A Vereto gli archeologi seguono una nuova pista verso il mare. Dal 31 agosto la seconda campagna di DiscoVereto arriva a Torre San Gregorio, l’antico approdo della città messapica nel territorio di Patù, per indagare le grandi strutture che dal pendio della collina scendono verso la costa. La ricerca cercherà di stabilire come funzionava lo scalo e quale ruolo ebbe nei rapporti tra Vereto e le reti commerciali del Mediterraneo

Le attività sono condotte dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, sotto la direzione scientifica di Valentino Nizzo, professore di Etruscologia e archeologia dell’Italia preromana, in regime di concessione del Ministero della Cultura e con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.
La campagna rientra nel progetto del Comune di Patù “La costa ionica tra Greci e indigeni: Torre San Gregorio, approdo di Vereto”, finanziato dalla Regione Puglia con risorse nazionali per la coesione nell’ambito del bando “SMART-In – Valorizzazione dei luoghi della cultura”, nell’ambito dell’Accordo per la Coesione e del POC Puglia 2021-2027.
Alla ricerca dell’antico approdo di Vereto
Il nuovo scavo si concentra in località San Gregorio, dove le indagini archeologiche hanno già individuato una serie di strutture monumentali databili tra il IV e il II secolo a.C. La loro funzione è ancora da chiarire completamente, ma la posizione e le caratteristiche dei resti suggeriscono un collegamento con le infrastrutture dell’antico approdo.
Le strutture, visibili almeno dal Seicento, si sviluppano lungo il pendio della collina e sembrano seguire un percorso verso il mare. La nuova campagna permetterà di verificare se questo complesso prosegua nelle aree ancora da esplorare e, soprattutto, di cercare stratigrafie archeologiche integre che possano aiutare a stabilirne con maggiore precisione cronologia e funzione.

L’obiettivo è quindi ricostruire il rapporto tra Vereto e il suo scalo marittimo, un elemento fondamentale per comprendere il ruolo della città messapica nel territorio del Capo di Leuca.
La posizione di San Gregorio doveva infatti offrire condizioni favorevoli alla frequentazione dell’area. Oltre alla vicinanza del mare, sulla collina si trova la Grotta dei Tarantini, mentre pozzi e sorgenti naturali assicuravano una disponibilità di acqua potabile, una risorsa essenziale per chi arrivava sulla costa e per le imbarcazioni che vi sostavano.
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Le tracce dei commerci mediterranei
L’ipotesi di un importante ruolo commerciale dell’approdo trova riscontro anche nelle ricerche condotte in passato.
Negli anni Settanta Cosimo Pagliara aveva indagato l’area portando alla luce diversi materiali riconducibili alle attività commerciali, tra cui frammenti di anfore e alcune monete ellenistiche della zecca di Durazzo.
Questi reperti inseriscono Vereto all’interno delle reti di scambio del Mediterraneo e mostrano come l’insediamento fosse inserito in circuiti commerciali che collegavano le coste del Salento ad altri centri del Mediterraneo.
La funzione strategica dell’area proseguì anche dopo la conquista romana del Salento nel II secolo a.C.: lo studio dell’approdo può quindi contribuire a comprendere meglio le trasformazioni attraversate dalla comunità messapica durante il processo di romanizzazione.
Dalla città al mare: una nuova fase della ricerca
La prima campagna di DiscoVereto, condotta nel maggio-giugno 2026, aveva concentrato l’attenzione soprattutto sul settore sommitale di Vereto. La seconda fase amplia ora il campo di indagine e porta per la prima volta lo scavo stratigrafico direttamente sulle strutture dell’approdo.
«A San Gregorio avvieremo per la prima volta un’indagine stratigrafica mirata sulle infrastrutture dell’approdo, per ricostruire il rapporto fra la città e il mare», spiega Valentino Nizzo.
La ricerca interesserà inoltre una sequenza cronologica ampia, dalle fasi messapiche e romane fino alla tarda antichità, con l’obiettivo di seguire nel tempo le trasformazioni del sito e del suo rapporto con la costa.

La struttura già individuata necessita anche di interventi di restauro, consolidamento e messa in sicurezza, poiché il deterioramento subito nel corso degli anni rende necessario intervenire prima di poter proseguire pienamente le attività di ricerca.
Archeologia e tutela del sito
Lo scavo sarà accompagnato da un più ampio programma di tutela e valorizzazione dell’area di San Gregorio.
Sono previsti interventi sui percorsi e sulle passerelle, oltre al rinnovo dei sistemi di illuminazione attraverso soluzioni ecocompatibili. L’obiettivo è rendere l’area archeologica più sicura e accessibile, permettendo al pubblico di seguire più da vicino le attività di ricerca.
Anche il MAV – Museo Archeologico di Vereto sarà interessato da interventi di infrastrutturazione tecnologica destinati a migliorare la fruizione dei contenuti da parte delle persone con disabilità.
La campagna coinvolgerà circa venti studenti e collaboratori dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dell’Università del Salento e di altri atenei italiani.
La comunità partecipa alla ricerca
Un elemento caratterizzante di DiscoVereto è il coinvolgimento della comunità locale attraverso un programma di archeologia partecipata.
Durante la campagna proseguiranno attività di citizen science, laboratori didattici, momenti di formazione, seminari, conferenze pubbliche e iniziative dedicate alla condivisione dei risultati dello scavo.
L’obiettivo è rendere la ricerca archeologica parte integrante della vita del territorio e permettere ai cittadini di seguire direttamente il lavoro degli archeologi, dalle indagini sul campo alla conservazione dei reperti.
Per il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso, la nuova campagna rappresenta un momento importante per la comunità, che potrà tornare ad accogliere i giovani archeologi impegnati per cinque settimane negli scavi e avere l’opportunità di conoscere più da vicino la storia del proprio territorio.
Un podcast racconta la ricerca su Vereto

A completare il progetto è arrivato anche un nuovo strumento di divulgazione. Dal 27 agosto 2026 è disponibile sulle principali piattaforme il podcast seriale “Veretum. Un viaggio nella storia antica del Capo di Leuca”, realizzato da Makrà studio nell’ambito del progetto “Storie Meridiane. Percorsi culturali di rigenerazione sociale”.
Il podcast accompagna gli ascoltatori alla scoperta dell’area archeologica di Vereto e segue il lavoro degli archeologi impegnati nelle campagne di scavo, raccontando i primi risultati, le prospettive della ricerca e le attività di conservazione dei reperti custoditi nel Museo Archeologico di Vereto.
Tra gli ospiti dei primi episodi figura lo stesso Valentino Nizzo, insieme ai giovani archeologi e alle archeologhe che hanno partecipato alla prima campagna di DiscoVereto.
La seconda campagna rappresenta così una nuova fase nello studio di Vereto: indagare l’antica città significa ora seguire le sue tracce fino alla costa e cercare di ricostruire il funzionamento di un sistema nel quale insediamento, approdo e territorio erano strettamente collegati. I nuovi scavi di San Gregorio potranno fornire dati importanti per comprendere come la città messapica si rapportasse al Mediterraneo e come questo ruolo sia cambiato nel corso della romanizzazione e nelle fasi successive.
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- 📄 Fonte: DiscoVereto
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Data di pubblicazione registrata: 28/08/2026 18:20
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