foto: ©INAH

Secondo gli archeologi, la maggior parte dei reperti si trova in ottimo stato di conservazione perché il collezionista li aveva custoditi in vetrine idonee.

Destinazione futura: il nuovo Museo di Archeologia dell’Occidente

Una volta concluse le procedure di studio e registrazione, i reperti più significativi saranno destinati all’esposizione nel nuovo Museo de Arqueología de Occidente, attualmente in fase di allestimento nell’antico Palazzo Municipale di Zapopan.

L’obiettivo è valorizzare a livello locale il patrimonio archeologico del Messico occidentale, permettendo al pubblico di conoscere più da vicino la storia delle culture precolombiane della regione.

Le repliche diventeranno strumenti educativi

Oltre ai 334 reperti autentici, il lotto comprendeva altre 264 riproduzioni, che ora saranno impiegate per attività didattiche e inclusive.

Disco di pietra scolpito con motivi aztechi, rappresentante simboli e figure della cultura precolombiana.
Foto: ©INAH

Le copie verranno utilizzate nei percorsi educativi del Museo Regional de Guadalajara e del futuro Museo di Archeologia dell’Occidente, dove bambini e visitatori potranno simulare scavi archeologici e toccare i manufatti senza rischiare di danneggiare gli originali.

Le riproduzioni saranno inoltre utilizzate per sviluppare percorsi accessibili alle persone con disabilità visiva, favorendo una fruizione più inclusiva del patrimonio culturale.

Un esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni

Secondo l’INAH, il recupero dimostra l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni nella tutela del patrimonio archeologico. L’ente ha ricordato che i possessori di reperti possono registrarli ufficialmente senza timore di perderne la custodia, contribuendo al tempo stesso alla conoscenza e alla conservazione della storia del Paese.

L’iniziativa si inserisce nella campagna nazionale Mi patrimonio no se vende, promossa per contrastare il traffico illecito di beni culturali e favorire la restituzione volontaria dei reperti archeologici.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: INAH ✅

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.

L’autore dell’articolo

Ultima modifica:


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!