Nuove scoperte archeologiche stanno perfezionando la conoscenza di Ocriculum, l’antico centro romano sorto in posizione strategica lungo la via Flaminia e sulle rive del Tevere. La recente campagna di scavo, presentata oggi 20 maggio 2026 presso l’Antiquarium di Casale San Fulgenzio, ha infatti riportato alla luce un articolato complesso monumentale che potrebbe appartenere al cuore pubblico della città romana.
A illustrare i risultati delle indagini sono stati il Direttore Generale Musei Massimo Osanna, il direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio, la soprintendente Francesca Valentini, il sindaco di Otricoli Antonio Liberati e le archeologhe del Ministero della Cultura Elena Roscini e Silvia Casciarri.
Un settore centrale della città romana finora poco conosciuto
L’indagine, finanziata dal Ministero della Cultura tramite la Direzione Generale Musei e realizzata dai Musei Nazionali dell’Umbria con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, si è concentrata su un’area centrale dell’antica città, tradizionalmente identificata come possibile settore forense.

La scelta dell’area da scavare nasce da anni di attività di tutela e ricerca, che hanno incluso saggi archeologici preventivi e una campagna di prospezioni geofisiche finanziata nel 2024 dalla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
Le attività sul campo, svolte tra marzo e maggio dalla Cooperativa Archeologia sotto la direzione scientifica dei funzionari ministeriali, hanno restituito risultati considerati di eccezionale valore scientifico.
La scoperta della strada romana monumentale
Tra i ritrovamenti più importanti figura un ampio tratto di strada romana perfettamente conservata, realizzata con grandi basoli in pietra locale. La qualità della pavimentazione e lo stato di conservazione testimoniano l’importanza urbanistica dell’area.

Accanto alla strada è emerso un imponente basamento in calcestruzzo misto a spezzoni di tufo, interpretabile come parte di una grande opera di terrazzamento o di sostegno architettonico.
Gli archeologi ritengono che queste strutture fossero funzionali alla sistemazione dei dislivelli naturali del terreno e al supporto di edifici pubblici probabilmente destinati ad attività civiche o religiose.
Decorazioni marmoree e un raro peso commerciale
A confermare il prestigio del complesso contribuiscono i numerosi materiali rinvenuti durante lo scavo. Sono stati recuperati frammenti di terrecotte architettoniche, fusti di colonna e raffinate decorazioni marmoree, comprese porzioni di cornici monumentali.

Particolarmente interessante è il ritrovamento di un peso commerciale in pietra da 30 libbre, testimonianza concreta delle attività economiche che si svolgevano nell’area pubblica della città.
Questi elementi indicano non solo l’alto livello della committenza, ma anche il ruolo centrale svolto da Ocriculum nei traffici dell’Italia centrale tra il I e il II secolo d.C., periodo di massimo sviluppo del municipio romano.
La grande fontana ottagonale
Tra le strutture più spettacolari emerse dagli scavi spicca una monumentale fontana pubblica di forma ottagonale, una tipologia piuttosto rara nel panorama archeologico romano.

La vasca presenta un rivestimento interno in cocciopesto ed era collocata all’interno di uno spazio aperto pavimentato con eleganti lastricati. Il rinvenimento suggerisce la presenza di un’area urbana monumentale attentamente progettata, probabilmente parte integrante del sistema degli spazi pubblici cittadini.
Ocriculum, crocevia strategico dell’Italia romana
Situata lungo la Via Flaminia e affacciata sul Tevere, Ocriculum occupava una posizione strategica per il controllo dei commerci e dei collegamenti tra Roma e l’Italia settentrionale.
La città romana, oggi compresa nel Parco archeologico di Ocriculum, conserva importanti testimonianze monumentali che raccontano il ruolo politico, economico e culturale assunto dal centro durante l’età imperiale.
Le nuove scoperte contribuiscono ora a ridefinire la topografia urbana della città antica e aprono prospettive molto promettenti per le future ricerche archeologiche.
Verso la valorizzazione delle nuove scoperte
I Musei Nazionali dell’Umbria stanno già lavorando alle future strategie di valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico le nuove strutture emerse dagli scavi.
L’intenzione è quella di integrare i nuovi dati archeologici nel percorso di visita del sito, trasformando Ocriculum in un laboratorio permanente di ricerca, tutela e divulgazione del patrimonio romano dell’Umbria.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria ✅




