Intrigante scoperta a Cesarea Marittima, in Israele. Durante gli scavi condotti dall’Autorità per le Antichità d’Israele (IAA) su iniziativa della Caesarea Development Corporation, è emerso dalla sabbia un sarcofago romano in marmo scolpito con una scena mitologica spettacolare e dai tratti unici: una sorta di competizione “alcolica” tra Dioniso, dio del vino, ed Ercole, l’eroe per eccellenza della mitologia greco-romana.

Il sarcofago, datato a circa 1.700 anni fa, sarà presentato ufficialmente giovedì 12 giugno, durante la conferenza “The Feast”, organizzata all’Eretz Israel Museum di Tel Aviv, in collaborazione con l’IAA, l’Università di Tel Aviv e la Bar-Ilan University.
Fondata da Erode nel I secolo a.C.
L’antica città di Caesarea si trova a metà strada tra Tel Aviv e Haifa, circa 45 km, nella pianura costiera di Israele. Fondata nel I secolo a.C. da Erode il Grande, re di Giudea e “vassallo” di Roma, venne chiamata così in onore di Cesare. Nel II e III secolo Caesarea divenne una delle città orientali più importanti dell’Impero romano. In epoca bizantina questo nucleo romano accolse i primi Padri della Chiesa, fino al 639 d.C. quando venne invasa dagli arabi.

Per la città iniziò così un periodo di declino. Con l’arrivo dei Crociati recuperò parte del suo splendore e arrivò a essere capitale di Israele; tuttavia, la fama e la prosperità non durarono a lungo e Caesarea fu abbandonata.
Il sito presenta le rovine romane più imponenti e meglio conservate di tutto il Paese.
Una scoperta emozionante
A raccontare il momento del ritrovamento sono Nohar Shahar e Shani Amit, archeologi della IAA:


“Abbiamo iniziato a rimuovere la sabbia morbida della duna, e improvvisamente è spuntata la punta di un oggetto in marmo. Tutto il team si è radunato attorno. Via via che liberavamo la superficie, sono emerse figure scolpite a bassorilievo: dèi, animali, alberi. L’ultima parte a venire alla luce, proprio nelle ore finali dello scavo, è stata anche la più emozionante: un’intera fiancata intatta del sarcofago, con Ercole sdraiato sulla pelle di leone, coppa in mano.”
Un banchetto per accompagnare l’anima del defunto
Grazie all’intervento dei restauratori Solomon Gavriel, Ilya Armanovsky e Gadmo Vajpo, insieme all’architetto Ido Rosental, è stato possibile ricomporre e pulire il sarcofago, rivelando l’intera scena: al centro Dioniso, circondato dal suo corteo mitologico – Menadi, satiri, Hermes, Pan, e perfino leoni e tigri.


“È la prima volta che in Israele si trova un sarcofago decorato con questa specifica scena del mito,” spiega Shahar. “Le processioni dionisiache sono comuni nei sarcofagi romani del II e III secolo d.C., ma la gara di vino con Ercole è una rarità. Finora l’abbiamo vista solo in mosaici, come a Zippori o Antiochia.”

Il significato va oltre l’iconografia:
“I personaggi non stanno solo festeggiando: accompagnano il defunto nel suo ultimo viaggio, dove il vino e la danza diventano simboli di liberazione, di passaggio verso l’aldilà.”
Chi ha vinto? Dioniso, naturalmente
A giudicare dalla scena scolpita, il verdetto è chiaro:
“Ercole è raffigurato in uno stato pietoso, disteso, incapace di reggersi in piedi. Dioniso ha vinto, come ci si aspetta dal dio del vino,” sorride Shahar.
Un’area ancora ricca di sorprese
Il sarcofago è stato scoperto fuori dalle mura note di Cesarea, in una zona considerata marginale.
“Questo suggerisce che l’area urbana dell’antica Cesarea fosse molto più ampia di quanto finora ipotizzato,” osserva Shahar.

Secondo Eli Escusido, direttore della IAA:
“Questa scoperta offre una riflessione profonda sul rapporto tra fede e morte nel mondo romano. Il sarcofago sarà restaurato con cura e reso accessibile al pubblico, come parte del nostro impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale d’Israele.”
La scoperta del sarcofago al centro di un convegno
Il 12 giugno prossimo, la scoperta del sarcofago sarà al centro di una conferenza pubblica dal titolo “The Feast”, ospitata all’Eretz Israel Museum di Tel Aviv, in collaborazione con le principali istituzioni accademiche del paese. Un’occasione per scoprire come l’arte funeraria romana celebrava la vita anche nel momento della morte.
Immagine in apertura: Il lato del sarcofago di marmo raffigurante Ercole disteso sulla pelle di leone con una coppa in mano. Foto Emil Aladjem IAA


