Dopo tre anni di chiusura, la Piramide Cestia torna ad accogliere i visitatori. Dal 4 settembre 2026 uno dei monumenti più riconoscibili di Roma sarà nuovamente accessibile al pubblico dopo gli interventi di conservazione, riqualificazione e valorizzazione realizzati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del PNRR – Caput Mundi.

La riapertura sarà accompagnata da un calendario di visite gratuite, sia diurne sia serali, che proseguiranno fino al 31 ottobre. Una delle principali novità riguarda il completo rinnovamento dell’impianto di illuminazione scenografica, progettato per valorizzare tanto le superfici esterne della piramide quanto la camera funeraria interna e le sue decorazioni pittoriche.

L’intervento ha interessato anche l’area archeologica circostante, con nuovi percorsi e pavimentazioni, la sistemazione delle aree verdi, il rifacimento dell’impianto di irrigazione, nuovi pannelli informativi e la riqualificazione delle recinzioni. È stato inoltre sostituito il cancello di accesso da piazzale Ostiense, con l’inserimento di un nuovo corrimano lungo la scalinata, e sono stati riorganizzati gli spazi destinati alla colonia felina presente nell’area.
Una nuova illuminazione per la Piramide e la camera funeraria
Uno degli elementi più evidenti della riqualificazione è il nuovo sistema di illuminazione, realizzato sia all’esterno sia all’interno del monumento.
Il progetto è stato concepito per mettere in risalto i volumi della Piramide Cestia e gli apparati decorativi della camera funeraria, consentendo una lettura più efficace dell’architettura anche durante le visite serali.

La nuova illuminazione interessa infatti anche gli affreschi della cella sepolcrale, accompagnando lo sguardo dei visitatori senza modificare la percezione dell’ambiente.

«In questo intervento abbiamo seguito un principio preciso: migliorare ogni aspetto della visita nel rispetto dell’identità del monumento», spiega Barbara Rossi, responsabile della Piramide Cestia. I nuovi percorsi e i servizi, insieme all’illuminazione, sono stati pensati per rendere il sito più leggibile, accessibile e funzionale.
Gli interventi hanno inoltre previsto un percorso di accessibilità con nuova pavimentazione, la sistemazione del verde e dei sistemi di irrigazione e nuovi strumenti informativi destinati a rendere più comprensibile la storia del monumento.
La tomba di Gaio Cestio
La Piramide Cestia fu costruita alla fine del I secolo a.C., quando a Roma si diffuse la moda delle architetture di ispirazione egizia dopo la trasformazione dell’Egitto in provincia romana.
Il monumento è il sepolcro di Gaio Cestio Epulone, esponente della classe dirigente romana che ricoprì le cariche di pretore e tribuno della plebe e appartenne ai septemviri epulones, uno dei quattro più importanti collegi religiosi della Roma antica.

La costruzione risale al 12 a.C. e fu realizzata in un tempo sorprendentemente breve. Nel testamento Gaio Cestio aveva infatti stabilito che gli eredi dovessero completare il suo sepolcro entro 330 giorni, pena la perdita dell’eredità. L’iscrizione incisa sul fianco orientale della piramide ricorda proprio questa disposizione testamentaria e certifica che l’opera fu completata entro il termine previsto.
Con i suoi 36,40 metri di altezza e una base quadrata di 29,50 metri per lato, la Piramide Cestia presenta una struttura molto diversa dalle grandi piramidi egiziane. Il nucleo interno è costituito da opera cementizia con cortina di mattoni, una tecnica costruttiva romana che garantiva una notevole resistenza strutturale e consentiva di realizzare una forma particolarmente slanciata.
All’esterno il monumento era rivestito da lastre di marmo lunense, mentre all’interno si trova la camera funeraria, coperta da una volta a botte e decorata con pitture del terzo stile pompeiano.
La decorazione della cella rispondeva anche alle norme contro l’ostentazione del lusso emanate durante l’età di Augusto, attraverso un linguaggio pittorico raffinato ma caratterizzato da una relativa sobrietà.

