Un viaggio nel cuore dell’Etruria antica, tra santuari e necropoli, prende vita a New York. La mostra “Rethinking Etruria”, ospitata dall’Institute for the Study of the Ancient World (ISAW) della NYU dal 23 aprile al 20 luglio 2025, presenta circa 50 reperti, molti mai esposti prima, provenienti dai siti etruschi di Poggio Colla (Firenze) e Norchia (Viterbo). Organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Viterbo e Firenze, l’esposizione unisce archeologia e tecnologia per svelare la cultura enigmatica degli Etruschi, dai rituali alle influenze greche.
Poggio Colla: il santuario degli Etruschi
Il santuario di Poggio Colla, scavato dal Mugello Valley Archaeological Project sotto la direzione di Gregory Warden e Michael Thomas, rivela la vitalità della società etrusca dal VII al III secolo a.C. Bronzi votivi e pesi da telaio decorati, esposti per la prima volta, offrono uno sguardo sulla vita quotidiana e i rituali religiosi. Una stele monumentale, riprodotta in 3D, mostra iscrizioni parzialmente cancellate, aiutando a decifrare la scrittura etrusca. Ricostruzioni digitali del santuario, curate da Maurizio Forte, immergono i visitatori nel suo contesto originale.
Rituali e simbolismo
I reperti, come figurine votive e ceramiche, testimoniano l’importanza dei riti dedicati agli dèi. La stele, analizzata da Adriano Maggiani, suggerisce pratiche sacre complesse, mentre i pesi da telaio evidenziano il ruolo delle donne nella produzione tessile, come studiato da Gretchen Meyers. Questi oggetti riflettono una società articolata, dove il sacro si intrecciava con l’arte e il commercio.
Norchia: la necropoli dei Re
La necropoli di Norchia, con le sue tombe scavate nel tufo, è al centro della sezione curata da Vincent Jolivet dell’École Normale Supérieure. Dal 2018, gli scavi nel settore Lattanzi hanno riportato alla luce un capolavoro: lo stamnos (contenitore per liquidi) di Marce Atie, un vaso a figure rosse con scene ispirate ai poemi omerici. Esposto insieme a coppe, brocche a vernice nera e piattelli, il vaso testimonia l’influenza greca nei riti funerari etruschi. Una testa colossale in tufo, ispirata ai ritratti di Alessandro Magno, e un frammento di ala di Sfinge dalla Tomba 7 aggiungono fascino al percorso.
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Tecnologia al servizio dell’archeologia
La mostra utilizza tecnologie innovative per avvicinare il pubblico al paesaggio rupestre di Norchia. Video 3D e droni, realizzati da Altair4, ricreano l’architettura delle tombe, mentre un modello interattivo dello stamnos permette di esplorarne i dettagli. Queste soluzioni, unite a fotografie aeree, immergono i visitatori nella suggestiva necropoli, definita “la Petra dell’Etruria”.
Un dialogo tra passato e fturo
Organizzata dall’ISAW con il supporto della Soprintendenza di Viterbo e Firenze, la mostra beneficia del contributo di curatori di prestigio come Gregory Warden, Michael Thomas e Vincent Jolivet. I prestiti, concessi grazie al Ministero della Cultura e al Leon Levy Foundation, testimoniano l’impegno per valorizzare il patrimonio etrusco a livello globale.
Etruschi e influenze elleniche
I reperti evidenziano i contatti tra Etruschi e mondo greco. Le ceramiche dipinte di Norchia, ispirate al simposio greco, e le sculture colossali mostrano un’integrazione culturale profonda. La mostra esplora anche le credenze funerarie, con oggetti che celebrano la vita e l’aldilà, offrendo una nuova prospettiva sulla società etrusca.
Rethinking Etruria è visitabile presso l’ISAW (15 East 84th Street, New York) dal 23 aprile al 20 luglio 2025, con ingresso gratuito. Per dettagli: www.isaw.nyu.edu. Conferenze, come quella di Vincent Jolivet il 23 aprile, approfondiranno i temi della mostra.

