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Si è conclusa con risultati di grande rilievo scientifico la prima campagna sistematica di scavo archeologico nell’antica città messapica di Vereto, nel Capo di Leuca. Il progetto, denominato Discovereto, è stato promosso dall’Università degli Studi di Napoli L’Orientale sotto la direzione scientifica dell’archeologo Valentino Nizzo e rappresenta il primo passo operativo del progetto Leucantica, dedicato alla ricostruzione della storia e dei paesaggi culturali dell’estremo lembo meridionale della Puglia.

Area di scavo settentrionale (A.Rizzo)
Area di scavo meridionale (A.Rizzo)

A distanza di cinquant’anni dalle ricerche di Cosimo Pagliara e Francesco D’Andria e dieci anni dopo le ultime indagini della Soprintendenza, Vereto torna così al centro dell’attenzione archeologica con nuove prospettive di studio sulle comunità che abitarono il territorio tra la fine dell’età del Bronzo e la romanizzazione.

Area di scavo meridionale in corso di scavo, veduta da nord-ovest (V.Nizzo)

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Le tracce della Vereto tardoantica

Nel settore meridionale dell’area sommitale dell’insediamento gli archeologi hanno individuato strutture riferibili alle ultime fasi di vita del sito, comprese tra il III e il VI secolo d.C.

Sono emersi due livelli pavimentali associati a importanti crolli di coppi e tegole, costruiti sopra murature più antiche appartenenti probabilmente a edifici di prestigio. I materiali rinvenuti, tra cui ceramiche fini da mensa, vasellame in vetro e reperti destinati alla cucina, suggeriscono infatti la presenza di gruppi sociali di elevato status.

Moneta in bronzo

Tra i ritrovamenti figurano anche testimonianze residuali dell’epoca messapica, come frammenti di ceramica a vernice nera e parti di un cratere italiota databile tra IV e III secolo a.C.

Frammento ceramica corinzia
Frammento vaso apulo

Una possibile struttura monumentale sotto la collina

Particolarmente promettenti sono i risultati ottenuti nel saggio settentrionale, nei pressi della chiesa della Madonna di Vereto.

Qui gli archeologi hanno intercettato grandi fosse colmate con materiali provenienti dalla demolizione di edifici più antichi, probabilmente legate a fenomeni di spoliazione avvenuti in età tardoantica. Da questi livelli proviene anche un frammento di lucerna decorata con il simbolo cristiano del crismon.

Rinvenimento della lucerna con crismon
Lucerna con Crismon

Al di sotto è stato individuato un poderoso riempimento artificiale di età romana imperiale che ha restituito materiali databili dalla prima età del Ferro fino all’età arcaica, comprese ceramiche d’importazione di tradizione corinzia risalenti al VII secolo a.C.

La scoperta più significativa riguarda però due grandi blocchi monolitici impostati direttamente sul banco roccioso. Secondo gli studiosi potrebbero appartenere alle fondazioni di una struttura monumentale collettiva, forse addirittura di carattere cultuale. Un’ipotesi che potrà essere verificata soltanto attraverso l’ampliamento delle future campagne di scavo.

Una raffinata testina femminile ellenistica

Tra i reperti più interessanti emersi durante le indagini spicca una pregevole testina femminile in calcarenite, databile all’età ellenistica.

Testa femminile di profilo (G.Iuliano)

L’opera conserva dettagli accurati della capigliatura e degli ornamenti, compresi gli orecchini, e rappresenta un importante indizio dell’esistenza di edifici monumentali ancora sepolti nell’area dell’antica città messapica.

La testina femminile

Vereto, un laboratorio di archeologia partecipata

Oltre ai risultati scientifici, Discovereto si è distinto per il forte coinvolgimento del territorio. Il cantiere è stato concepito come uno scavo aperto al pubblico, consentendo ai visitatori di seguire in diretta l’avanzamento delle ricerche.

Nel corso delle cinque settimane oltre mille persone hanno visitato il sito, mentre circa 230 studenti delle scuole del territorio hanno partecipato ad attività didattiche e laboratori direttamente sul campo.

L’iniziativa rientra nel progetto Storie Meridiane, finanziato attraverso il PNRR Cultura e finalizzato alla rigenerazione culturale e sociale dei borghi del Capo di Leuca, utilizzando il patrimonio storico come strumento di sviluppo e contrasto allo spopolamento.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: DiscoVereto ✅

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