Come appariva l’Italia ai viaggiatori del Grand Tour? Quali immagini, impressioni e narrazioni costruirono il mito della Penisola tra Seicento e Ottocento? Da oggi è possibile esplorarle in modo nuovo grazie a un WebGIS interattivo che raccoglie descrizioni, disegni, incisioni, schizzi e vedute prodotti tra XVII e XIX secolo. Una piattaforma digitale che unisce fonti storiche, geografiche, iconografiche e artistiche, trasformando la memoria del viaggio in uno strumento di ricerca e divulgazione.

Il progetto nasce all’interno di un consorzio interuniversitario di geografi coordinato dall’Università di Genova e sviluppato in collaborazione con l’Università di Trento e l’Università Roma Tre. Per l’Ateneo trentino, la responsabilità scientifica è affidata a Nicola Gabellieri, docente di Geografia del Dipartimento di Lettere e Filosofia.

Mappa interattiva del progetto 'Envisioning Landscapes', con punti di interesse georeferenziati per viaggi storici in Italia e informazioni sulle vedute, descrizioni e fotografie.
Il WebGIS si può consultare QUI

Frutto di due anni di lavoro, la piattaforma raccoglie e geolocalizza oltre 2.500 record, in continuo aggiornamento: un mosaico variegato di testimonianze che restituiscono il modo in cui l’Italia veniva osservata, rappresentata e raccontata da viaggiatori, artisti, naturalisti e studiose.

L’Italia attraverso gli sguardi del passato

Per secoli l’Italia è stata meta privilegiata del viaggio formativo europeo. Artisti e intellettuali percorrevano la Penisola annotando impressioni, descrivendo paesaggi, realizzando schizzi e acquerelli: una pratica che contribuì a modellare l’immagine del “Bel Paese” nel mondo.

Il nuovo WebGIS consente di localizzare ogni testimonianza direttamente sulla mappa: un clic permette di passare dal tratto rapido di un viaggiatore del Settecento a una fotografia contemporanea dello stesso luogo, ricostruendo l’evoluzione dei suoi paesaggi.

Tra le prime aree esplorate spiccano Trentino-Alto Adige, Liguria, Lazio e Toscana, regioni emblematiche del Grand Tour. Qui le narrazioni dei diaristi si intrecciano con gli acquerelli di Goethe, con i disegni naturalistici e immediati di Edward Lear, o con le meticolose descrizioni della viaggiatrice e scrittrice inglese Amelia Edwards, pioniera anche dell’archeologia.

Per raccogliere questo patrimonio, i ricercatori hanno lavorato su archivi italiani e internazionali, digitalizzato le fonti, classificato materiali testuali e iconografici e costruito un database storico-geografico accessibile a tutti.

Un modello per la didattica, il turismo culturale e la gestione del territorio

Il progetto non è pensato solo come strumento accademico. Le sue potenzialità sono molteplici. Se infatti la didattica digitale permette di costruire percorsi educativi basati sul confronto tra passato e presente, il modello di turismo culturale innovativo suggerisce itinerari che seguono le tappe dei viaggiatori storici, valorizzando luoghi e panorami meno conosciuti. Alcune descrizioni del passato offrono indizi su ecosistemi scomparsi, biodiversità antica, aree soggette a frane e alluvioni, elementi utili per studi climatici e pianificazione.

In questo modo, la mappa interattiva diventa l’occasione per ricollegare memoria e presente, invitando a riscoprire il paesaggio italiano attraverso gli occhi di chi lo raccontò secoli fa.

Un progetto nazionale per immaginare i paesaggi

Il WebGIS rientra nelle attività del PRIN 2022 PNRR, Immaginare i paesaggi: fonti di viaggio geostoriche e approcci basati su GIS per la gestione e la valorizzazione partecipativa del territorio”. Un’iniziativa che punta a ripensare il rapporto tra comunità, territorio e patrimonio culturale, con il supporto delle tecnologie digitali.

Immagine in apertura: Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, Goethe nella campagna romana (1786)

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