Che cosa mangiavano gli abitanti della Padova preromana? A rispondere è un nuovo studio condotto da un team internazionale di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, della Sapienza Università di Roma, della Cardiff University e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Scientific Reports, ha analizzato i resti umani provenienti dalla necropoli del CUS-Piovego, uno dei più importanti contesti funerari della Padova dell’Età del Ferro, datato tra il VI e il IV secolo a.C., ricostruendo le abitudini alimentari attraverso lo studio degli isotopi stabili di carbonio e azoto conservati nelle ossa.
Gli isotopi raccontano la dieta del passato
Ogni alimento consumato lascia una sorta di impronta chimica nei tessuti umani. Analizzando queste tracce, gli studiosi possono identificare le principali risorse alimentari consumate durante la vita.
Lo studio si è concentrato sugli individui sepolti tramite inumazione, una rarità nel Veneto dell’Età del Ferro, dove predominava la cremazione. Proprio questa particolarità ha permesso la conservazione del collagene osseo necessario alle analisi isotopiche.
Come spiega la ricercatrice Giusy Capasso, queste rare sepolture offrono una preziosa opportunità per indagare aspetti della vita quotidiana che normalmente sfuggono agli archeologi.
Il miglio era protagonista della tavola
I risultati mostrano una dieta prevalentemente terrestre, caratterizzata da un significativo consumo di cereali appartenenti al gruppo delle cosiddette piante C4.
Tra queste spicca il miglio, una coltura già diffusa nella preistoria dell’Italia settentrionale e particolarmente importante durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro.
Secondo Melania Gigante, il caso del CUS-Piovego colma una lacuna importante nella conoscenza dell’alimentazione delle popolazioni venete preromane, fornendo i primi dati isotopici diretti relativi alla dieta umana in quest’area per quel periodo.

Una donna misteriosa arrivata da lontano
Tra tutti gli individui analizzati, uno ha attirato particolarmente l’attenzione dei ricercatori. Si tratta di una giovane donna sepolta in posizione prona, probabilmente con il corpo legato, una pratica funeraria decisamente insolita rispetto agli standard dell’epoca.
Le analisi isotopiche indicano che la donna non era originaria dell’area padovana e che si era trasferita in città poco prima della morte. Anche la sua alimentazione risultava diversa rispetto a quella del resto della comunità.

Questo elemento suggerisce una possibile condizione sociale particolare o marginale e offre uno spaccato della complessità culturale e dei movimenti di persone nella Padova dell’Età del Ferro.
Una città già complessa prima dei Romani
La necropoli del CUS-Piovego è considerata uno dei contesti funerari più importanti per comprendere lo sviluppo della Padova preromana.
Secondo l’archeologo Giovanni Leonardi, l’integrazione tra archeologia e bioarcheologia permette oggi di ricostruire aspetti sempre più dettagliati della vita quotidiana, dell’organizzazione sociale e delle relazioni tra gli individui che abitavano questo centro veneto già pienamente urbanizzato prima della conquista romana.
Lo studio dimostra come le moderne tecniche scientifiche possano trasformare semplici resti scheletrici in una straordinaria fonte di informazioni sulla storia delle comunità antiche.
📘 Fonte scientifica
- 📄 Capasso, G., Prillo, V.G., Beck de Lotto, M.A. et al. Dietary perspectives on social asymmetry in a full Iron Age community of northern Italy: stable isotope evidence from the Patavine CUS-Piovego necropolis.
- 🏛️ Università degli Studi di Padova, Sapienza Università di Roma, Cardiff University e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
- 📚 Scientific Reports (Sci Rep) (peer-reviewed) 16, 15208 (2026).
- 🔗 https://doi.org/10.1038/s41598-026-51643-3
Per saperne di più sulla necropoli del CUS-Piovego:
- Leonardi G., Vicenzutto D., Gallo V., Cupitò M. (2023) “La necropoli veneta del CUS-Piovego. Una messa a punto di più di quarant’anni di ricerca” Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova, pp. 213–237
- Leonardi G. (1990) “L’area archeologica del CUS-Piovego, Padova: relazione preliminare della campagna di scavo 1989, con note metodologiche” Quaderni di Archeologia del Veneto, VI, pp. 11–53
- Leonardi G. (a cura di) (2004) La tomba bisoma di uomo e di cavallo nella necropoli del Piovego-Padova Marsilio Editore, Venezia
- Depellegrin V., Cupitò M., Leonardi G., Tecchiati U. (2019) “I cavalli della necropoli del Piovego (VI-IV sec. a.C.), Padova” In: Atti dell’8° Convegno Nazionale di Archeozoologia (Lecce, 2015), Università del Salento, pp. 139–146 DOI: 10.1285/i9788883051487p139
- Capasso G., Baratella V., Allen Beck De Lotto M., Gallo V. (2023) Il problema dell’inumazione nel mondo veneto durante l’età del Ferro tra ritualità e mobilità. Nuovi dati bioarcheologici dalla necropoli patavina del CUS-Piovego
- In: Preistoria Alpina, pp. 107-120




