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Dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospitano la mostra 1350. Il Giubileo senza papa, un viaggio tra fede, politica e cultura nel cuore del Medioevo, in concomitanza con gli ultimi mesi del Giubileo 2025.

Statua di San Michele Arcangelo, rappresentato con un armamento medievale, posizione eroica, con un bastone e un globo, a piedi su un drago.
Roma, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, Statua di San Michele Arcangelo, inv. 1123/729 bis 1348, marmo bianco (© Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata)

Curata da Claudio Parisi Presicce, Nicoletta Bernacchio, Massimiliano Munzi e Simone Pastor, l’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Scultura medievale che rappresenta una figura femminile con un velo, che tiene in mano un drappo raffigurante il volto di Cristo. Lo sfondo è scuro, mettendo in risalto la statua.
Digione, Musée des Beaux Arts, Statua di Santa Veronica, inv. G 70, pietra con tracce di policromia, 1350 circa (© Musée des Beaux-Arts de Dijon, foto: François Jay)

Il Giubileo senza pontefice

Il secondo Giubileo della storia, celebrato nel 1350, fu fortemente voluto dal Comune di Roma, che nel 1342 inviò ambasciatori ad Avignone per ottenerne l’indizione. Ma a differenza del primo Giubileo del 1300, questo si svolse senza la presenza del papa: Clemente VI, infatti, risiedeva ad Avignone durante la cosiddetta “cattività avignonese” (1309-1377). A Roma arrivarono però grandi personalità come Cola di Rienzo, destinato a dominare la scena politica cittadina, Francesco Petrarca, appassionato cantore dell’Urbe, e santa Brigida di Svezia.

Un angolo di una strada con un edificio architettonico in stile medievale, caratterizzato da decorazioni e dettagli architettonici, con alcune persone che passeggiano e una carriola abbandonata.
Roma, Museo di Roma, Ettore Roesler Franz, La cosiddetta Casa di Cola di Rienzo, inv. MR – 10, acquerello su carta, 1884 (© Museo di Roma)

Un racconto tra opere e memorie

Il percorso espositivo ricostruisce l’atmosfera del tempo con opere rare e spesso poco note, provenienti da collezioni italiane e straniere. In mostra, tra l’altro, le statue trecentesche di San Michele Arcangelo (dall’antico Ospedale del Laterano) e di Santa Veronica (dal Musée des Beaux-Arts di Digione), placchette di pellegrinaggio e testimonianze della devozione popolare.

Accanto a queste, opere che evocano le vicende di Petrarca e Cola di Rienzo, come il disegno di Palagio Pelagi con Cola che illustra ai Romani le antiche iscrizioni. Non mancano le ombre della storia: la Peste Nera del 1348 e il terremoto del 1349, che alla vigilia del Giubileo colpì duramente Roma.

Un gruppo di figure in abiti storici, con un uomo in posizione di comando che mostra un documento su una stele, mentre altri siedono e ascoltano attentamente.
Roma, Galleria Carlo Virgilio & C., Pelagio Palagi, Cola di Rienzo che spiega le antiche epigrafi ai Romani, inv. 277, disegno acquerellato su carta, 1829 (© Galleria Carlo Virgilio)

Il percorso si chiude con la figura di santa Caterina da Siena, che ebbe un ruolo decisivo nel ritorno del papa a Roma, e con i modellini settecenteschi per la decorazione dell’abside della chiesa a lei dedicata in via Giulia.

Un’eredità che dura nei secoli

La mostra ricorda anche come nel 1343 Clemente VI, con la bolla Unigenitus Dei Filius, abbia stabilito di celebrare il Giubileo ogni 50 anni, richiamandosi all’antica tradizione ebraica. Una cadenza che nel tempo venne ulteriormente ridotta: 33 anni con Urbano VI, 25 anni con Paolo II, fino agli Anni Santi straordinari indetti da alcuni pontefici.

Illustrazione medievale che rappresenta figure in abiti storici, con un uomo seduto mentre altri interagiscono in un paesaggio con alberi, con testo in latino nella parte superiore.
Roma, Biblioteca del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo – Sapienza Università, Fac-simile del Virgilio Ambrosiano (codice con opere latine posseduto da Francesco Petrarca), inv. PAL 9271, Coll. 9L 2.E.51, libro (© Biblioteca del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo – Sapienza Università)

Con 1350. Il Giubileo senza papa Roma rivive dunque un capitolo cruciale della sua storia, quando la fede seppe resistere all’assenza del pontefice, trasformando la città in meta di pellegrinaggi e in crocevia di esperienze spirituali e culturali.


1350. Il Giubileo senza papa
Roma, Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali
Via IV Novembre, 94
Orari: tutti i giorni ore 9.30-19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Per maggiori informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00) www.museiincomuneroma.it | www.mercatiditraiano.it

Immagine in apertura: Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Caterina da Siena, Laurent Pécheux, Santa Caterina da Siena accoglie il papa Gregorio XI al suo rientro con la curia a Roma dalla sede avignonese, inv. 3, olio su legno, 1769 circa (© Venerabile Arciconfraternita di Santa Caterina da Siena a Roma)

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