Come la Piramide Cestia è arrivata fino a oggi
La straordinaria conservazione del monumento è legata anche a una trasformazione urbanistica avvenuta quasi tre secoli dopo la sua costruzione.
Tra il 272 e il 279 d.C., la Piramide Cestia fu inglobata nelle Mura Aureliane. Il riutilizzo della struttura all’interno delle fortificazioni contribuì a proteggerla dalle spoliazioni che interessarono invece altre architetture monumentali della Roma antica.
Secondo la documentazione della Soprintendenza, nell’antica Roma esistevano infatti altre sette piramidi, oggi scomparse.
La Piramide Cestia continuò inoltre a occupare un posto importante nell’immaginario della città anche durante il Medioevo. La sua funzione originaria era ormai dimenticata e il monumento venne identificato con la Meta Remi, considerata la tomba di Remo. La stessa interpretazione compare in una lettera di Francesco Petrarca.
La Piramide aveva allora un corrispettivo nella Meta Romuli, una seconda piramide situata nell’area del Vaticano e tradizionalmente identificata con la tomba di Romolo. Quest’ultima fu demolita nel 1499.
Gli scavi del Seicento e la camera funeraria
Le prime indagini archeologiche documentate sulla Piramide Cestia risalgono al 1633, quando gli scavi furono intrapresi per ordine di papa Alessandro VII Chigi.
All’esterno del monumento furono individuate le basi di due statue dedicate a Gaio Cestio. Venne inoltre aperto un ingresso nella piramide che consentì di raggiungere la camera funeraria.

La cella risultò però già priva della sepoltura: era stata infatti visitata dai tombaroli in epoca precedente.
La camera conserva comunque una parte significativa della decorazione pittorica originale. Un progetto contemporaneo attribuito a Francesco Borromini, che prevedeva la trasformazione della cella funeraria in una chiesa, non venne realizzato.
Il restauro e la nuova riqualificazione
La Piramide Cestia era già stata interessata da un importante intervento di restauro e pulitura nel 2013, realizzato anche grazie a un finanziamento privato. Da allora il monumento è stato sottoposto a regolari attività di manutenzione.
Gli interventi conclusi nel 2026 hanno avuto un obiettivo più ampio, interessando non soltanto la conservazione del monumento, ma anche le condizioni di accesso e fruizione dell’intero sito.
La Soprintendenza Speciale di Roma, attraverso il progetto finanziato dal PNRR – Caput Mundi, ha quindi lavorato sulla qualità dell’esperienza di visita, sulla sicurezza e sull’accessibilità dell’area.
«Con questo intervento il PNRR conferma il suo valore non solo come strumento di conservazione del patrimonio culturale, ma anche come occasione per renderlo più accessibile e vicino al pubblico», dichiara la Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro.
📽️ Video: Piramide di Caio Cestio, nuovo ciclo di visite dopo il restauro
Le aperture gratuite dal 4 settembre
La riapertura al pubblico inizierà venerdì 4 settembre 2026 con le prime visite guidate serali. Gli appuntamenti serali sono previsti anche l’11, il 18 e il 25 settembre, con tre turni ogni sera alle 19.00, 20.00 e 21.00.
Le visite guidate dureranno circa 45 minuti e saranno gratuite, con prenotazione obbligatoria e un massimo di 30 partecipanti per turno.
Sono previste anche numerose aperture diurne. Nei sabati 5, 12 e 19 settembre saranno disponibili tre turni di visita libera alle 16.30, 17.30 e 18.30, con un massimo di 50 persone per turno.
Il 26 e 27 settembre il monumento sarà visitabile durante l’intera giornata, con sette turni rispettivamente dalle 10.00 alle 16.00.
Le aperture di ottobre proseguiranno nei sabati 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre, con tre turni alle 16.30, 17.30 e 18.30.
Tutte le visite sono gratuite, ma la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.
Durante la visita sarà necessario indossare scarpe comode e seguire le indicazioni del personale della Soprintendenza. L’ingresso nella camera funeraria avverrà una persona alla volta, con il capo abbassato, mentre non sarà consentito salire su muretti o strutture archeologiche.
Info: www.soprintendenzaspecialeroma.it
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Soprintendenza Speciale Roma
Questo contenuto è protetto da marcatura temporale decentralizzata. L’impronta digitale del testo è registrata per garantirne l’integrità e la data certa di pubblicazione.
Data di pubblicazione registrata: 29/08/2026 11:30
Verificabile in conformità con i protocolli internazionali di informazione certificata OpenTimestamps.




