Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale accoglie con profonda soddisfazione la revoca della delibera con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva autorizzato la realizzazione del parco eolico proposto dalla società Fred Olsen Renewables S.p.A., nei territori di Viterbo, Montefiascone e Celleno.
Il progetto prevedeva torri alte 250 metri ca., dimensioni proprie degli impianti off shore e radicalmente incompatibili con il paesaggio della conca del lago di Bolsena e della Teverina. Strutture ben più elevate della lanterna della cupola di Santa Margherita avrebbero inciso su un areale vastissimo, alterando in modo irreversibile la preziosa dorsale che dalla conca vulsina scende verso la valle del Tevere: un territorio in cui si addensano testimonianze archeologiche, storiche e artistiche di eccezionale valore, insieme a un paesaggio che ancora oggi conserva una sua rara integrità.
Le vedute più suggestive della Tuscia — da Civita di Bagnoregio alle rive del lago di Bolsena, da Montefiascone alle terrazze di Villa Lante, fino a San Martino al Cimino e alla stessa Viterbo — sarebbero state irrimediabilmente compromesse da rotori colossali e fuori scala, deturpando la continuità visiva che ne costituisce l’essenza.
Nel proprio parere endoprocedimentale, successivamente recepito dalla Soprintendenza Speciale per il PNRR, questa Soprintendenza aveva evidenziato la gravità dell’interferenza con numerose aree tutelate ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, sottolineando come l’opera avrebbe inevitabilmente comportato «una lesione insanabile, di portata e ricadute incommensurabili, su aree di notevole interesse pubblico, beni culturali eminenti e vedute iconiche, ferendo uno dei territori più significativi della Tuscia viterbese sotto il profilo storico, culturale, artistico e archeologico». Una recente sentenza del TAR aveva inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della società proponente, rilevando l’infondatezza dei presunti vizi amministrativi del parere del MiC e richiamando la condizione di saturazione del territorio viterbese rispetto agli impianti energetici.
La revoca che oggi si plaude non è soltanto un atto amministrativo: è un gesto di tutela nei confronti di un paesaggio che appartiene alla storia del Paese e alla più ampia memoria collettiva, italiana e internazionale.
Per questo la Soprintendenza rivolge un sentito ringraziamento ai parlamentari, al Presidente della Regione Lazio, agli amministratori locali, ai sindaci e a tutte le associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale, che con il loro contributo hanno reso possibile questo esito, riconoscendo e proteggendo uno dei paesaggi «fra i più belli e solenni che l’Italia possa offrire» (George Dennis, 1848).
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale





