Scoperta di grande importanza in Francia. Il più antico laboratorio di gioielli in conchiglia dell’Europa occidentale è stato scoperto nel sito paleolitico di La Roche-à-Pierrot a Saint-Césaire, nella Charente Marittima. Qui, un’équipe internazionale guidata dal CNRS, in collaborazione con l’Università di Bordeaux, il ministero della Cultura francese e l’Università Toulouse 2 Jean Jaurès, ha riportato alla luce conchiglie forate e pigmenti rossi e gialli, datati ad almeno 42.000 anni fa.

Mappa dell'Europa con indicazione dei siti archeologici e delle quantità di reperti ritrovati, evidenziando La Roche-à-Pierrot in Francia.
Mappa dell’Europa che illustra le categorie di materie prime utilizzate per gli ornamenti personali provenienti da contesti archeologici del Paleolitico superiore pre-aurignaziano. Si noti la particolarità regionale di La Roche-à-Pierrot, Saint-Césaire, dove le conchiglie venivano utilizzate per realizzare gioielli.
© Archéosphère

Questa scoperta eccezionale, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), è stata attribuita al Castelperroniano, la prima industria del Paleolitico superiore nel centro e nel sud ovest della Francia – ma che si estende anche nella Spagna settentrionale – che segna la fase di transizione tra gli ultimi Neanderthal e i primi Homo sapiens arrivati in Europa.

Immagine di reperti archeologici, inclusi oggetti in conchiglia perforati e pigmenti rossi e gialli risalenti a 42.000 anni fa, scoperti nel laboratorio di gioielli in conchiglia di Saint-Césaire, Francia.
In alto a sinistra : Post-elaborazione microtomografica e ricostruzione virtuale di una conchiglia 
di Littorina obtusata da La Roche-à-Pierrot (Saint-Césaire, Francia), rotta in situ durante eventi post-deposizionali.
Al centro a sinistra : Conchiglie perforate di Littorina obtusata associate a utensili in pietra del Castelperroniano.
In basso a sinistra : Pigmenti rossi e gialli dalla stessa area.
A destra : Immagini microscopiche delle modifiche osservate su 
Littorina obtusata : perforazioni prodotte dalla pressione (ae, g, h), colorazione del pigmento (f, h).
© S. Rigaud & L. Dayet

Un’officina per la creazione di ornamenti

L’analisi delle conchiglie dimostra che non si trattava solo di un deposito di oggetti ornamentali già pronti, ma di un vero e proprio laboratorio di produzione. Alcune conchiglie non erano state ancora perforate, mentre altre presentavano fori privi di tracce d’uso: chiaro segno di un processo di produzione in corso.

Gli studiosi hanno rilevato che le conchiglie provenivano dall’Atlantico, a circa 100 km di distanza, mentre i pigmenti erano stati trasportati da aree distanti almeno 40 km dal sito. Il dato testimonia non solo l’esistenza di un’economia basata su reti di scambio a lunga distanza, ma anche la straordinaria mobilità dei gruppi umani dell’epoca.

Simboli, identità e contatti culturali

Il rinvenimento di ornamenti e pigmenti in questo contesto offre nuove prospettive sulla nascita delle pratiche simboliche in Europa. I gioielli realizzati con le conchiglie, di solito usati come ornamento e status symbol, erano fino a oggi ricollegati quasi esclusivamente all’Homo sapiens.

Un'illustrazione di conchiglie raccolte sulla spiaggia, evidenziando una varietà di colori e forme, utilizzate nell'antico laboratorio di gioielli del paleolitico.
Tanatocenosi (l’insieme degli organismi fossili che si trovano entro un sedimento) sulla spiaggia di Men-Du (Bretagna, Francia). Al centro : collezione di riferimento di  Littorina obtusata raccolta dalla tanatocenosi l’8 ottobre 2016. A destra : variabilità del colore di L. obtusata. © S. Rigaud

La presenza di questi reperti in un sito tradizionalmente attribuito ai Neanderthal apre quindi due possibili scenari: o questi ultimi adottarono le nuove pratiche grazie al contatto diretto con i sapiens, oppure furono proprio i primi sapiens a portare con sé queste innovazioni culturali. In entrambi i casi, la scoperta spinge a rivedere ciò che sappiamo riguardo alle interazioni tra le due specie.

