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ROSSANO CALABRO (CS) – Il Codex Purpureus Rossanensis, il libro illustrato probabilmente più antico della Storia, torna a casa, a Rossano Calabro (Cs), interamente restaurato. La presentazione dello straordinario manoscritto avverrà il primo luglio prossimo alle ore  12 presso la sede della Diocesi di Rossano-Cariati, in via del Duomo a Rossano, dove alla presenza di Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati, si terrà anche l’anteprima  dell’esposizione nel nuovo Museo  dedicato al preziosissimo codice.

Forse il più antico libro illustrato della storia, dall’ottobre 2015 riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, il Codex Purpureus Rossanensis racconta con immagini ricche di particolari Gesù tra i mercanti del Tempio, la solitudine di Giuda il traditore e il senso di morte e l’incontro fra Marco evangelista e Sofia.  Tre anni di indagini e di analisi nei laboratori romani dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario ne hanno confermato il valore incommensurabile e l’origine orientale nel VI secolo.  Per accogliere l’importante manoscritto è stata preparata una teca climatizzata che ne consentirà una monitoraggio continuo.

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Il manoscritto, vergato in carattere maiuscolo onciale greco su due colonne  e conservato nel Museo Diocesano e del Codex di Rossano Calabro, contiene un evangeliario con testi di Matteo e Marco. Deve l’aggettivo “Purpureus” al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi. Fu ritrovato nel 1879 all’interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano da Adolf von Harnack e pubblicato subito dopo da Oscar von Gebhardt. Composto di 188 fogli di pergamena (31×26 cm) contenenti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Marco (quest’ultimo con la lacuna 16,14-20), oltre ad una lettera di Eusebio di Cesarea a Carpiano sulla concordanza dei vangeli. In origine conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima miniatura che contiene i simboli dei quattro evangelisti e soprattutto dalla presenza delle concordanze eusebiane, e pertanto doveva contare circa 400 fogli. Il volume è impreziosito da 14 miniature, accompagnate in calce di cartigli descrittivi, che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù, di cui alcune costituiscono tra le prime e più preziose rappresentazioni della figura di Pilato, raffigurato come un giudice canuto, assiso sulla sella curulis nell’atto prima di ricevere il Cristo e poi di pronunciare la sentenza della condanna a morte al notarius.

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One response to “Il Codex Purpureus di Rossano torna a casa dopo il restauro”

  1. […] Compilato presumibilmente tra il 960 e il 980 nella zona sassone occidentale dell’Inghilterra, contiene brevi componimenti di carattere religioso e profano tra cui i Riddles e il poemetto Widsith. In particolare tramanda nove componimenti definiti dalla critica “Elegie”: The Wanderer, The Seafarer, the Riming Poem, Deor,The Dream of the Rood, Wulf and Eadwacer, the Wife’s Lament, Resignation, The Husband’s Message, The Ruin. Dei quattro manoscritti contenenti opere composte nell’antica lingua inglese sopravvissuti nel corso dei secoli è il più antico e per alcuni testi unico testimone: motivo per cui l’Unesco ha deciso di inserirlo nel Registro e lo ha definito “il volume fondante della letteratura inglese, nonché una delle più importanti testimonianze culturali esistenti al mondo”. Del registro, per quanto riguarda l’Italia, fanno parte tra gli altri l’Archivio Storico Diocesano di Lucca (dal 2011) e il Codex Purpureus Rossanensis, custodito a Rossano, in Calabria (2015),  recentemente restaurato. […]

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