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Che cosa mangiavano gli abitanti della Padova preromana? A rispondere è un nuovo studio condotto da un team internazionale di ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, della Sapienza Università di Roma, della Cardiff University e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Mappa dell'Italia con le Alpi a nord e la città di Padova segnata, accanto a uno scheletro umano esposto.
A sinistra: mappa dell’Italia che mostra la posizione geografica della città di Padova (dal progetto NASA Visible Earth, https://visibleearth.nasa.gov/images/65788/italy). A destra: Tomba IX della necropoli CUS-Piovego di Padova. [dallo studio citato]

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Scientific Reports, ha analizzato i resti umani provenienti dalla necropoli del CUS-Piovego, uno dei più importanti contesti funerari della Padova dell’Età del Ferro, datato tra il VI e il IV secolo a.C., ricostruendo le abitudini alimentari attraverso lo studio degli isotopi stabili di carbonio e azoto conservati nelle ossa.

Gli isotopi raccontano la dieta del passato

Ogni alimento consumato lascia una sorta di impronta chimica nei tessuti umani. Analizzando queste tracce, gli studiosi possono identificare le principali risorse alimentari consumate durante la vita.

Lo studio si è concentrato sugli individui sepolti tramite inumazione, una rarità nel Veneto dell’Età del Ferro, dove predominava la cremazione. Proprio questa particolarità ha permesso la conservazione del collagene osseo necessario alle analisi isotopiche.

Come spiega la ricercatrice Giusy Capasso, queste rare sepolture offrono una preziosa opportunità per indagare aspetti della vita quotidiana che normalmente sfuggono agli archeologi.

Il miglio era protagonista della tavola

I risultati mostrano una dieta prevalentemente terrestre, caratterizzata da un significativo consumo di cereali appartenenti al gruppo delle cosiddette piante C4.

Tra queste spicca il miglio, una coltura già diffusa nella preistoria dell’Italia settentrionale e particolarmente importante durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro.

Secondo Melania Gigante, il caso del CUS-Piovego colma una lacuna importante nella conoscenza dell’alimentazione delle popolazioni venete preromane, fornendo i primi dati isotopici diretti relativi alla dieta umana in quest’area per quel periodo.

Una scienziata in camice bianco, con guanti blu, si trova in un laboratorio accademico circondata da ossa e campioni fossili, mentre un scheletro umano è visibile sullo sfondo.
La ricercatrice Melania Gigante in laboratorio

Una donna misteriosa arrivata da lontano

Tra tutti gli individui analizzati, uno ha attirato particolarmente l’attenzione dei ricercatori. Si tratta di una giovane donna sepolta in posizione prona, probabilmente con il corpo legato, una pratica funeraria decisamente insolita rispetto agli standard dell’epoca.

Le analisi isotopiche indicano che la donna non era originaria dell’area padovana e che si era trasferita in città poco prima della morte. Anche la sua alimentazione risultava diversa rispetto a quella del resto della comunità.

Scheletro umano esposto in posizione distesa su una superficie di terra secca, con dettagli visibili delle ossa e del cranio.
Lo scheletro della giovane donna venuta da lontano [dallo studio citato]

Questo elemento suggerisce una possibile condizione sociale particolare o marginale e offre uno spaccato della complessità culturale e dei movimenti di persone nella Padova dell’Età del Ferro.

Una città già complessa prima dei Romani

La necropoli del CUS-Piovego è considerata uno dei contesti funerari più importanti per comprendere lo sviluppo della Padova preromana.

Secondo l’archeologo Giovanni Leonardi, l’integrazione tra archeologia e bioarcheologia permette oggi di ricostruire aspetti sempre più dettagliati della vita quotidiana, dell’organizzazione sociale e delle relazioni tra gli individui che abitavano questo centro veneto già pienamente urbanizzato prima della conquista romana.

Lo studio dimostra come le moderne tecniche scientifiche possano trasformare semplici resti scheletrici in una straordinaria fonte di informazioni sulla storia delle comunità antiche.

📘 Fonte scientifica

  • 📄 Capasso, G., Prillo, V.G., Beck de Lotto, M.A. et al. Dietary perspectives on social asymmetry in a full Iron Age community of northern Italy: stable isotope evidence from the Patavine CUS-Piovego necropolis
  • 🏛️ Università degli Studi di Padova, Sapienza Università di Roma, Cardiff University e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  • 📚 Scientific Reports (Sci Rep) (peer-reviewed) 16, 15208 (2026). 
  • 🔗 https://doi.org/10.1038/s41598-026-51643-3

Per saperne di più sulla necropoli del CUS-Piovego:

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