Ci sono opere che non sono soltanto oggetti d’arte, ma testimoni di una lunga assenza. È il caso della statuetta in bronzo raffigurante un guerriero etrusco restituita al Museo Civico Archeologico di Bologna oggi, 19 dicembre, a oltre sessant’anni dal furto che ne aveva sottratto la presenza alle collezioni pubbliche.
La cerimonia ufficiale si è svolta nella Sala Conferenze del Museo, alla presenza delle autorità civili e militari, quando il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna ha riconsegnato il prezioso manufatto alla Direttrice del Museo. Un momento dal forte valore simbolico, che restituisce alla città un frammento importante della propria memoria.

Un recupero frutto della cooperazione internazionale
Il rientro del bronzetto è stato possibile grazie a una complessa indagine internazionale, condotta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) in collaborazione con l’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York e la Homeland Security Investigations degli Stati Uniti.
Le autorità statunitensi hanno segnalato il ritrovamento del manufatto, consentendo l’avvio delle procedure di rimpatrio di un bene archeologico provento di scavi illeciti, ricettazione ed esportazione illegale. L’operazione si inserisce in un più ampio contrasto al traffico internazionale di antichità, che per decenni ha alimentato un mercato clandestino ai danni del patrimonio culturale italiano.

Tombaroli, falsi pedigree e mercato globale
Le indagini hanno permesso di ricostruire il funzionamento del sodalizio criminale all’origine della dispersione del reperto. Gruppi di tombaroli saccheggiavano siti archeologici poco sorvegliati, fornendo materiali a intermediari che provvedevano alla pulizia, al restauro e alla costruzione di false provenienze. I manufatti venivano quindi immessi sul mercato internazionale attraverso case d’asta, gallerie e istituzioni museali.
A conclusione delle verifiche condotte dai Carabinieri TPC, è stato possibile stabilire con certezza la corrispondenza tra la statuetta individuata negli Stati Uniti e quella rubata al Museo bolognese nel 1963, permettendone la definitiva restituzione alla fruizione pubblica.

Il guerriero etrusco: un ex voto in bronzo
Arte, culto e identità nell’Italia preromana
Il bronzetto raffigura un guerriero nell’atto di scagliare una lancia, forse identificabile con Laran, il dio etrusco della guerra, assimilabile al Marte romano e particolarmente venerato in area umbra. La figura indossa una corazza corta che lascia scoperta la parte inferiore del corpo e un imponente elmo crestato, elementi che ne sottolineano il valore simbolico.

Si tratta di un dono votivo, deposto in un santuario o in una stipe per ottenere il favore divino o come ringraziamento per una grazia ricevuta. L’opera rientra nella tipologia dei bronzetti etrusco-italici, più precisamente dell’area umbro-settentrionale, secondo la classificazione elaborata dall’etruscologo Giovanni Colonna.
Il ritorno alla comunità
Il tipo del guerriero in assalto è ampiamente attestato nell’Italia centrale preromana, con produzioni che vanno da esemplari colti a versioni più schematiche e popolari, come nel caso di questo bronzetto, un tempo parte della Collezione Universitaria poi confluita nel Museo Civico Archeologico.
Con la restituzione odierna, il reperto torna finalmente a raccontare la sua storia, riannodando un filo interrotto da oltre mezzo secolo.





