Un’ascia in corno di cervo, con il foro ancora incompleto, è uno dei reperti più significativi emersi dalla grotta Tina Jama, sul Carso triestino. L’oggetto proviene da un livello archeologico datato a circa 8.000 anni fa, quando nella regione vivevano ancora comunità di cacciatori-raccoglitori. Per le sue caratteristiche trova pochissimi confronti in Italia e presenta invece confronti soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale.

La scoperta è arrivata durante la quarta campagna di scavo condotta nella cavità di Sgonico/Zgonik, alle pendici del monte Lanaro, nell’ambito del progetto sloveno Tina Jama: Stratigraphy of Prehistoric Transitions in the Northern Adriatic. La ricerca è diretta da Federico Bernardini dell’Università Ca’ Foscari Venezia, in collaborazione con l’Istituto di Archeologia del Centro di ricerca dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti (ZRC SAZU), l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics e l’Università di Siena. Il progetto sloveno è diretto da Elena Leghissa ed è finanziato nell’ambito del programma Archaeological Research (2022–2027).

Un accampamento mesolitico nella grotta
Il deposito ha restituito numerosi indizi sulla presenza umana nella grotta. Tra i reperti ci sono piccoli manufatti in pietra, compresi elementi trapezoidali utilizzati per le frecce e scarti della loro produzione, oltre a punte in osso. Sono presenti anche ornamenti realizzati con conchiglie marine e d’acqua dolce e denti atrofici di cervo forati, probabilmente utilizzati come pendenti. Uno di questi conserva tracce di ocra.

L’ocra compare anche in altri punti del deposito, talvolta associata a sostanze adesive presenti su strumenti in selce. È stato inoltre recuperato un dente di bambino, mentre i resti faunistici sono conservati in condizioni particolarmente favorevoli.

La concentrazione dei reperti indica la presenza di un’area abitata attorno a un focolare, nella parte più riparata della grotta. L’area era delimitata verso l’ingresso da una struttura composta da pietre e blocchi, un elemento che contribuisce a ricostruire l’organizzazione dell’accampamento.
L’ascia in corno di cervo e un secondo manufatto
L’ascia presenta un grande corpo in corno di cervo e un foro ancora non completato. Le sue caratteristiche la avvicinano a manufatti conosciuti soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale, mentre i confronti italiani sono molto limitati.
Nello stesso contesto è stato individuato anche un segmento di corno di cervo lungo circa 11 centimetri, con un foro trasversale di circa un centimetro e una perforazione longitudinale centrale. Una delle ipotesi è che potesse essere utilizzato per raddrizzare i fusti delle frecce, ma la funzione dovrà essere verificata attraverso ulteriori analisi.

I reperti di Tina Jama si inseriscono così nello studio di una fase decisiva della preistoria dell’Adriatico nord-orientale: quella in cui le ultime comunità mesolitiche di cacciatori-raccoglitori entrarono in contatto con i primi gruppi neolitici, comparsi nell’area circa 7.500 anni fa. Lo studio della stratigrafia, degli strumenti, degli ornamenti e dei resti animali permette di seguire questa trasformazione senza separare la cultura materiale dalle attività quotidiane svolte nella grotta.


La campagna ha inoltre riaperto dopo diversi decenni la ricerca archeologica sistematica nelle cavità del Carso. I risultati saranno presentati anche durante la giornata di apertura al pubblico prevista per sabato 10 ottobre, con due visite guidate gratuite condotte da Federico Bernardini ed Elena Leghissa.

SABATO 10 OTTOBRE L’OPEN DAY: VISITE GUIDATE
Per condividere con la cittadinanza e far conoscere l’importanza dei rinvenimenti, sono state organizzate due visite guidate gratuite agli scavi. Sabato 10 ottobre 2026 Federico Bernardini ed Elena Leghissa condurranno i visitatori all’esplorazione del sito.
Orario e luogo di ritrovo: 10.00 e 14.00 parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro, collocato circa 300 m a nord dell’agriturismo Milič Zagrski (https://www.facebook.com/
La risalita alla grotta richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Si consigliano abbigliamento e calzature adeguate.
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- 📄 Fonte: Università Ca’ Foscari Venezia
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Data di pubblicazione registrata: 07/10/2026 11:36
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