Nuove scoperte archeologiche ad Amiternum, un tempo fiorente centro dei Sabini e poi municipium romano. La prima campagna di scavo promossa dal Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) e finanziata dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura ha portato alla luce tre ambienti decorati, pavimenti a mosaico, fondazioni murarie e una sepoltura infantile.

Un centro sabino e romano di primaria importanza
Fondata secoli prima dell’epoca romana, Amiternum controllava i traffici tra Tirreno e Adriatico. Conquistata da Roma nel 290 a.C. e divenuta praefectura nel 268 a.C., raggiunse un notevole sviluppo urbano, arrivando a ospitare decine di migliaia di abitanti. Città natale dello storico Sallustio, fu sede episcopale fino al V secolo, per poi declinare e scomparire nel XIII secolo.

Le aree indagate: anfiteatro e domus a peristilio
Gli scavi, condotti tra luglio e agosto 2025, si sono concentrati su due monumenti chiave ma finora poco esplorati: l’anfiteatro romano, databile alla seconda metà del I secolo d.C. e la domus a peristilio, elegante residenza privata disposta attorno a un cortile rettangolare.

Nella domus, gli archeologi hanno individuato tre ambienti, due dei quali conservano mosaici in bianco e nero e tracce di intonaco dipinto.


Nell’area compresa tra anfiteatro e domus sono emersi muri di fondazione pertinenti a entrambi gli edifici e una piccola tomba: una sepoltura protetta da un coppo in terracotta, contenente i resti scheletrici di un neonato.
Un rapporto cronologico inaspettato
Le analisi preliminari indicano che la domus precede la costruzione dell’anfiteatro, aprendo nuove ipotesi sulla trasformazione urbanistica di Amiternum. “I dati acquisiti – spiega Federica Zalabra, direttrice del MuNDA – ci permettono di comprendere meglio le dinamiche tra i due monumenti e ci incoraggiano a proseguire le indagini”.
Verso una valorizzazione del Parco Archeologico
Questa campagna rientra in un progetto di più ampio respiro che mira a valorizzare il Parco Archeologico di Amiternum. L’obiettivo è estendere le indagini e rendere visibili al pubblico le nuove scoperte, offrendo un percorso di visita che integri architettura, mosaici e testimonianze funerarie.





