Un prezioso capitolo di storia torna a casa. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) hanno restituito alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia un prezioso incunabolo con un’epistola scritta da Cristoforo Colombo e contenente la descrizione, indirizzata ai Reali di Spagna, del suo viaggio di rientro dalle Americhe. L’opera era stata trafugata in epoca antecedente al 1988 proprio dalla prestigiosa biblioteca del capoluogo veneto.

Il prezioso incunabolo stampato dopo il 1493

Il documento, un incunabolo latino stampato a Roma da Stephan Plannck dopo il 29 aprile 1493, è uno dei primi resoconti del navigatore genovese ai sovrani spagnoli Ferdinando e Isabella, in cui racconta la scoperta del Nuovo Mondo. Composta da otto pagine in latino, la “Epistola De insulis Indiae supra Gangem nuper inventis” è una testimonianza fondamentale della storia della stampa e delle esplorazioni geografiche.

La consegna è avvenuta per mano del Generale di Divisione Francesco Gargaro, Comandante dei Carabinieri TPC, al Direttore della Biblioteca Marciana, dott. Stefano Trovato, alla presenza delle autorità locali civili, militari e religiose, tra cui il Prefetto, il Questore e il Comandante della Legione Carabinieri Veneto.

Sottratto dalla Marciana prima del 1988 e finito in Usa

Il volume era stato sottratto alla Marciana in epoca antecedente al 1988 e solo grazie a una complessa indagine internazionale è stato possibile individuarlo e recuperarlo. Gli accertamenti, avviati nel 2012 dopo una denuncia da parte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, hanno rivelato la presenza sul mercato americano di diverse copie della lettera di Colombo, alcune sostituite con falsi realizzati con cura, per celare i furti.

Nel caso specifico, la copia recuperata si trovava nella collezione privata di un facoltoso cittadino di Dallas (Texas), risultato in buona fede. Informato della provenienza illecita del volume e in seguito alla confisca autorizzata dalla Procura di Philadelphia, il collezionista ha acconsentito alla restituzione.

Determinante è stato il contributo di un curatore esperto della sezione libri antichi della Biblioteca Universitaria di Princeton, che ha collaborato con l’Homeland Security Investigation (H.S.I.) statunitense sia per localizzare l’incunabolo, sia per autenticarne l’identità attraverso analisi bibliologiche approfondite.

carabinieri colombo
Un momento della cerimonia

Il recupero frutto di competenze tecniche e collaborazione internazionale

L’identificazione della lettera è stata possibile grazie a un attento studio del volume miscellaneo dal quale era stata estratta a fine Ottocento. Gli esperti hanno analizzato elementi tecnici come i fori di cucitura, i nervi di legatura e persino le abrasioni lasciate dalla rimozione dei timbri della Biblioteca Marciana, ancora visibili nell’esemplare trovato a Dallas.

Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra Carabinieri TPC e autorità americane, sono stati recuperati altri tre esemplari della stessa opera: uno dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze (2016), uno dalla Biblioteca de Catalunya di Barcellona e un altro dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, entrambi sostituiti con riproduzioni false e ora anch’essi restituiti ai legittimi proprietari.

Un altro successo dei carabinieri TPC

“La restituzione della lettera di Colombo è il risultato di anni di investigazione accurata, di cooperazione internazionale e di competenze specialistiche al servizio della tutela del patrimonio culturale,” ha dichiarato il Generale Gargaro durante la cerimonia.

Con questo gesto simbolico ma concreto, lo Stato italiano riabbraccia un tassello fondamentale della propria memoria storica. Un ritorno a casa che rafforza il ruolo centrale della Marciana nella conservazione e valorizzazione del patrimonio librario mondiale.

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