MOSTRE / Nel mare dell’Intimità. A Trieste l’archeologia subacquea racconta l’Adriatico [FOTO / VIDEO]
Predrag Matvejević nella sua opera più famosa, Breviario Mediterraneo, scrisse che «il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità». A questa poetica intuizione si ispira il titolo della mostra “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico”, dedicata alla memoria dello scrittore slavo. La mostra, allestita al Salone degli Incanti di Trieste, ha aperto al pubblico…
TRIESTE – Predrag Matvejević nella sua opera più famosa, Breviario Mediterraneo, scrisse che «il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è il mare dell’intimità». A questa poetica intuizione si ispira il titolo della mostra “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico“, dedicata alla memoria dello scrittore slavo. La mostra, allestita al Salone degli Incanti di Trieste, ha aperto al pubblico domenica 17 dicembre; accompagnata da eventi collaterali, visite guidate e laboratori didattici sarà visitabile fino al 1° maggio 2018.
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Oltre sessanta le Istituzioni culturali coinvolte e 50 gli studiosi che hanno collaborato alla realizzazione della mostra. Provengono da musei dislocati in cinque Paesi europei, e cioè Italia, Croazia, Slovenia, Montenegro e Grecia, gli oltre mille reperti che saranno esposti, per la prima volta tutti assieme, in uno spazio di più di duemila metri quadrati. Un percorso, articolato per macrotemi, che vuole essere un’ ideale e diacronica veleggiata attraverso i secoli e i paesaggi costieri in continua evoluzione, dall’età pre-romana all’epoca moderna. Per raccontare le tante storie è stata scelta come voce narrante l’archeologia subacquea e sono state privilegiate le storie che il mare stesso custodiva nei suoi fondali o lambiva lungo le rive: i paesaggi costieri antichi, gli insediamenti, le strutture dei porti e degli approdi, i relitti delle imbarcazioni, le discariche portuali, i reperti senza contesto. Ci si è spinti fino alle lagune e si è risalito qualche fiume, per accedere allo spazio “dilatato” dell’Adriatico, alla ricerca di navi e di porti fantasma inghiottiti dalle terre emerse. Una mostra esito di progetti di ricerca, di missioni congiunte, di joint ventures dai risultati eccellenti. Una mostra che è essa stessa un progetto di ricerca. Una mostra che vuole essere punto di partenza per altre iniziative e altri progetti, e accendere i riflettori su una necessaria riflessione sul futuro del patrimonio sommerso e sull’archeologia subacquea oggi in Italia, sulla quale, dopo le pionieristiche esperienze del secolo scorso, sembra essere calato il sipario.
L’esposizione è curata da Rita Auriemma, Direttore del Servizio di catalogazione, formazione e ricerca dell’ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione FVG che promuove e organizza l’iniziativa insieme al Comune di Trieste, in collaborazione con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio del Ministero Beni e Attività Culturali e turismo (MiBACT), del Ministero della Cultura Croato, del Ministero del Turismo Croato, del Ministero della Cultura Sloveno, di Promoturismo Fvg e con il contributo della Fondazione CRTrieste.
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