Tra l’11 e il 14 dicembre 2025, Trieste si trasforma ancora una volta in una finestra privilegiata sulle origini dell’uomo. Torna infatti Palæomovies Film Fest, giunto alla settima edizione, la rassegna che intreccia cinema documentario, ricerca archeologica e divulgazione scientifica, portando il grande pubblico a contatto diretto con le più recenti scoperte sulla preistoria dell’umanità.

Non un semplice festival cinematografico, ma un vero spazio di confronto tra immagini, dati scientifici e interpretazioni, dove la narrazione audiovisiva diventa strumento per comprendere l’evoluzione, la nascita delle prime società, la diversità culturale e i comportamenti che hanno plasmato l’identità umana nel lungo arco del tempo.

Locandina del Palæomovies Film Fest 2025, con un individuo vestito in abbigliamento preistorico che tiene un bastone in un ambiente naturale, dettagliando il festival di cinema documentario sulla preistoria dell’umanità.

Il senso profondo di Palæomovies

Palæomovies nasce da un’esigenza precisa: comunicare la complessità dell’evoluzione umana senza semplificarla, rendendo accessibili al pubblico temi spesso considerati specialistici. Al centro ci sono la paleoantropologia, la formazione dei primi gruppi sociali, l’origine delle strutture simboliche e il rapporto tra ambiente, tecnologia e cultura.

Ogni edizione si muove lungo il confine sottile tra ricerca scientifica e racconto, mostrando come dietro ogni scoperta archeologica non ci siano solo dati, ma domande sull’identità, sulla violenza, sulla cooperazione, sulla nascita dell’arte e della musica. È proprio questa capacità di rendere il passato uno specchio per interrogare il presente che ha reso la rassegna un appuntamento stabile nel panorama della divulgazione scientifica italiana.

Sciamani, musica, arte e conflitto: i grandi temi del 2025

L’edizione 2025 propone un percorso che attraversa alcuni dei nodi più affascinanti e complessi della preistoria. Ampio spazio è dedicato allo sciamanesimo, analizzato tanto nelle sue radici arcaiche quanto nelle sue sopravvivenze contemporanee, in un dialogo serrato tra archeologia, antropologia e studi religiosi.

Tra i film protagonisti c’è, infatti, “La tomba della Sciamana – Un mistero dell’età della pietra” (Das Grab der Schamanin – Ein Geheimnis aus der Steinzeit, Germania, 2024, 52’) di Christian Stiefenhofer, che riapre un caso archeologico irrisolto unico nel suo genere: quello della sciamana di Bad Dürrenberg.

Raffigura un volto umano adornato con elementi di pelliccia e ossa, mostrando un accattivante costrutto tra natura e cultura, con dettagli come corna e piume, evocando lo sciamanesimo.
Ricostruzione artistica dell’aspetto della sciamana di Bad Dürrenberg sulla base dei reperti © Ufficio statale per la conservazione dei monumenti e l’archeologia della Sassonia-Anhalt, Juraj Lipták.

Una tomba databile a quasi 9000 anni fa, apparentemente di una donna e un bambino piccolo, ma le circostanze della loro morte rimangono poco chiare. La donna nasconde un segreto straordinario: forse era una sciamana. Il film presenta le ultime scoperte scientifiche e segue una ricerca forense, condotta con le più moderne tecniche investigative, che ricostruisce poco a poco il puzzle della sciamana di Bad Dürrenberg. Noi abbiamo parlato della scoperta in un ampio articolo pubblicato QUI.

Per approfondire (articolo riservato ai nostri abbonati)

Un altro filone centrale riguarda l’origine della musica e dell’arte, affrontata attraverso il racconto delle prime manifestazioni simboliche dell’umanità, quando il suono, l’immagine e il gesto rituale diventano strumenti di coesione sociale e di costruzione del senso. Accanto a questi temi si apre una riflessione sulla violenza nel Neolitico, che mette in discussione l’idea di un passato pacificato e restituisce invece una realtà complessa, segnata da conflitti, competizione per le risorse e trasformazioni sociali profonde.

Non manca, infine, uno sguardo su una enigmatica scoperta in alta montagna, capace di interrogare i limiti dell’adattamento umano e i confini estremi dell’insediamento preistorico. A completare il programma, anche due recenti produzioni italiane nel campo della divulgazione archeologica, segno di un settore sempre più vitale e attento ai linguaggi contemporanei.

Gli esperti e il dialogo con il pubblico

Elemento distintivo di Palæomovies resta il dialogo diretto tra gli studiosi e gli spettatori. I documentari selezionati vengono infatti accompagnati dagli interventi di esperti chiamati non solo a contestualizzare le opere, ma anche a discutere criticamente risultati, metodi e ipotesi interpretative.

Tra i protagonisti degli incontri figurano Antonio Paolillo, direttore del Museo Civico “La Terra e l’Uomo” di Crocetta del Montello, Fabio Martini dell’Università di Firenze, Marco Milella dell’Università di Pisa, insieme a Emilio e Alberto Crosato dell’Associazione Culturale Amici di Castellaro. È inoltre previsto l’intervento di Stefano Bianchi, conservatore del Museo teatrale Carlo Schmidl, a sottolineare il legame sempre più stretto tra racconto delle origini e patrimonio culturale.

Il pubblico diventa così parte attiva di un confronto che non si limita alla proiezione, ma si sviluppa nel dibattito, nelle domande, nelle divergentizioni interpretative che fanno della scienza un processo aperto.

Un festival che nasce dalle istituzioni e dal territorio

Palæomovies è il risultato di una collaborazione consolidata tra il Comune di Trieste, attraverso il Museo Civico di Storia Naturale, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. La cura scientifica è affidata a Roberto Micheli, funzionario archeologo della Soprintendenza, con la collaborazione di Deborah Arbulla, conservatrice paleontologa del Museo Civico.

Il coordinamento del progetto è seguito da Patrizia Fasolato, responsabile dei Musei Scientifici, insieme a Andrea Reganzin per gli aspetti amministrativi del Comune di Trieste. La realizzazione dell’evento è resa possibile anche grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, mentre l’organizzazione, la ricerca filmografica e i servizi tecnici sono curati dall’Associazione culturale La Cappella Underground.

Un accesso libero alla conoscenza

Coerente con la sua vocazione divulgativa, Palæomovies mantiene anche nel 2025 l’ingresso gratuito a tutti gli appuntamenti, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una scelta che rafforza l’idea di una cultura scientifica aperta, condivisa e partecipata, capace di costruire ponti tra ricerca accademica e cittadinanza.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per le persone con disabilità motoria l’accesso al museo è possibile tramite una rampa.

Per maggiori informazioni: museostorianaturaletrieste.it

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