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Apre al pubblico oggi, 21 maggio, negli appartamenti papali del Castello di Giulio II, a Ostia antica, la mostra “IN HOC SIGNO”, un ampio progetto espositivo dedicato all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo nei territori di Ostia e Portus, due dei più importanti snodi commerciali e culturali del Mediterraneo antico.

Mostra “IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto

L’esposizione, aperta fino al 21 novembre prossimo e curata da Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, accompagna i visitatori in un percorso che attraversa diversi secoli di storia, dalla convivenza di culti differenti nel III secolo d.C. fino al consolidamento definitivo della nuova fede tra IV e V secolo, proseguendo poi nell’Alto Medioevo. Un racconto costruito attraverso reperti archeologici, testimonianze storico-artistiche e oggetti della vita quotidiana, molti dei quali poco noti al pubblico e in alcuni casi esposti per la prima volta.

Ostia e Portus: crocevia di popoli, commerci e religioni

Le città di Ostia Antica e Portus costituivano il grande sistema portuale di Roma antica. Qui, per secoli, convivevano culture, lingue e religioni differenti, come dimostrano i numerosi ritrovamenti legati ai culti di Mithra, Cibele, Iside e Serapide.

Una lastra di pietra con incisioni simboliche, inclusi un cerchio con la lettera P e una croce, e la lettera A visibile.
Pilastrino con monogramma cristiano dalle Terme del Mitra

A partire dal III secolo d.C., tuttavia, il Cristianesimo iniziò a diffondersi progressivamente anche in questi territori strategici. La mostra evidenzia proprio questo delicato momento di trasformazione culturale e religiosa, quando simboli e immagini della tradizione classica vennero reinterpretati alla luce della nuova fede.

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Tra gli oggetti più significativi figurano lucerne decorate con il Buon Pastore, derivato dall’iconografia del pastore crioforo, e raffigurazioni di Orfeo che incanta gli animali, immagini reinterpretate in chiave cristiana come simboli della figura salvifica di Cristo.

Una tavoletta di pietra con iscrizioni incise in caratteri antichi.
Iscrizione del Martire Ippolito

Il Cristianesimo dopo Costantino

Con la fine delle persecuzioni e l’editto di Costantino, il Cristianesimo poté diffondersi liberamente nell’Impero romano. A Ostia venne costruita una monumentale basilica dedicata ai santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista, recentemente riportata alla luce dagli scavi dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Vista aerea di un sito archeologico con scavi e strutture visibili nel terreno, circondato da cumuli di terra.
La Basilica Costantiniana di Ostia

Nel frattempo, anche a Porto e nell’Isola Sacra sorsero importanti edifici di culto che testimoniano la crescente centralità della religione cristiana nel territorio.

Dettaglio di un motivo intrecciato su pietra, evidenziando linee curve e design ornamentale.
Cornice ad arco dalla basilica Portuense

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La mostra approfondisce inoltre il ruolo dei simboli cristiani nella vita quotidiana: il chrismon, il monogramma di Cristo, compare su lucerne, anelli e oggetti domestici, mentre nell’ambito funerario assumono particolare rilievo i cosiddetti refrigeria, raffinati contenitori in vetro con iscrizioni dorate utilizzati durante i banchetti in onore dei defunti.

Incisione su pietra con le parole 'HIC OVVIANCVS DORMIT IN PACE'.
Iscrizione di San Ciriaco

Il ritorno a Ostia dei frammenti della mensa marmorea

Uno dei nuclei più importanti dell’esposizione riguarda l’oratorio delle Terme del Mitra, nei pressi di via della Foce. Da quest’area provengono i frammenti di una grande mensa marmorea decorata con immagini degli Apostoli e del Giardino dell’Eden.

Si tratta di opere di straordinario valore storico che tornano a Ostia per la prima volta dalla loro scoperta nel 1862, grazie a un prestito della Banca d’Italia, nelle cui collezioni i reperti erano successivamente confluiti.

Una lampada ad olio in terracotta con decorazioni circolari, vista dall'alto su sfondo scuro.
Lucerna con monogramma di Cristo

Le basiliche funerarie e il culto dei santi

Il percorso espositivo dedica ampio spazio anche alla diffusione del Cristianesimo nel suburbio ostiense tra IV e V secolo. Centrale è il caso della basilica funeraria di Pianabella, costruita come luogo di sepoltura accanto alle reliquie dei santi.

Rovine di un antico edificio visibili in un'area verde, circondate da alberi.
La Basilica di Pianabella

Da qui proviene una grande tavola marmorea circolare utilizzata durante i banchetti rituali dedicati ai defunti, testimonianza concreta delle pratiche religiose e comunitarie dei primi cristiani.

Particolare di una superficie in gesso con forme curve e dettagli scolpiti.
Mensa cristiana dalla basilica di Pianabella

Anche l’area di Portus restituisce importanti tracce della presenza cristiana: la basilica sorta presso il bacino di Traiano e la basilica ad corpus dell’Isola Sacra documentano il radicamento della nuova fede in un territorio profondamente legato ai traffici marittimi e alle trasformazioni urbane della tarda antichità.

Una mostra tra archeologia, fede e trasformazioni sociali

“In Hoc Signo” non si limita a raccontare l’evoluzione del Cristianesimo sul piano religioso, ma restituisce il quadro di un territorio in trasformazione politica, economica e sociale.

Storia antica dipinta su pentimento con parti scoperte in una superficie rocciosa, mostrando figure umane e tonalità di colore terroso.
Frammenti di affresco dalla Basilica Portuense

Attraverso reperti archeologici, decorazioni marmoree, oggetti liturgici e indagini antropologiche recenti, la mostra offre uno sguardo approfondito sulla nascita di una nuova identità culturale destinata a segnare la storia dell’Occidente.

L’esposizione rappresenta così un’importante occasione per comprendere il ruolo di Ostia e Portus nella diffusione del Cristianesimo nel Mediterraneo e il modo in cui simboli, rituali e immagini sviluppati in età tardoantica continuino ancora oggi a influenzare il mondo contemporaneo.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto
📍 Ostia antica (Roma), Castello di Giulio II
📅 21 maggio – 21 novembre 2026
🌐 Info:  pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it
ostiaantica.cultura.gov.it/in-hoc-signo

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