Un soffitto affrescato crollato quasi duemila anni fa torna oggi a raccontare il lusso delle dimore pompeiane e il profondo legame della società romana con il culto di Dioniso. Il Parco archeologico di Pompei ha presentato il restauro della volta decorata appartenente a una sala da banchetto (cenacolo) della Casa con Panificio, nella Regio IX, uno degli interventi più significativi tra quelli realizzati nell’ambito delle recenti campagne di ricerca.

La presentazione, ospitata nella Palestra Grande degli Scavi, ha seguito il workshop internazionale Pompei: scavi e ricerche in corso, occasione di confronto tra università e istituzioni italiane e straniere impegnate nei numerosi progetti di ricerca attivi all’interno del sito archeologico.
Ricomposto oltre un quarto della decorazione originale
Il restauro è stato possibile grazie ai numerosi frammenti recuperati durante gli scavi archeologici nel punto esatto in cui era collassato il soffitto del piano superiore della casa. La posizione dei lacerti ha consentito agli archeologi di identificarne con certezza la provenienza e di avviare già durante lo scavo una prima ricostruzione, individuando gli incastri tra molte delle porzioni dipinte.

L’intervento ha permesso di ricostruire oltre il 25% della decorazione originaria, limitandosi esclusivamente ai frammenti la cui collocazione risultava scientificamente documentata. Una scelta che rispetta i principi di riconoscibilità e reversibilità del restauro, evitando integrazioni arbitrarie e lasciando aperta la possibilità di future ricostruzioni.
Un restauro pensato per crescere con le nuove scoperte
L’aspetto più innovativo del progetto riguarda il sistema di supporto realizzato per sostenere la volta ricomposta. Non si tratta infatti di un semplice pannello espositivo, ma di una struttura modulare progettata seguendo progressivamente l’avanzamento del restauro e capace di restituire la curvatura originale della volta.
Questa soluzione consente di aggiungere in futuro nuovi frammenti senza compromettere la ricostruzione già effettuata. Molti lacerti pertinenti al soffitto sono infatti ancora conservati separatamente, mentre altri potrebbero emergere con il proseguimento degli scavi nella Casa con Panificio. Il restauro diventa così un processo dinamico, destinato ad aggiornarsi con l’avanzare delle ricerche archeologiche.

La ierogamia tra Dioniso e Arianna al centro della volta
La decorazione rivela un raffinato programma iconografico sviluppato attorno a un grande riquadro centrale circondato da edicole, festoni vegetali, geni alati, allegorie delle stagioni e ricchi motivi ornamentali policromi.
Il tema principale è quello della ierogamia, il matrimonio sacro tra Dioniso e Arianna. Sebbene la scena centrale sia giunta fino a noi solo in modo frammentario, il confronto con altri esempi dell’arte antica ha consentito agli studiosi di ricostruirne il significato.


Al centro della composizione compare Dioniso disteso sul proprio carro, mentre Arianna suona un’arpa accompagnata da un erote citaredo. Il carro è trainato da due centauri musicisti, in una scena immersa in un ricco repertorio simbolico legato al dio del vino: maschere teatrali, strumenti rituali, festoni di frutti e fiori e oggetti destinati alle libagioni celebrano il mondo dionisiaco e la sua dimensione religiosa.

Il 2026 di Pompei dedicato al culto di Dioniso
Il recupero della volta si inserisce nel più ampio programma di studi che il Parco archeologico di Pompei dedica nel 2026 al tema di Dioniso, rafforzato dalle eccezionali scoperte della Casa del Tiaso nella Regio IX, dove tra il 2024 e il 2025 è emersa una delle più importanti megalografie pompeiane dedicate al corteo del dio.

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Lo stesso filo conduttore caratterizzerà anche la seconda edizione del festival Esopop – Storie in Festival, intitolata Ecstatic Pompeii, che dal 28 agosto al 26 settembre 2026 porterà spettacoli teatrali nei siti archeologici dell’area vesuviana durante le aperture serali, creando un dialogo tra ricerca scientifica, patrimonio archeologico e linguaggi contemporanei.
Commentando il progetto, il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel ha ricordato come l’Italia rappresenti un punto di riferimento internazionale nel restauro archeologico, sottolineando il ruolo di Pompei come laboratorio di ricerca e conservazione capace di coniugare tutela, studio e divulgazione.
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- 📄 Fonte: Parco Archeologico di Pompei ✅





