Collaborazione tra Soprintendenza e Carabinieri Subacquei di Roma per salvaguardare l’insediamento villanoviano. Recuperati reperti e mappata l’area cultuale dell’Aiola.
Un’operazione di tutela senza precedenti è in corso nell’insediamento protostorico sommerso del Gran Carro di Bolsena (VT), uno dei complessi villanoviani meglio conservati dell’Italia centrale, datato al IX secolo a.C. Il Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, in sinergia con l’Aliquota Carabinieri Subacquei di Roma, sta preparando il sito per l’apertura di un percorso subacqueo pubblico, valorizzando un patrimonio unico che unisce un’area abitativa e un tumulo cultuale monumentale, l’Aiola.

Gran Carro di Bolsena, un villaggio sommerso da salvare
Nonostante le difficoltà—scarsa visibilità stagionale e acque fredde a 8-9 gradi—i lavori procedono spediti. La cooperazione interistituzionale ha ottimizzato documentazione, scavo stratigrafico e pulizia del fondale, rendendo visibili a una profondità accessibile (anche con snorkeling o barche a fondo trasparente) le strutture di un villaggio in legno distrutto da incendi. Tra i resti, emergono vasi ceramici e reperti metallici: anellini, catenelle, rotelle raggiate, aghi, fibule e strumenti per la filatura, recuperati con l’ausilio di una sorbona – un particolare aspiratore usato in archeologia subacquea – e un metal detector per contrastare furti clandestini.

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La mappatura dell’Aiola
L’attenzione si concentra anche sull’Aiola, un’area di culto recentemente identificata, che sarà mappata nelle prossime settimane dai subacquei. “Questa collaborazione non solo tutela il sito, ma lo prepara a una fruizione pubblica innovativa,” spiegano dalla Soprintendenza. In superficie, la motovedetta dei Carabinieri di Bolsena garantisce sicurezza e supporto logistico.
Video a 360° delle operazioni sono disponibili sul canale YouTube della Soprintendenza, offrendo un’anteprima di questo tesoro sommerso.


