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Avatar Elena Percivaldi

Quattro minuti appena, e uno dei più importanti tesori dell’antichità è svanito nel nulla. È accaduto in Spagna, dove nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2026, una banda di ladri ha fatto irruzione nel Museo di Villena (MUVI), nella provincia di Alicante, sottraendo gran parte del Tesoro di Villena, uno straordinario insieme di manufatti risalente all’Età del Bronzo (2200-750 a.C.)  e scoperto nel 1963.

Secondo le prime ricostruzioni, il furto sarebbe stato pianificato con cura. L’allarme sarebbe scattato poco dopo le 5 del mattino, ma quando gli agenti sono arrivati i ladri erano già fuggiti.

Gli investigatori ritengono che i malviventi siano entrati dopo aver tentato inizialmente di accedere dalla porta principale del Museo, per poi forzare le finestre laterali, dotate di sistemi di sicurezza e porte blindate. Le immagini delle telecamere mostrano la presenza di più persone e di diversi veicoli. La Guardia Civil e la Polizia Giudiziaria stanno indagando sull’accaduto. Come è avvenuto a Catania per il Polittico di Antonello da Messina, l’ipotesi è quella di un furto organizzato e pianificato da una banda specializzata, probabilmente per rifornire il mercato nero dell’arte.

Il Museo di Villena (dal sito del Museo)

Che cosa è stato rubato dal Tesoro di Villena

Il Tesoro di Villena è costituito da 59 oggetti in oro, argento, ferro e ambra, per un peso totale di circa 10 chilogrammi. La maggior parte dei reperti è costituita da oggetti d’oro a 23,5 carati: il complesso comprende 11 recipienti, 28 bracciali e tre bottiglie simili a fiaschette, oltre ad altri elementi realizzati con materiali diversi tra cui argento, ferro e ambra. Si tratta del più importante insieme di vasellame aureo dell’Età del Bronzo della Penisola Iberica e uno dei principali d’Europa, paragonabile per importanza ai celeberrimi tesori delle tombe reali di Micene, in Grecia.

Il sindaco di Villena, Fulgencio Cerdán, ha spiegato che i ladri hanno portato via gran parte del tesoro. Sono rimasti nel museo soltanto tre recipienti d’argento, un bracciale e alcuni elementi di uno scettro (o bastone cerimoniale). Le autorità sono al lavoro per completare l’inventario dei reperti sottratti. Il furto ha sconvolto tutti anche perché soltanto due anni fa il tesoro era stato trasferito nel Museo dal caveau di una banca, trovando posto in una teca blindata. Che evidentemente non è bastata a metterlo al sicuro dai ladri.

Tesoro di Villena
Il Tesoro di Villena (dal sito del Museo)

Durante il furto sono state inoltre sottratte tre delle quattro corone della Vergine con il Bambino conservate nel museo. Una quarta sarebbe stata ritrovata nel corridoio, probabilmente lasciata dai ladri durante la fuga. Fortunatamente il cosiddetto Tesorillo del Cabezo Redondo, anch’esso conservato nel Museo e composto da 35 oggetti dell’Età del Bronzo, non è stato toccato.

Il tesoro scoperto nel 1963

Il Tesoro di Villena tornò alla luce nell’ottobre del 1963, quando dalla Rambla del Panadero, nella Sierra del Morrón, spuntò un bracciale d’oro di grandi dimensioni. Il reperto passò inizialmente di mano in mano senza che se ne riconoscesse il valore, finché non fu portato a un gioielliere di nome Carlos Miguel Esquembre, che subito si accorse dell’importanza dell’oggetto e si rivolse all’archeologo José María Soler, allora direttore del Museo Archeologico Municipale di Villena. Poco dopo saltò fuori un secondo bracciale simile, grazie al quale fu possibile rintracciare la zona di provenienza dei reperti.

Gli scavi effettuati da Soler nella Rambla del Panadero portarono alla scoperta, il 1° dicembre 1963, di un grande vaso, all’interno del quale c’era il tesoro: decine di oggetti preziosi in oro, argento e ambra, deposti con molta cura e rimasti intatti per millenni. La notizia del sensazionale ritrovamento balzò subito agli onori delle cronache e il tesoro divenne in breve uno dei simboli di Villena.

Dieci chili di oro e due oggetti di ferro meteorico

Al di là dell’immenso valore culturale – quello economico si aggira intorno a 1,7 milioni di euro, ma non è certo il più importante -, il Tesoro è importantissimo anche per un’altra ragione. Due dei reperti sono stati realizzati impiegando ferro di origine meteorica: metallo, cioè, proveniente da meteoriti e non estratto e lavorato con le normali tecniche siderurgiche.

Il dato è particolarmente significativo perché questi oggetti appartengono a una fase nella quale il ferro era ancora un materiale raro e prezioso: non era dunque destinato a produrre strumenti di uso quotidiano, ma beni suntuari di altissimo valore simbolico. La conferma di ciò giunge anche dall’elevata qualità dei reperti, realizzati da artigiani abilissimi.

Perché il Tesoro di Villena è così importante

Le analisi condotte negli ultimi anni hanno contribuito a circoscrivere la datazione del tesoro, ora attribuito al 1000 a.C. circa, ossia all’Età del Bronzo finale. La datazione e la composizione dei manufatti confermano il carattere eccezionale del ritrovamento e la sua importanza per lo studio delle società protostoriche della Penisola Iberica.

Quale fosse la funzione originaria del tesoro resta invece una questione aperta. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una deposizione intenzionale, ma non sappiamo né perché il complesso sia stato sepolto, né chi fosse il proprietario.

Ora il museo è chiuso mentre proseguono le indagini. La priorità è individuare i responsabili e soprattutto recuperare i reperti archeologici, il cui valore storico e scientifico è incommensurabile.

Immagine d’apertura: Il tesoro di Villena (http://www.contestania.com/images/villena/tesoro.jpg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6810517)

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Data di pubblicazione registrata: 28/08/2026 12:01
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