In Turchia riemergono importanti testimonianze di un evento cruciale della storia medievale bizantina. Gli archeologi hanno infatti trovato le punte dei dardi da balista usate dai soldati dell’Impero romano d’Oriente nel 1071 durante l’assedio della fortezza di Manzikert, in Anatolia. I reperti provengono da Taşbaşı, un’area strategica situata circa 500 metri a sud-est della cittadella di Malazgirt, l’antica Manzikert, e rappresentano una nuova evidenza archeologica delle operazioni militari che precedettero la celebre battaglia combattuta il 26 agosto 1071 contro i Turchi selgiuchidi. La sconfitta ebbe conseguenze pesantissime e costò ai bizantini la perdita pressoché totale dell’Anatolia interna.

La scoperta è stata annunciata dal Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia nell’ambito delle ricerche archeologiche avviate nel 2020 con il sostegno della Direzione generale per il Patrimonio culturale e i Musei, con l’obiettivo di individuare e documentare con precisione il campo di battaglia di Manzikert.

Le baliste dell’esercito di Romano IV Diogene
Le prime analisi condotte dagli specialisti hanno confermato che le punte appartengono alla tipologia impiegata nell’XI secolo dagli eserciti dell’impero romano d’Oriente per armare le baliste, potenti macchine da lancio capaci di scagliare dardi di notevoli dimensioni. Secondo il Ministero, i reperti costituiscono la prima evidenza di questo tipo emersa durante le indagini archeologiche alla ricerca del campo di battaglia di Manzikert.

Il dato assume particolare rilievo per la ricostruzione dell’assedio di Malazgirt del 22-23 agosto 1071, che precedette la battaglia vera e propria. In quei giorni l’imperatore Romano IV Diogene condusse l’esercito contro la fortezza e riuscì a conquistarla. Pochi giorni dopo, il 26 agosto, l’esercito imperiale dovette però affrontare quello selgiuchide, guidato dal sultano Alp Arslan, in campo aperto, rimediando una pesante sconfitta.

La cattura dell’imperatore
Nel rovescio Romano IV Diogene imperatore in mano nemica. Il sultano lo avrebbe trattato con rispetto e rilasciato dopo il versamento di un cospicuo riscatto e la promessa di un pesante tributo annuale. Tuttavia al suo rientro a Costantinopoli una parte della nobiltà, capeggiata da Giovanni Ducas e Michele Psello, rifiutò l’accordo, depose Romano IV, lo accecò e lo confinò sull’isola di Prote, dove poche mesi dopo morì.
Taşbaşı, un punto strategico per gli assedi di Manzikert
Le precedenti campagne di scavo condotte a Taşbaşı avevano già riportato alla luce altri reperti legati alle azioni militari di quei giorni, tra i quali numerose punte di frecce e diverse monete bizantine

Taşbaşı aveva inoltre avuto un ruolo strategico già nel 1054, quando il sultano selgiuchide Tuğrul Bey aveva condotto a sua volta un precedente assedio a Manzikert. La sequenza dei ritrovamenti permette quindi di seguire archeologicamente gli eventi che ebbero come teatro quell’area anche prima dello scontro del 1071.

Per Mehmet Nuri Ersoy, ministro della Cultura e del Turismo turco, la scoperta rappresenta getta nuova luce su aspetti finora sconosciuti dell’assedio di Manzikert e permette di comprendere meglio le fasi della campagna militare che precedettero la battaglia.

Le ricerche proseguiranno per definire la distribuzione dei reperti e ricostruire con maggiore precisione la posizione delle forze coinvolte e lo svolgimento delle operazioni militari attorno alla fortezza.
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- 📄 Fonte: Ministero della Cultura e del Turismo turco ✅
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Data di pubblicazione registrata: 27/08/2026 11:05
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