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Un sito chiave per la preistoria europea

Noto fin dagli anni ’70, il sito di Saint-Césaire ha restituito negli anni un gran numero di reperti, dai resti umani agli strumenti in pietra, alle ossa di animali cacciati. Le nuove campagne di scavo, iniziate nel 2013 con metodologie aggiornate, hanno permesso di valorizzare anche le collezioni più antiche, aprendo la strada a nuove scoperte come questa.

Saint-Césaire si conferma dunque un laboratorio a cielo aperto per lo studio della preistoria europea, capace di offrire nuove risposte su come Neanderthal e Homo sapiens abbiano convissuto, interagito e condiviso pratiche culturali.

📘 Fonte scientifica (primaria)

  • 📄 Bachellerie F., Gravina B., Rigaud S., Dayet L., Thomas M., Lebreton L., Morin E., Lesage C., Falguères C., Bard E., Bahain J.-J., Baillet M., Beauval C., Bordes J.-G., Culioli G., Devièse T., Flas D., Garbé L., Guérin G., Lacrampe-Cuyaubère F., Lahaye C., Mallol C., Marot J., Maureille B., Michel A., Muth X., Regniers O., Tartar E., Teyssandier N., Thibeault A., Todisco D., Tombret O., Rougier H. & Crevecoeur I., Châtelperronian cultural diversity at its western limits: Shell beads and pigments from La Roche-à-Pierrot, Saint-Césaire
  • 🏛️ CNRS, in collaborazione con l’Università di Bordeaux, il ministero della Cultura francese e l’Università Toulouse 2 Jean Jaurès
  • 📚  Proceedings of the National Academy of Sciences  (peer reviewed), w/c 22nd September 2025
  • 🔗 10.1073/pnas.2508014122

    Il nostro articolo è una sintesi divulgativa dello studio scientifico citato.

Nota

Allo studio hanno partecipato, sotto la supervisione del CNRS, 11 laboratori:

  • De la Préhistoire à l’actuel : culture, environnement et anthropologie (CNRS/ministère de la Culture/Université de Bordeaux)  
  • Archéologie et Histoire ancienne : Méditerranée – Europe (CNRS/ministère de la Culture/Université de Strasbourg)
  • Environnement dynamique et territoires de la montagne (CNRS/Université Savoie Mont Blanc)
  • Travaux et recherches archéologiques sur les cultures, les espaces et les sociétés (CNRS/ministère de la Culture/Université Toulouse Jean Jaurès)
  • Histoire naturelle des Humanités préhistoriques (CNRS/MNHN/Université Perpignan Via Domitia)
  • Centre de recherche et d’enseignement des géosciences de l’environnement (AMU/CNRS/INRAE/IRD)
  • Institut méditerranéen de biodiversité et d’écologie marine et continentale (AMU/Avignon Université/CNRS/IRD)
  • Laboratoire méditerranéen de préhistoire Europe-Afrique (AMU/CNRS/ministère de la Culture)
  • Géosciences Rennes (CNRS/Université de Rennes)
  • Archéosciences-Bordeaux : matériaux, temps, images et sociétés (CNRS/Université Bordeaux Montaigne)
  • Identité et différenciation de l’espace, de l’environnement et des sociétés (CNRS/Université Caen Normandie / Université Le Havre Normandie/ Université Rouen Normandie)

Il Musée national de Préhistoire contribuisce a questa iniziativa attraverso la partecipazione di Brad Gravina, affiliato al Ministero della Cultura, curatore responsabile delle collezioni del Paleolitico antico e medio.

Fonte notizia: CNRS

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