Un tratto monumentale delle mura messapiche, una necropoli ellenistica con ricchi corredi e un eccezionale deposito di cippi iscritti: sono i risultati più significativi della campagna di scavi archeologici condotta nel 2025 a Muro Leccese, nel cuore del Salento, dall’Università del Salento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto e l’amministrazione comunale. Le ricerche saranno presentate oggi, 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, e si inseriscono in un progetto di valorizzazione che da oltre trent’anni rende Muro uno dei laboratori più importanti per lo studio del mondo messapico.

Immagine di una sepoltura archeologica con scheletri umani e vari reperti, inclusi vasi e oggetti in ceramica, in un contesto di necropoli ellenistica.
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

Le mura di IV secolo a.C.

Gli archeologi hanno riportato alla luce un tratto di circa 600 metri della cinta muraria, databile al IV secolo a.C. e originariamente lunga 4 chilometri. Costruita con blocchi di grandi dimensioni e conservata in alcuni punti fino a 3,5 metri d’altezza, la struttura conferma il carattere monumentale della città messapica.

Scavi archeologici con antiche strutture in pietra visibili al tramonto, sullo sfondo un cielo colorato e sereno.
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

Suggestiva la continuità con il paesaggio rurale moderno: i muretti a secco hanno infatti riutilizzato l’andamento dell’antico tracciato, creando una stratificazione che unisce difesa antica e agricoltura tradizionale.

Tratto delle mura messapiche databili al IV secolo a.C., con pietre di grandi dimensioni e muretti a secco che preservano il paesaggio rurale moderno.
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

Il deposito dei cippi iscritti

Un ritrovamento eccezionale è rappresentato da un deposito di undici cippi decorati e iscritti, ordinatamente deposti in seguito alla dismissione di un luogo di culto. La scoperta di un vasetto con un piccolo tesoretto di monete ha consentito di datare il complesso all’età ellenistica. Non lontano è stato rinvenuto un blocco appartenente al timpano di un ingresso, inciso con iscrizioni in lingua messapica che riportano formule onomastiche inedite, preziose per arricchire il quadro epigrafico del Salento antico.

muro leccese
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

La necropoli ellenistica

All’esterno della cinta muraria gli archeologi hanno indagato una necropoli con sepolture di età ellenistica. I corredi funerari comprendevano trozzelle, crateri, cinturoni in bronzo e altri elementi dell’armamento militare. Di particolare suggestione una sepoltura infantile, dalla quale proviene un pendente in vetro blu raffigurante una testa femminile, testimonianza di artigianato di pregio e di scambi culturali con il Mediterraneo orientale.

Un pendente in vetro blu raffigurante una testa femminile, trovato in una sepoltura infantile, rappresenta un esempio di artigianato e scambi culturali nel contesto della necropoli ellenistica.
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

Valorizzazione e divulgazione

Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR e sostenuto anche dall’Ateneo salentino, rientra in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio messapico promossa dal Comune di Muro Leccese. La conferenza stampa di presentazione è stata accompagnata da visite guidate sul sito a cura del Muro Leccese Archaeological Project, per permettere al pubblico di entrare in contatto diretto con i risultati delle ricerche.

Leggi anche

“Questi scavi – ha sottolineato il prof. Francesco Meo, direttore scientifico delle indagini – restituiscono un quadro sempre più ricco della città antica, confermandone il ruolo centrale nel panorama dei centri messapici del Salento”.

Un archeologo tiene in mano un frammento di bronzo, probabilmente un pezzo di armamento, durante degli scavi archeologici.
foto: ©Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

La campagna in corso, ancora in fase di completamento, si preannuncia dunque come una tappa fondamentale per la conoscenza delle civiltà indigene dell’Italia meridionale, aprendo nuove prospettive di studio e di valorizzazione per uno dei luoghi simbolo della storia del Salento.

Fonte: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto

L’autore dell’articolo

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!