Oltre 200 reperti archeologici per scoprire il popolo che ha dato il nome alla penisola istriana e che ne ha abitato le terre fino alla caduta del centro fortificato di Nesazio nel 177 a.C.: si possono ammirare da domani, venerdì 15 dicembre 2023, al Museo di Antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste, esposti per la mostra “Histri in Istria”, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell’Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli, in co-organizzazione con il Comune di Trieste.

L’allestimento, curato da Vjeran Juhas, porta gli oggetti per la prima volta in Italia dopo quello del 2013 nello spazio espositivo “Sacri Cuori” a Pola. Curata da Martina Blečić Kavur, Univerza na Primorskem/Università del Litorale Koper/Capodistria, la mostra si propone di diffondere la conoscenza dell’antico popolo di origini indoeuropee che ha abitato la penisola istriana durante l’età del bronzo. Resterà aperta al pubblico fino al 1 aprile 2024 (prorogata al 7 aprile 2024), da martedì a domenica, dalle 10 alle 17.

I reperti presentati nelle sale al secondo piano del Museo sono il risultato di lunghe attività di ricerca e di attenti scavi archeologici nelle ricche necropoli e tombe degli Istri: provengono da tutta l’Istria, ma soprattutto dalla capitale del regno, Nesazio, e poi da Pizzughi e dal Castelliere di Leme. Sono oggetti che ci parlano degli usi e costumi di questo popolo e della sua cultura dell’aldilà.

Fulcro della mostra è la tomba esplorata nelle fondamenta del tempio romano B, nel 1981 a Nesazio, ricca di materiale archeologico. Tra i reperti certamente oggetto di interesse per i visitatori si segnalano le situle, vasi rituali di bronzo con decorazioni floreali o raffiguranti momenti di vita quotidiana, come la caccia o le battaglie navali: un’arte di cui si trovano testimonianze non solo in Istria ma anche in Slovenia e nel nord Italia, tra i Veneti e le popolazioni alpine, e in Europa centrale.

Protagonista è anche un raro esemplare di imbarcazione che si fa risalire al 1200 a.C.: rinvenuta 10 anni fa a due metri di profondità nel mare di Zambrattia, un villaggio del comune di Umago nell’Istria del nord, rappresenta uno dei più antichi esemplari di imbarcazione del Mediterraneo. Lunga circa 10 metri, rappresenta uno dei pochi esempi realizzati interamente senza chiodi: le sue tavole di legno sono infatti assemblate soltanto con cordame.




La mostra è accompagnata da approfondimenti, visite guidate ed eventi collaterali. Per tutte le informazioni: museoantichitawinckelmann.it
Immagine in apertura: pendenti a forma di cavallino da Nesazio.
Fonte: Museo di Antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste
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