Un piccolo vaso in terracotta, nascosto da oltre cinque secoli sotto le fondamenta del Palazzetto Venezia, ha restituito tre medaglie commemorative in bronzo con l’effige di papa Paolo II (1464-1471). La scoperta è avvenuta durante i lavori per la realizzazione della Linea C della metropolitana di Roma, in un’area da sempre al centro della stratificazione storica della città.

Le medaglie, datate al 1465, sono collegate alla costruzione del complesso di Palazzo e Palazzetto Venezia, voluto proprio da papa Paolo II, nato Pietro Barbo.
Un rito di fondazione nel Rinascimento?
Secondo gli archeologi della Soprintendenza Speciale di Roma, che conducono gli scavi, si tratta di una pratica di buon auspicio: oggetti preziosi occultati nelle fondamenta come rito propiziatorio legato all’edificazione di palazzi e chiese. Un uso che risale ad epoche antiche e che, sorprendentemente, sopravvive ancora oggi in forme simboliche nell’edilizia privata.


La scoperta rievoca un precedente documentato dall’archeologo Rodolfo Lanciani agli inizi del Novecento: durante i lavori alle fondazioni di Palazzo Venezia furono rinvenuti contenitori simili, con tre-cinque monete o medaglie.
Chi era Paolo II
Le medaglie raffigurano Paolo II, al secolo Pietro Barbo, patrizio veneziano eletto papa nel 1464. Figura singolare del Rinascimento italiano, Barbo fu mecenate e promotore di restauri monumentali, ma anche controverso per la sua opposizione agli ambienti umanistici sospettati di simpatie “paganeggianti”.
Dopo aver ingrandito Palazzo Venezia, decise di risiedere soprattutto nel Palazzetto, la dimora più raccolta e privata del complesso. La scelta di conservare nelle fondamenta le medaglie con la sua effigie non fu solo un gesto di devozione, ma anche un atto politico: un segno tangibile della presenza del pontefice e della legittimazione della sua opera edilizia.
Un edificio che ha cambiato volto con la città
Il Palazzetto Venezia non ha avuto una storia semplice. All’inizio del Novecento fu smontato pietra per pietra e ricostruito per fare spazio all’ampliamento di Piazza Venezia e al Vittoriano. Oggi fa parte del Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la nuova scoperta contribuisce a illuminare un capitolo affascinante della sua lunga vicenda.
Come sottolinea Luigi La Rocca, Capo Dipartimento Tutela del Ministero della Cultura, questi ritrovamenti dimostrano come sia possibile conciliare grandi opere pubbliche e tutela archeologica, arricchendo la città di nuove testimonianze da restituire a cittadini e turisti.
Immagine in apertura: Le medaglie dopo il restauro (foto: Soprintendenza Speciale Roma)





