Il Museo Egizio inaugura una nuova fase della propria attività scientifica con la nascita di ME-Scripta, centro di ricerca dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione delle fonti scritte dell’Antico Egitto. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione CRT con un investimento di circa 3 milioni di euro, rappresenta una delle iniziative più ambiziose a livello internazionale nel campo della papirologia e della conservazione del patrimonio scritto egizio.

Diretto da Susanne Töpfer, responsabile della collezione papirologica del museo, il nuovo centro nasce come struttura scientifica interna al Museo Egizio e coinvolge curatori, restauratori, data manager e specialisti in discipline umanistiche e tecnologiche.
Un patrimonio unico tra papiri, ostraca e legature copte
Il progetto si concentra su una delle raccolte più importanti al mondo: circa mille manoscritti, interi o ricomposti, e oltre trentamila frammenti che documentano più di tremila anni di cultura materiale scritta in sette sistemi di scrittura e otto lingue diverse.
L’obiettivo è studiare, restaurare e rendere accessibili questi materiali alla comunità scientifica e al pubblico, attraverso un programma di ricerca di lungo periodo aperto a collaborazioni internazionali.

Secondo la presidente del Museo Egizio Evelina Christillin, il progetto rappresenta un nuovo capitolo nella storia dell’istituzione torinese: dopo la stagione delle collezioni ottocentesche e quella delle grandi campagne di scavo del Novecento, oggi il museo punta a diventare un centro di riferimento mondiale per lo studio della scrittura ieratica e dei documenti egizi.
Ricerca tra filologia, restauro e tecnologie digitali
ME-Scripta integra discipline diverse come filologia, papirologia, informatica, imaging multispettrale e restauro avanzato. Il programma scientifico è articolato in tre grandi linee di ricerca.

La prima riguarda i papiri e comprende il riassemblaggio del celebre cartonnage di Assiut, l’edizione di testi amministrativi e letterari dell’Egitto tolemaico e lo studio di manoscritti demotici provenienti da Gebelein. Particolare attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle donne nel Libro dei Morti e al restauro del famoso Libro dei Morti di Kha, uno dei reperti più celebri del museo.
Il secondo filone si concentra sugli ostraca, frammenti di pietra calcarea o ceramica utilizzati dagli antichi egizi per scrivere e disegnare. Tra i materiali più importanti figurano gli ostraca provenienti da Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani della Valle dei Re, e quelli da Pathyris, fondamentali per ricostruire la vita economica e sociale dell’Egitto ellenistico.
Il terzo macro-progetto, chiamato RE-BIND, è dedicato invece alle legature copte databili tra VII e VIII secolo. Attraverso tecnologie avanzate come microtomografia a raggi X, imaging 3D e spettroscopia FT-IR sarà possibile ricostruire virtualmente i volumi originari e approfondire la conoscenza dei contesti monastici da cui provengono.
Una piattaforma digitale globale entro il 2034
Tra gli obiettivi principali del progetto figura anche la realizzazione di una grande piattaforma digitale integrata entro il 2034. Il sistema estenderà l’attuale database TPOP includendo papiri, ostraca, pergamene e legature in un unico ambiente online consultabile.
La piattaforma utilizzerà immagini in formato IIIF, trascrizioni digitali e collegamenti alle principali banche dati internazionali, diventando la prima risorsa globale dedicata sistematicamente alla scrittura egizia lungo tremila anni di storia.

Formazione, ricerca e ricadute sul territorio
ME-Scripta avrà importanti ricadute anche sul territorio piemontese. Nei prossimi nove anni il progetto coinvolgerà oltre 150 professionisti tra ricercatori, restauratori, informatici e studenti attraverso summer school, workshop internazionali, tirocini e attività di formazione specialistica.
Il centro punterà inoltre sulla divulgazione con laboratori aperti, percorsi didattici bilingui, mostre fisiche e digitali e strumenti educativi destinati a scuole e università.
Secondo Anna Maria Poggi, l’iniziativa rafforzerà ulteriormente il ruolo di Torino come polo internazionale per la ricerca culturale e l’innovazione applicata al patrimonio storico.
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- 📄 Fonte: Museo Egizio ✅




