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Foto: Soprintendenza Valle d’Aosta

AOSTA, 4 dicembre 2018 (di Roberto Belluco*)  – Il patrimonio della Valle d’Aosta romana si arricchisce di nuovi ritrovamenti definiti “eccezionali” dalla Soprintendenza ai Beni e Attività Culturali. Lo scavo, anche di valenza archeologica, realizzato per l’ampliamento dell’Ospedale Parini di Aosta ha infatti restituito, in una necropoli più ampia, ben due sarcofagi in piombo perfettamente conservati.

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Veduta della necropoli (foto: Soprintendenza Valle d’Aosta)

UN RITROVAMENTO UNICO – Le due tombe fanno parte di una zona adibita alle sepolture, localizzata a nord di Augusta Pretoria, lungo la strada che si dirigeva verso il Colle del Gran San Bernardo, naturale passaggio per superare le Alpi. Lo scavo, posto a est della strada romana, nei pressi della moderna Via Ginevra, arrivato ad una profondità di 4,5 m, ha portato alla luce un recinto funerario in muratura che proteggeva ben trentadue sepolture a incinerazione, di diversa tipologia.  «La maggior parte delle tombe – spiegano dalla Soprintendenza valdostana – era in semplice cassa di laterizi e con poco corredo. Spiccano alcune tombe più monumentali, tra le quali due in cassa di piombo, una in cassa di lastre di bardiglio con ricco corredo vitreo e una struttura quadrata in lastre di travertino, oltre a tre grandi basamenti in muratura destinati verosimilmente a sostenere dei sarcofagi; il ritrovamento delle casse in piombo costituisce una novità assoluta nel panorama valdostano».

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Una delle tombe (Foto: Soprintendenza Valle d’Aosta)

La Soprintendenza, di concerto con gli assessorati regionali competenti, e l’AUSL Valle d’Aosta hanno lavorato strenuamente per tutelare il patrimonio storico e le necessarie innovazioni per l’ospedale Parini: «Sono state sollevate le grandi lastre che le coprivano- continua la Soprintendenza – e si procederà immediatamente al loro scavo in situ o, se le condizioni meteo della stagione invernale imminente non lo consentono, al loro sollevamento e trasporto presso i magazzini della Soprintendenza». «Utile, per abbattere i tempi di indagine e per seguire le migliori strategie di intervento, è stato l’apporto della Struttura Complessa di Radiologia, Diagnostica e Interventistica dell’Ospedale regionale che ha eseguito una endoscopia di uno dei due sarcofagi, che
presentava una leggera frattura sulla superficie».

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(Foto: Soprintendenza Valle d’Aosta)

DAI CELTI AI ROMANI – Questo ritrovamento si affianca a quello del 2015 dove, sempre nella zona dell’ampliamento, è stato rinvenuto un tumulo di 2700 anni fa, che custodiva  all’interno i resti di un guerriero celtico accompagnato da un corredo di armi. Ora la Regione Autonoma Valle d’Aosta, terminate tutte le indagini del caso, ha anche il compito di mettere a disposizione della cultura questi ritrovamenti, che la comunità appassionata di storia sta aspettando.

*Roberto Belluco
Giornalista pubblicista. Cronista, valdostano d’adozione, appassionato di storia e di quanto è cultura.
roberto.belluco@gmail.com
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Data di pubblicazione registrata: 04/12/2018 13:46
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