Dopo oltre ottocento anni di silenzio, il più antico organo della Cristianità è tornato a vibrare. Si tratta dell’Organo di Betlemme, un unicum ritrovato sotto la Basilica della Natività e oggi al centro di un progetto internazionale guidato dal musicologo David Catalunya dell’Istituto Complutense di Scienze Musicali di Madrid.

David Catalunya accanto all’organo di Betlemme (c) CTS

Una scoperta eccezionale

Il complesso fu riportato alla luce agli inizi del Novecento durante lavori presso la Casa Nova, l’ostello per pellegrini dei Francescani. Nel corso degli scavi condotti dallo Studium Biblicum Franciscanum tornarono alla luce 222 canne di bronzo, un carillon di tredici campane e altri oggetti liturgici nascosti dai Crociati nel XII secolo per preservarli dalle distruzioni. Per lungo tempo conservato al Museo Archeologico Francescano del Convento della Flagellazione, il tesoro è stato ignorato dalla comunità scientifica fino a tempi recenti.

La rinascita di un suono millenario

Ma ora le indagini condotte da un team internazionale di esperti – tra cui il costruttore di organi Winold van der Putten e lo specialista Koos van de Linde –, hanno riscontrato che alcune delle canne originali erano ancora funzionanti. È stato così possibile ascoltare, in anteprima mondiale, un canto liturgico dell’XI secolo, “Benedicamus Domino Flos filius”, eseguito proprio utilizzando lo strumento. Un’esperienza sonora assolutamente unica, che ha permesso di riprodurre le stesse vibrazioni che risuonavano nella basilica ai tempi delle Crociate.

Ascolta il suono dell’organo (musica: Benedicamus Domino Flos filius, canto liturgico del X secolo)

Quest’organo fu sepolto con la speranza che un giorno potesse tornare a suonare” – ha spiegato Catalunya – “e ora quella voce a lungo dimenticata ha potuto essere ascoltata di nuovo”.

David Catalunya accanto all’organologo Koos van de Linde (c) CTS

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Un progetto di ricerca internazionale

Il progetto dell’Organo di Betlemme, presentato ufficialmente il 9 settembre scorso al Convento di San Salvatore a Gerusalemme, è promosso dall’Istituto Complutense di Scienze Musicali, dal Terra Sancta Museum e dalla Custodia di Terra Santa. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Fondazione BBVA, che lo ha selezionato tra i progetti vincitori della 12ª edizione delle Borse Leonardo 2025, nella categoria Umanistica.

L’organo di Betlemme: canne originali dell’XI secolo sulla cassa ricostruita dal team di David Catalunya (c) CTS

Il direttore dell’ICCMU, Álvaro Torrente, ha sottolineato l’importanza della scoperta: “L’Organo di Betlemme non è soltanto un tesoro del passato. È una fonte unica di conoscenza sull’organologia europea medievale, capace di trasformare e rinnovare la nostra idea della cultura musicale del Medioevo”.

Verso il Terra Sancta Museum of Art & History

Nel prossimo futuro, il progetto prevede la ricostruzione completa dello strumento, con l’obiettivo di restituire al pubblico un modello fedele e funzionante. Le canne originali e il corredo liturgico verranno quindi esposti nel Chiostro Musicale del nuovo Terra Sancta Museum of Art & History di Gerusalemme, in fase di allestimento grazie al sostegno del governo belga e dell’agenzia di cooperazione ENABEL.

“Questa scoperta – ha dichiarato padre Stéphane Milovitch – arricchirà l’esperienza dei visitatori, unendo ricerca scientifica, spiritualità e divulgazione culturale”.

David Catalunya mentre esamina le canne originali dell’organo di Betlemme (c) MAB – CTS

Immagine d’apertura: David Catalunya al lavoro con le canne dell’organo di Betlemme; sullo sfondo, l’organaro Winold van der Putten (c) MAB – CTS

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