Ben 130 chilometri attraverso dieci comuni, tra borghi, antiche ferrovie, trazzere, boschi, campi coltivati e luoghi di culto. È il Cammino di San Giacomo in Sicilia, l’itinerario che collega la Basilica di San Giacomo di Caltagirone al Santuario di San Giacomo di Capizzi e che la Regione Siciliana vuole trasformare in uno strumento di valorizzazione delle aree interne e del loro patrimonio rurale.
Il nuovo piano di valorizzazione del percorso sarà presentato mercoledì 9 settembre 2026 a Caltagirone, nel Palazzo comunale. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, punta a rafforzare un itinerario nato dalla tradizione legata al culto di San Giacomo e sviluppatosi concretamente dal 2021, a partire dall’idea del pellegrino Totò Trumino, componente della Confraternita di San Jacopo di Compostella. In cinque anni il cammino ha accolto oltre 5mila viaggiatori.
Dalla devozione al turismo lento
Il progetto regionale amplia però la prospettiva. Il Cammino di San Giacomo in Sicilia viene concepito anche come un percorso attraverso l’economia e il paesaggio agricolo dell’Isola, mettendo in relazione pellegrinaggio, produzioni locali e turismo lento. Il tracciato attraversa tre province e territori spesso lontani dai principali circuiti turistici, passando per San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro, Nissoria, Nicosia e Capizzi.
Lungo il percorso cambiano anche i paesaggi e le produzioni: dalle aree cerealicole dell’Ennese agli uliveti, dai campi di fichidindia ai frutteti della Piana di Dittaino, fino agli allevamenti e ai pascoli dell’area dei Nebrodi. Il pellegrino diventa così anche un osservatore del territorio, con la possibilità di incontrare agricoltori, allevatori, produttori e artigiani.
«Il Cammino di San Giacomo può diventare uno straordinario racconto della Sicilia interna e della sua agricoltura», sottolinea il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore Luca Sammartino, indicando nella connessione fra agricoltura, cultura e turismo lento una possibile strategia di sviluppo per la “terra di mezzo”.
Nuova segnaletica per il Cammino
Tra gli interventi previsti dal Dipartimento Sviluppo Rurale c’è anche il completo rinnovo della segnaletica. Il progetto comprende 317 “frecce di conforto“, 403 “frecce di tappa” con indicazione chilometrica ogni 500 metri, 115 cartelli stradali e 26 pietre miliari. Sono inoltre previsti pannelli dedicati ai luoghi di interesse e alle aree di sosta, tutti corredati da QR Code con informazioni su territorio, servizi e ospitalità.
Il nuovo sistema utilizzerà il tradizionale linguaggio cromatico del percorso compostellano, con blu e giallo, frecce e simboli riconoscibili lungo l’itinerario. Una infrastruttura leggera destinata a rendere più facilmente percorribile e riconoscibile un cammino che attraversa una parte della Sicilia ancora poco frequentata dal turismo.

La presentazione del 9 settembre riunirà rappresentanti della Regione, autorità religiose e amministratori dei comuni coinvolti. Caltagirone e Capizzi, in particolare, conservano una forte tradizione legata al culto di San Giacomo, con testimonianze e reliquie dell’Apostolo. Il progetto punta ora a fare di questa eredità religiosa il punto di partenza per raccontare anche la storia, il lavoro e il paesaggio delle comunità attraversate dal Cammino.
Info: www.camminosangiacomosicilia.it/le-tappe-del-cammino-di-san-giacomo-sicilia
Credit foto: Carlo Arcidiacono.
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Data di pubblicazione registrata: 04/09/2026 13:53
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