Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa

ARCHEOLOGIA / Egitto, scoperta a Saqqara una tomba di 3200 anni fa: appartiene al funzionario Panehsy e alla moglie Baia

Gli archeologi del Museo Egizio, insieme ai colleghi egiziani e olandesi, hanno riportato alla luce la tomba di Panehsy, responsabile del tempio dedicato al dio Amon. Il ritrovamento risale al primo periodo Ramesside (1250 a.C.). La spedizione ha inoltre scoperto alcune cappelle funerarie.


Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa
Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa 📷 𝐅𝐎𝐓𝐎: Nicola Dell’Aquila

Nuovo importante ritrovamento archeologico in Egitto nella necropoli di Saqqara, a 30 km a sud de Il Cairo. Gli archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo Nazionale di Antichità di Leiden in Olanda, sotto la direzione del direttore dell’Egizio, Christian Greco e della curatrice della Collezione Egiziana e Nubiana del Museo di Leiden, Lara Weiss, hanno rinvenuto i resti della tomba di Panehsy, che risale al primo periodo Ramesside (1250 a.C.). Panehsy era il responsabile del tempio dedicato al dio Amon. La spedizione archeologica ha inoltre portato alla luce alcune cappelle funerarie. La scoperta getta nuova luce sullo sviluppo della necropoli di Saqqara, nel periodo Ramesside. Saqqara è la necropoli della capitale dell’antico Egitto Menfi, che stando alla tradizione egizia fu fondata nel 3000 a.C. dal re Menes, il primo faraone dell’Egitto unito.

Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa
Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa. Nella foro, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino 📷 𝐅𝐎𝐓𝐎: Nicola Dell’Aquila

Una tomba a forma di tempio

La tomba di Panehsy ha la forma di un tempio, con un ingresso monumentale e una corte con portico colonnato al cui centro c’è un pozzo che dà accesso alle camere sepolcrali ipogee. Sul lato ovest la corte è chiusa da tre cappelle. Il complesso funerario di forma rettangolare, di 13,4 metri per 8,2 metri, confina a sud con la celebre tomba di Maya, alto funzionario, responsabile del tesoro del faraone Tutankhamun. I muri di mattoni crudi della struttura superiore della tomba di Paneshy sono ancora in piedi e raggiungono un’altezza di un metro e mezzo e sono decorati da ortostati, lastre di rivestimento in pietra calcarea, che mostrano rilievi colorati in cui si distinguono il proprietario della tomba Panehsy e sua moglie Baia, cantante di Amon, e diversi sacerdoti e portatori di offerte. Il nome di Panehsy significa il Nubiano, ma questo non necessariamente è una indicazione delle sue origini. Con l’aggiunto “da Menfi”, Panehsy vuole sottolineare il suo legame con questa città, un importante centro amministrativo e religioso al tempo in cui visse Panehsy, che quindi potrebbe essere nato lì.

Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa
Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa 📷 𝐅𝐎𝐓𝐎: Nicola Dell’Aquila

>>> LEGGI IL DIARIO DI SCAVO DELLA MISSIONE A SAQQARA

Paneshy, un funzionario fino ad oggi sconosciuto

Il nome Panehsy era relativamente comune a quel tempo, ma questo specifico responsabile del tempio che veniva da Menfi era sconosciuto agli studiosi fino ad oggi. La rappresentazione più bella di Panehsy è quella in cui è impegnato ad adorare la dea Hathor, rappresentata nella sua tipica iconografica di mucca che esce dalla montagna. Al di sotto, Panehsy e sua moglie Baia siedono insieme davanti ad una tavola. Un uomo calvo con una pelle di leopardo che gli cinge le spalle si trova di fronte alla coppia deceduta. È il sacerdote che si occupa del culto funerario dei defunti. Lui versa una libagione d’acqua. Il testo in geroglifico identifica il sacerdote come Piay, lo scriba della tavola sacrificale e forse il secondo di Panehsy. Il titolo suggerisce che Piay fosse subordinato al proprietario della tomba Panehsy. Non era così strano che Piay si occupasse del culto della morte del suo superiore, anche se idealmente questo compito spettava al figlio maggiore del defunto. Si può quindi ipotizzare che forse Panehsy non avesse figli.

Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa
Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa 📷 𝐅𝐎𝐓𝐎: Nicola Dell’Aquila

Quattro cappelle funerarie

Ad est della tomba di Panehsy, gli archeologi italiani, egiziani e olandesi hanno scoperto quattro cappelle funerarie più piccole, una delle quali apparteneva a Yuyu, artigiano responsabile della produzione delle lamine d’oro presso il tesoro del faraone. La cappella di Yuyu misura solo 1 metro per un metro e 15 cm. Molto affascinanti le decorazioni e i dettagli della decorazione del muro. In questa cappella funeraria, quattro generazioni della famiglia di Yuyu erano rappresentate in splendidi rilievi colorati. Si vede il corteo funebre di Yuyu e il rituale dell’apertura della bocca, momento supremo del funerale, oltre alla venerazione della dea vacca hathorica e della barca del dio locale di Saqqara, Soqar. Un altro ritrovamento degno di nota nell’area est della tomba di Panehsy è una cappella, ancora anonima, con una rara rappresentazione del proprietario della tomba e della sua famiglia, il cui stile artistico potrebbe ispirarsi alle statue vicino alla tomba di Maya e Merit.

Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa
Archeologi del Museo Egizio, del Ministero delle Antichità Egiziane e del Museo delle Antichità di Leiden scoprono a Saqqara una tomba di 3200 anni fa . 📷 𝐅𝐎𝐓𝐎: Nicola Dell’Aquila


“Lo scavo a Saqqara, iniziato nel 1975 dal Egypt Exploration Society e dal Museo Nazionale delle Antichità di Leiden, è finalizzato alla ricontestualizzatine archeologica di monumenti, rilievi e statue, giunti nelle collezioni europee nel XIX secolo”, ha dichiarato il Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco. “Nel 2015 il Museo Egizio è diventato partner della missione. L’archeologia oggi mira a ricostruire la biografia di questi oggetti, perché si possa meglio comprendere la storia economica e sociale dell’antico Egitto. Il ritrovamento della cappella di Yuyu ne è l’esempio plastico, in questo gli stipiti di porta provenienti da questo monumento e conservati oggi al Musée de Picardie ad Amiens possono essere finalmente compresi e contestualizzati”.

Progetto iniziato nel 1975

Il progetto di scavo a Saqqara è iniziato nel 1975. Fino al 1998, il Rijksmuseum di Leiden ha cooperato con l’Egypt Exploration Society di Londra. Anche l’Università di Leiden (dal 1999) e il Museo Archeologico di Bologna (dal 2011) sono stati coinvolti nel progetto. Nel 2015, il Museo Egizio si è aggiunto come terzo partner, nell’area a sud della strada rialzata di Unas. Nel 2018, la missione italo-olandese a Saqqara ha deciso di usare le immagini digitali per documentare le attività della missione, in collaborazione con il Gruppo di Rilievo 3D, Dipartimento ABC, Politecnico di Milano. Dopo due anni e mezzo di ritardo a causa della pandemia di COVID-19, gli scavi della missione congiunta sono finalmente ripresi nell’autunno del 2022, portando allo scavo della tomba monumentale di Panehsy. La stagione di scavo 2023 è partita il 19 febbraio. Gli attuali direttori della missione sono Lara Weiss, direttrice del Roemer- und Pelizaeus-Museum di Hildesheim, e Christian Greco, direttore del Museo Egizio. Il progetto è finanziato dal Rijksmuseum di Leiden, dall’Università di Leida, dal Museo Egizio, dall’agenzia di viaggi Labrys Reizen, dall’Organizzazione Olandese per la Ricerca Scientifica (NWO), dalla Fondazione Friends of Saqqara e da alcuni privati. 

Fonte: Museo Egizio di Torino

©STORIE & ARCHEOSTORIE. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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