Quando si parla di Palazzo Madama, l’immaginario collettivo corre subito alle Madame Reali e alla scenografica facciata barocca progettata da Filippo Juvarra. Eppure, sotto e dietro quell’immagine celebre, si nasconde una storia molto più antica, stratificata e sorprendente. Una storia che affonda le sue radici nell’urbanistica romana di Augusta Taurinorum e che attraversa senza soluzione di continuità tarda antichità e medioevo.

Alfredo d’Andrade
Torino – Palazzo Madama, pianta
, 1884 – 1890
matita e penna
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Gabinetto Disegni e Stampe, fondo Alfredo d’Andrade

Alfredo d’Andrade
Torino – Palazzo Madama, sezione,
1884 – 1890
matita e penna.
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Gabinetto Disegni e Stampe, fondo Alfredo d’Andrade
Dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026, la mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento, restituendone forma, funzioni e significati.
Dalla Porta Decumana al castrum medievale
Un nodo urbano romano riutilizzato nel tempo
Il sito di Palazzo Madama coincide con uno dei punti nevralgici della Torino romana: la Porta Decumana, accesso occidentale della colonia. Di questa monumentale struttura difensiva restano evidenze murarie, livelli pavimentali e tracce di riusi, oggi integrate nel percorso espositivo.

Italia settentrionale, 1360-1380 circa
Avorio intagliato, dipinto e dorato
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Fiandre, 1450-75
Legno, osso intagliato e dipinto, corno
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Maiolica a lustro
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Con la crisi dell’impianto urbano romano e la progressiva trasformazione della città tra IV e VI secolo, l’area mantiene una funzione strategica, evolvendo in fortificazione tardoantica e poi in complesso difensivo medievale, noto nelle fonti come castrum di Porta Fibellona, residenza dei principi di Savoia-Acaia.

Originariamente legato a documento del 12 giugno 1417
Torino, Archivio di Stato, Corte, Paesi, Provincia di Pinerolo, m. 7, Cavour, n. 8 (calco)
Ricostruire un castello che non esiste più
Archeologia dell’architettura e fonti d’archivio
Il cuore scientifico della mostra risiede in un ampio lavoro interdisciplinare che combina archeologia dell’edificio, analisi stratigrafica delle murature, studio delle fonti quattrocentesche e tecnologie di ricostruzione digitale.

Inventari in latino e francese conservati presso l’Archivio di Stato di Torino sono stati incrociati con i dati materiali ancora leggibili nelle strutture del palazzo. Ne emerge un castello complesso, articolato in spazi residenziali, di rappresentanza, di servizio e di difesa, abitato non solo dal principe di Savoia-Acaia, ma da un’intera comunità di corte.

Parigi, 1350 circa; con rimaneggiamenti posteriori: fine XV-inizio XVI secolo (maniglia, contrafforti angolari e piedini), XIX secolo (serratura)
Bronzo, rame dorato, legno; cuoio sbalzato, impresso, intagliato, punzonato, dipinto e dorato.
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
La Corte Medievale come spazio narrativo
Allestimento e ricostruzioni immersive
La Corte Medievale è stata ripensata come vero e proprio dispositivo interpretativo. Una ricostruzione scenografica del porticato trecentesco occidentale e la valorizzazione dell’area connessa alla porta romana consentono di leggere in elevato ciò che solitamente resta confinato ai livelli di fondazione.

Avorio intagliato
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Dodici postazioni tematiche guidano il visitatore tra tecniche costruttive, pratiche devozionali, arte di corte, alimentazione, lusso e vita quotidiana, mentre video immersivi permettono di esplorare ambienti oggi irriconoscibili: la grande sala, la cucina, la camera del principe.

Ricostruzione Corte Medievale
Courtesy Arianna Carannante, Saverio Rizzi, Francesco Sala
Reperti, opere e cultura materiale
Accanto alle ricostruzioni digitali, un ruolo centrale è affidato agli oggetti. Dai raffinati esempi di oreficeria ostrogota del Tesoro di Desana – ben 51 manufatti in oro, argento e pietre preziose databili tra il IV e il VI secolo d.C.,
scoperti all’inizio del Novecento in un campo tra Desana e Trino (Vercelli), dove sorgeva in età tardoantica una villa con vasto latifondo e forse occultati durante la guerra greco-gotica – al celebre Trittico degli Embriachi, dal prezioso Libro d’ore Deloche del Maestro del Principe di Piemonte ai reperti di uso quotidiano provenienti dagli scavi, il percorso restituisce la dimensione concreta dell’abitare medievale, fatta di gesti, rituali e relazioni sociali.

Libro d’Ore all’uso di Roma (Ore Deloche)
Documentato in Savoia, Bresse e Lione, 1450-1475
1460-1465
Tempera e oro su pergamena
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino

Documentato in Savoia, Bresse e Lione, 1450-1475
1460-1465
Tempera e oro su pergamena
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Un progetto che guarda al futuro
Alla chiusura della mostra, i contenuti digitali confluiranno nel percorso permanente del museo, mentre due pubblicazioni scientifiche renderanno disponibili i risultati della ricerca. Il castello ritrovato non è solo un’esposizione, ma un modello di ricerca applicata al patrimonio, capace di restituire profondità storica a uno dei luoghi simbolo di Torino.
ℹ️ INFORMAZIONI UTILI
✅ Il Castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo
📍 Torino, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
📅 20 dicembre 2025 – 23 marzo 2026
🌐 Info: www.palazzomadamatorino.it
Immagine in apertura: Alfredo d’Andrade, Torino – Palazzo Madama, appunti, 1884 – 1890. Matita, penna e acquerello. GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Gabinetto Disegni e Stampe, fondo Alfredo d’Andrade





