Cinquant’anni dopo il celebre X Convegno di Studi Etruschi e Italici, dedicato nel 1975 a “La civiltà arcaica di Vulci e la sua espansione”, il mondo scientifico torna a riunirsi nella città etrusca per fare il punto su mezzo secolo di scoperte. L’occasione è offerta dal XXXI Convegno di Studi Etruschi e Italici, organizzato dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici dal 16 al 18 ottobre al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro (Viterbo), che riporta l’attenzione su uno dei centri più affascinanti e complessi del mondo antico.

Un sito chiave per la comprensione della civiltà etrusca

Fondata tra il IX e l’VIII secolo a.C. sulla riva destra del fiume Fiora, Vulci è stata una delle principali città dell’Etruria meridionale, nota per la ricchezza delle sue necropoli, la qualità delle ceramiche e la vitalità dei commerci con il mondo greco e mediterraneo. Tuttavia, come sottolineano gli studiosi, la sua storia recente è stata segnata anche da scavi clandestini e dispersioni di materiali, che per lungo tempo hanno condizionato la ricostruzione del suo passato.

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Oggi, grazie alla sinergia tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la Fondazione Vulci, che gestisce il Parco archeologico e naturalistico di Vulci, il sito conosce una nuova stagione di tutela e valorizzazione. L’apporto delle università e degli enti di ricerca italiani e stranieri ha inoltre consentito di sviluppare approcci interdisciplinari sempre più sofisticati — dall’archeometria alla topografia digitale — restituendo un quadro più articolato della vita antica della città.

Poster del XXXI Convegno dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, titolato 'Vulci e il suo territorio. 50 anni dopo'.

Dal 1975 a oggi: nuove scoperte, nuove letture

Il convegno, dal titolo “Vulci: continuità e innovazione negli studi etruschi”, si propone di offrire una sintesi critica delle ricerche più recenti. Le relazioni affronteranno temi che spaziano dall’urbanistica ai culti, dalle produzioni artigianali al ruolo di Vulci nei traffici mediterranei.

A distanza di mezzo secolo, gli studiosi possono oggi rileggere i dati con strumenti inediti: indagini geofisiche, ricostruzioni 3D, analisi dei materiali e nuovi scavi stratigrafici hanno infatti cambiato profondamente la nostra comprensione della città etrusca.

Come sottolineano gli organizzatori, il XXXI Convegno sarà anche un’occasione di confronto interdisciplinare tra archeologi, storici, antropologi e conservatori, con l’obiettivo di delineare nuove prospettive interpretative per l’intera civiltà etrusca.

Poster e contributi: la ricerca in dialogo

Accanto alle relazioni principali, il convegno prevede una sezione Poster, dedicata a casi di studio specifici e a progetti di ricerca in corso. Questa sezione, destinata anche ai giovani studiosi, offrirà un importante spazio di confronto metodologico e sarà pubblicata negli Atti ufficiali dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, consolidando la memoria di questo appuntamento.

Un laboratorio di idee per la comunità scientifica

Vulci, già protagonista di numerose mostre e missioni internazionali, torna dunque a essere un laboratorio vivo per la ricerca e la divulgazione. Il convegno rappresenta non solo un momento di bilancio, ma un’occasione per rinnovare il dialogo tra istituzioni e comunità scientifica, proiettando la conoscenza etrusca verso il futuro.

Per informazioni
Segreteria: convegnovulci@studietruschi.org (Carla Tulini)
Siti web:
www.studietruschi.org
www.sabapviterboetruria.cultura.gov.it
www.vulci.it

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